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In Puglia e Basilicata

Ferito e abbandonato profugo 15enne afghano salvato nel Brindisino

Ferito e abbandonato profugo 15enne afghano salvato nel Brindisino
Fatne Pouyg, un profugo afghano di soli 15 anni, sbarcato quasi certamente durante la notte a Brindisi, era sul ciglio della strada tra Mesagne e Torre Santa Susanna. Soccorso da una giornalista di Latiano è stato portato all'ospedale Perrino di Brindisi. Il giovane ha raccontato di essere fuggito dall’Afghanistan, dalla provincia di Kandahar, subito dopo la morte del padre, fucilato e di avere lasciato a casa, la madre e due suoi fratelli. Ora saranno avviate le pratiche per lo status di rifugiato politico e nel frattempo sarà ospitato in una casa famiglia di Latiano. (f.giul.)

04 Gennaio 2010

BRINDISI - Sporco, infreddolito, con il viso tumefatto e le mani insanguinate. È stato trovato così mentre girovagava nelle campagne tra Mesagne e Torre Santa Susanna nel Brindisino, Fatne Pouyg, un profugo afghano di soli 15 anni, sbarcato quasi certamente durante la notte a Brindisi. Il ragazzo si era imbarcato su un camion proveniente dalla Turchia: forse da quello stesso camion è stato scaricato e abbandonato sulla strada. 

A soccorrerlo è stata una giornalista di Latiano, Marialuisa Giuliano: «Ho visto questo ragazzino - racconta Marialuisa - vestito in modo non adatto alle temperature di questi giorni. Era fermo nei pressi di una rotonda all’incrocio lungo la provinciale di Mesagne, lontano dal centro abitato. Nessuna delle auto che mi avevano preceduta si era fermata, nonostante si vedeva chiaramente che quel bimbo aveva qualche problema. Quando mi sono avvicinata a lui ho notato che aveva il viso tumefatto, le mani ferite. Ho cercato di chiedergli cosa avesse; perché era li da solo e soprattutto perché era ferito». Domande alle quali il giovanissimo profugo risponderà nelle prossime ore solo ai carabinieri di Mesagne chiamati dalla ragazza. 

«Aveva una paura folle che io chiamassi la polizia - aggiunge Marialuisa. Nonostante fosse ferito e con il viso sanguinante si preoccupava di non essere denunciato. Voleva solo che gli indicassi la strada per la stazione ferroviaria più vicina. Sono stata lì quasi mezz’ora. C’era un signore che si è fermato con l’auto. Non sapevamo cosa fare. Se aiutarlo a continuare la sua fuga verso l’ignoto o se invece, soccorrerlo. Abbiamo deciso per quest’ultima ipotesi, chiamando i carabinieri e poi il 118». 

Ora il ragazzo si trova all’ospedale «Perrino» di Brindisi, dove è stato sottoposto ad una Tac. «Le sue condizioni - dice il direttore generale dell’Asl di Brindisi, Rodolfo Rollo - non sono tali da consentire le dimissioni. Anche se dagli esami non risultano ferite interne, il ragazzo accusa ancora dolori al torace causati probabilmente da traumi a seguito di un incidente stradale o addirittura da violenza». 

Il giovane ha raccontato di essere fuggito dall’Afghanistan, dalla provincia di Kandahar, subito dopo la morte del padre, fucilato e di avere lasciato a casa, la madre e due suoi fratelli. Alla giovane soccorritrice e ai carabinieri poi ha raccontato di avere pagato per il suo viaggio in Italia. Ai carabinieri di Mesagne interessati a capire come si era procurato quelle ferite ha disegnato su una carta un camion. Con se aveva anche un cellulare con la batteria scarica. Un dettaglio che potrebbe aiutare gli inquirenti a capire la storia di Fatme e eventuali responsabilità. 

Nella giornata di martedì il ragazzo dovrebbe lasciare l’ospedale per essere trasferito in una casa famiglia di Latiano. Qui dovrebbe restare fino all’avvio delle procedure per lo status di rifugiato politico che la questura dovrebbe avviare nelle prossime ore. «Nell’attesa - dice Marialuisa - insieme ad alcuni amici abbiamo deciso di “adottarlo”». [f.giul.]
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