Mercoledì 28 Settembre 2022 | 11:00

In Puglia e Basilicata

ELEZIONI POLITICHE 2022

Centrodestra

43,79%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

26,13%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,79%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

15,43%

Movimento 5 Stelle

Centrodestra

44,02%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

25,99%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,74%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

15,55%

Movimento 5 Stelle

 

Scelta del candidato, nel Pdl pugliese attesa "critica"

Scelta del candidato, nel Pdl pugliese attesa "critica"
Nel cono d'ombra dei Media (che non hanno occhi che per il Pd e la sua travagliatissma scelta del candidato di Centrosinistra per le prossime elezioni regionali), anche il Centrodestra è privo del suo aspirante presidente alla Regione. Nessuna "investitura" è ancora giunta (tanto che Dambruoso e la Poli Bortone si stanno portando avanti col lavoro e già fanno campagna elettorale). I maggiori esponenti sembrano avere soltanto due priorità: lanciare dichiarazioni corrosive alla controparte (per esempio Fitto su Casini: è velleitario; o Ruocco: Boccia e Vendola si odiano) e aspettare. Cosa? Che il Pd decida
• La Poli è già scesa in campo ed è pronta a correre sola
• Il prof. Ruggiero presidente comitato pro Dambruoso

06 Gennaio 2010

BARI - L’Udc si smarca, il Pdl si compatta. Dopo l’apertura di Casini in favore del Pd e della candidatura di Boccia, il partito di Berlusconi accelera verso la scelta del proprio candidato e rivendica il proprio ruolo riformista. Lo fa per bocca di Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le Regioni, che a stretto giro replica a Casini fuori dai denti: «La posizione dell’Udc sulla situazione pugliese è velleitaria. Spera in un baleno di trasformare il Pd in un partito di sinistra moderna, addirittura blairiana, liberandolo dalla zavorra della sinistra estrema. Con tutto il rispetto per questa vocazione da crocerossina dell’amico Casini, noi crediamo che in Puglia questo sia impossibile e inutile ». 

«Impossibile – aggiunge Fitto – perchè il Pd pugliese è legato a doppio filo alla sinistra estrema di Vendola con cui ha condiviso cinque anni di fallimenti di governo; inutile perchè il partito riformista che Casini vorrebbe creare a sinistra esiste già nel centrodestra, si chiama Pdl ed è la casa naturale mai lasciata dalla gran parte degli elettori dell’Udc che, chiamati a scegliere, non voteranno mai per chi ancora oggi governa con Vendola». 

Il ministro Fitto si augura che «fino alla fine l’Udc rinunci a sfidare i mulini a vento e scelga la più naturale e facile via di casa. Noi lasciamo la porta aperta ma non possiamo più aspettare, quindi nei prossimi giorni indicheremo il nostro candidato». 

Proprio sulla scelta del candidato del centrodestra insiste il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, il quale chiede di «non perdere tempo prezioso ed individuare al più presto il candidato». «All’esito della decisione dell’Udc di confluire in una coalizione con il Pd – spiega Mantovano – ho chiesto, con una lettera inviata ai coordinatori nazionali e al coordinatore regionale del Pdl, la convocazione ad horas del Coordinamento regionale e dell’Ufficio di presidenza del partito per individuare il candidato del centrodestra per la Regione Puglia». 

«Ritengo indispensabile – prosegue il sottosegretario – che la scelta debba partire dalla verifica della disponibilità di chi in Puglia ha incarichi istituzionali. La campagna elettorale per una Puglia realmente migliore, che affronti e risolva i nodi critici di cinque anni di mal governo delle sinistre, va avviata senza ritardo, contando sul contributo di chiunque sia pronto a darlo, senza continuare ad attendere ripensamenti ipotizzati per l'inizio della prossima settimana, mi riferisco all’Udc, che avrebbero il solo effetto di far perdere tempo prezioso». 

Da parte sua, il capogruppo di An-Pdl alla Regione Puglia, Roberto Ruocco commentando il mandato che il Pd ha dato a Francesco Boccia di verificare il consenso dei partiti attorno alla sua candidatura alla presidenza della Regione Puglia, si chiede retoricamente «come possano soggetti che si disistimano e si odiano tanto, darci un governo degno di tal nome». Tra i politici con cui Boccia dovrà confrontarsi c'è anche il governatore uscente della Puglia, Nichi Vendola, che alle primarie del 2005 ebbe la meglio su Boccia e che, secondo Ruocco, non ama certo il suo rivale. 

Secondo il capogruppo di An-Pdl, l’incarico esplorativo del Pd a Boccia è «un riconoscimento postumo dell’errore compiuto nel 2005 quando attraverso le primarie gli si preferì l’attuale governatore. A tal proposito lo stesso Boccia in una intervista ha insinuato una settimana fa gravi brogli soprattutto in taluni comuni della Capitanata laddove si votò nelle sedi del Prc in cui - ha affermato Boccia - «i miei non potevano salire». 

«Dobbiamo pertanto pensare – ironizza Ruocco – che nell’incontro in cantiere tra Boccia e Vendola si discuta anche dei danni che il secondo deve al primo per tale misfatto». 

Infierisce contro il governatore uscente anche il consigliere regionale An-Pdl e coordinatore provinciale Pdl di Taranto, Pietro Lospinuso: «Per il Pd - afferma in una nota - tutti sono meglio di Vendola: con che faccia potranno riproporcelo?». «Dopo la rocambolesca rinuncia di Emiliano, seguita ad una lunga serie di esilaranti voltafaccia, tutti credevano che la ri-candidatura di Vendola per il centro-sinistra alla guida della Regione non avesse più ostacoli, non fosse altro che per concreta mancanza di alternative. Ed invece dal cilindro dell’on. Letta, nella significativa latitanza dell’on. Bersani, è spuntato - sottolinea Lospinuso - l’“incarico esplorativo” all’on. Boccia, appena reduce da una clamorosa denuncia su presunti brogli che avrebbero determinato l’esito sorprendente delle ormai mitiche “primarie” del 2005, con annessa conseguenza di una illegittimità politica e morale del governo regionale che ne conseguì. 

Insomma - insiste - per il Pd tutto è meglio di Vendola, anche chi ne contesta in radice il quinquennio, peraltro chiusosi con l’ammissione di fallimento di cui alla decapitazione in massa dei principali assessori a poche settimane dalle elezioni». Ci domandiamo come possa il Pd più ripiegare su una candidatura tanto osteggiata qualora il tentativo di Boccia non dovesse andare in porto, e su quali basi i suoi nuovi ipotetici alleati possano pensare che si debba reggere una coalizione che, con Vendola e Boccia insieme, sarebbe segnata già in partenza da pesanti sospetti, e senza Vendola sarebbe invece destinata comunque a perdere le elezioni». 

A giudizio del consigliere Lospinuso «bene sarebbe non perdere più tempo dietro una telenovela che non riesce a trovare la sua fine, e cominciare seriamente a parlare dei problemi della Puglia, cominciando dai rimedi al disastro di un quinquennio in cui Vendola ed il Pd, Emiliano e Boccia compresi hanno fatto a gara a chi faceva più danni, mentre fingevano di incensarsi a vicenda nel segno di una ributtante ipocrisia». 

«Tocca ora al Pdl - conclude Lospinuso - prendere in mano i giochi, senza fare regali all’avversario con pur comprensibili pretese di primogenitura, in spirito tatarelliano di totale apertura a chiunque sia disposto a mettere fine insieme ad esso a questo squallido quanto interminabile minuetto sulle spoglie depredate ed esauste della Puglia».
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