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In Puglia e Basilicata

Il 15, l'ateneo di Bari "Mussolini" diverrà "Moro". Ci sarà Napolitano

Il 15, l'ateneo di Bari "Mussolini" diverrà "Moro". Ci sarà Napolitano
di ANTONELLA FANIZZI 
L'Ateneo barese volta pagina. L'università - che ancora oggi ha l'antica intestazione: Università Benito Mussolini - dopo anni di dibattiti conditi da polemiche, sarà intitolata a Aldo Moro. A rendere ancora più speciale l'evento (fissato per il prossimo 15 gennaio) sarà la presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L'evento si svolgerà nel teatro Petruzzelli

05 Gennaio 2010

BARI - L’Ateneo barese volta pagina nel solco della tradizione. L’università, dopo anni di dibattiti conditi da polemiche, sarà intitolata a Aldo Moro. A rendere ancora più speciale l’evento sarà la presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La comunità accademica è in fermento. 

Venerdì 15 gennaio, nel rinato teatro Petruzzelli, viene tributato l’omaggio al giurista e statista ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978, e che è stato docente dell’Ateneo del capoluogo pugliese. Nulla è stato lasciato al caso, neppure la scelta del luogo e della data: l’inaugurazione del primo anno accademico avvenne esattamente 85 anni prima, nel 1925, anche allora al Petruzzelli. 

«Vogliamo rilanciare la nostra università - è fiero il rettore Corrado Petrocelli - senza dimenticare il passato». La nascita risale al 1923, ma l’istituzione avviene con un regio decreto del 9 ottobre 1924, sulle fondamenta delle antiche Scuole universitarie di farmacia e Notariato attivate subito dopo l’Unità d’Italia in sostituzione del Reale Liceo delle Puglie. La cerimonia inizia alle 10 con il corteo accademico: i presidi, con indosso la toga, entreranno in base all’ordine di nascita delle singole facoltà. L’intervento del rettore Petrocelli sarà preceduto dalla esecuzione dell’inno nazionale. 

Dopo il saluto, al presidente Napolitano sarà consegnato il sigillo d'oro, donato inoltre alla famiglia dell’insegne uomo politico. In prima fila siederanno anche due dei tre figli del giurista, Agnese e Giovanni Moro. 

Il legame fra l’università di Bari e il leader storico della Democrazia cristiana è testimoniato da più episodi. A Aldo Moro nel 1962 venne conferito un riconoscimento dal rettore dell’epoca Vincenzo Ricchioni per il contributo alla nascita del Centro di alti studi agronomici mediterranei. 

Nel 1975 a Moro venne consegnato il sigillo d’oro da parte del professor Ernesto Quagliariello, in occasione del cinquantenario della nascita dell’Ateneo barese, quale espressione di elogio per l’impegno profuso in favore dell’Ateneo.

L’attesa è grande. I posti a disposizione sono 1.200, ma la metà è riservata agli ospiti, fra cui i rappresentanti delle istituzioni, i ministri (che non hanno comunque ancora confermato la partecipazione), numerosi rettori di università italiane e straniere. Poltrone garantite per i professori, gli studenti e tutti i componenti degli organismi centrali, i direttori dei dipartimenti e chi ricopre una carica accademica. Gli altri docenti, i ricercatori, gli allievi, il personale tecnico e amministrativo dovranno compilare il modulo di iscrizione presente sul sito e ad attendere una e-mail di conferma. L’elenco verrà stilato tenendo conto dell’ordine di arrivo della prenotazione. 

E ieri, nella prima ora e mezzo di accesso al sito, le richieste sono state 350. Chi rimarrà fuori potrà seguire l’evento sui maxischermi che saranno sistemati in alcune facoltà oppure in diretta sul sito dell’università. Fuori programma per il capo dello Stato. Sarà in visita privata alla mostra «Costruire il moderno» dedicata alla carriera dello studio di architettura di Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano, quest’ultimo fratello del presidente, scomparso sei anni fa. Taglio del nastro per la mostra mercoledì 13 nei saloni dell’Archivio di Stato.
di ANTONELLA FANIZZI
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