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In Puglia e Basilicata

Bari, gli archivi Asl vanno in malora

Bari, gli archivi Asl vanno in malora
di MANLIO TRIGGIANI 
Quasi un anno fa, la Gazzetta denunciò le pessime condizioni degli archivi dell’Asl nei vari presidi ospedalieri, tanto nel capoluogo quanto in provincia. L’Asl Bari realizzò, con propri tecnici, una ricognizione generale e l’esito fu drammatico: documentazione sanitaria e amministrativa mischiate, in cartoni gettati alla rinfusa, senza una classificazione, abbandonati in scantinati umidi e polverosi insieme a cartelle cliniche, radiografie, fascicoli sulle procedure mediche. La promessa del neo-dg: a breve provvedimenti

04 Gennaio 2010

BARI - Ancora nulla di fatto per risolvere il problema degli archivi dell’Asl, nonostante gli impegni, assunti a suo tempo dall’allora direttore generale Lea Cosentino, a mettere ordine entro la fine di marzo scorso. 

La situazione sta peggiorando: tra dicembre e gennaio scorsi, quasi un anno fa, La Gazzetta del Mezzogiorno denunciò le pessime condizioni degli archivi dell’Asl nei vari presidi ospedalieri, tanto nel capoluogo quanto in provincia. L’Asl Bari realizzò, con propri tecnici, una ricognizione generale e l’esito fu drammatico: documentazione sanitaria e amministrativa mischiate, in cartoni gettati alla rinfusa, senza una classificazione, senza la possibilità di reperire subito una cartella. Si tratta di documenti importanti che riguardano forniture, gare d’appalto, verbali di riunioni, registri di presenze, fatture, mandati di pagamento, referti di pronto soccorso, fascicoli di invalidi. Finiscono tutti in scantinati umidi e polverosi insieme a cartelle cliniche, radiografie, fascicoli sulle procedure mediche.

In un caso è stato appurato che l’archivio non c’è più. Non se ne trova traccia. Nulla, intanto, è cambiato. Tutto è rimasto abbandonato per anni in sotterranei e scantinati, in locali di fortuna dove è stata appurata la presenza di, muffa, sporcizia, ratti e insetti. Che talvolta hanno irrimediabilmente rovinato cartelle cliniche e documenti. Locali senza impianti antincendio. Una ricognizione, al termine della quale i tecnici dell’Asl raccomandavano di trovare una soluzione in tempi brevi. Ma nulla è stato fatto, dopo un anno circa. Eppure ci sono leggi che prescrivono chiaramente come questi documenti debbano essere conservati in locali idonei. E ci sono quindi violazioni della tutela dei dati sensibili del cittadino, la trasparenza degli atti amministrativi, la sicurezza dei luoghi di lavoro e la prevenzione degli incendi e le norme di igiene. 

Quindi, l’emergenza riguarda la sicurezza per coloro che ci lavorano e per quanti abitano nelle adiacenze. Molti di quei luoghi non hanno aerazione. In molti ambienti il materiale cartaceo supera i 50 quintali, massimo previsto per ottenere il certificato prevenzione incendi, obbligatorio. Gli impianti elettrici non sono conformi alla le gge. Insomma, l’emergenza c’è, la situazione va affrontata e risolvere questo problema è urg ente. A parte poi che il codice prevede, per la privacy, che «i dati personali (sensibili) devono essere custoditi e controllati, in modo da ridurre al minimo, mediante la adozioni di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi e di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta». E invece, sono ammonticchiati, alla rinfusa. 

Cumuli di fatture, verbali di riunione, registri di presenze, mandati di pag amento. Che cosa fanno all’Asl? Che cosa decidono? L’attuale direttore generale, Nicola Pansini, insediatosi il 18 novembre scorso, afferma: «Da ciò che ho potuto verificare, credo che la situazione sia peggiorata. Ci vorrebbe un progetto ponderato per una situazione che è in condizioni drammatiche frutto di anni di abbandono. Colpa di tutti e di nessuno. Soluzioni miracolistiche non ce ne sono. Ho peraltro dovuto affrontare due emergenze con priorità di carattere sanitario: l’«influenza A», con tutta l’organizzazione che ha comportato e ho dovuto fare in breve tempo assunzioni di personale medico, in particolare cardiologi, e infermieristico. Abbiamo dovuto fare addirittura domande on line. So che il problema degli archivi è un problema grave - afferma Pansini - ma devo affrontarlo a breve e verificare tutte le procedure. Spero di procedere a breve a un’analisi della situazione e prendere provvedimenti in merito».
di MANLIO TRIGGIANI
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