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Sull’Iphone «sbarca» il dizionario tarantino

Sull’Iphone «sbarca» il dizionario tarantino
Al tarantino in Australia o negli States basterà dare un’occhiata all’Apple Store, il «negozio» elettronico dove scegliere i programmi da utilizzare sul cellulare, per ritrovare parole ed espressioni care: da allattamate (aggettivo riferito alle cozze dal frutto «abbondante e gustoso») a cuenzo (l’antico attrezzo dei pescatori). Un simpatico vocabolarietto per chi, lontano o vicino, vuol avere il vernacolo a portata di mano, anzi di touchscreen

06 Gennaio 2010

Il dialetto varca i confini del web. E sbarca sull’Iphone il popolare «melafonino» Apple. Al tarantino in Australia o negli States basterà dare un’occhiata all’Apple Store, il «negozio» elettronico dove scegliere i programmi da utilizzare sul cellulare, per ritrovare parole ed espressioni care: da allattamate (aggettivo riferito alle cozze dal frutto «abbondante e gustoso») a cuenzo (l’antico attrezzo dei pescatori). Nulla di paragonabile a monumenti come il «Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino» di Nicola Gigante, ma certo un simpatico vocabolarietto per chi, lontano o vicino, vuol avere il vernacolo a portata di mano, anzi di touchscreen .

Il dizionario spunta nella categoria «Istruzione», tra applicazioni che consentono di testare il quoziente d’intelligenza piuttosto che tradurre dal latino. La piattaforma tecnologica del programma «Tarantino-Italiano» per l’Iphone è sviluppata dalla società Edge Data Consulting; il dizionario è quello del sito www.tarantonostra.com. Si legge nella presentazione: «Il Novissimo Dizionario di Tarantonostra.com con traduzioni ed aneddoti. Seconda edizione con neologismi e frasi idiomatiche». 
Poi la simpatica chiosa: «Tutti i diritti riservati» e, in dialetto, un consiglio asciutto, lapidario: «Comunque imparate il Tarantino». 

L’applicazione sta ottenendo un discreto successo: è tra le prime 20 gratuite, disponibili sul sito Apple, appare al 17esimo posto piazzandosi dietro a programmi importanti come la «passeggiata virtuale» all’interno del Museo più famoso del mondo: il Louvre di Parigi. Tra i fan del melafonino, in 37 hanno recensito l’applicazione. Il gradimento? Tre stelle su cinque. 

Simpatici i commenti made in Taranto. Tra gli altri spicca quello che rafforza il carattere singolare dell’iniziativa: «Ragazzi e chi aveva mai pensato che l’unico dialetto a finire nelle prime pagine dell’Apple Store fosse il nostro?». A curare il dizionario su Tarantonostra.com è Alessandro Guido. 
Gustoso l’aneddoto, tra il serio e il faceto, sull’accordo con Apple. Il colosso americano avrebbe deciso «di investire 12,5 milioni di dollari e una cassa di Raffo (la birra simbolo di Taranto, ndr)» sul sito. Impeccabile la risposta «del dott. Lupoli fondatore e presidente di Tarantonostra: Dei milioni di dollari non sappiamo che farcene, ma la cassa di Raffo mi sta bene». [fulvio colucci]
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