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In Puglia e Basilicata

Il fedeli di San Nicola ad Ankara: le reliquie del Santo non si toccano

Il fedeli di San Nicola ad Ankara: le reliquie del Santo non si toccano
La Basilica sovraffollata alla Messa di mezzogiorno è la risposta visiva migliore alla trovata del ministro della Cultura turco Ertugul Gunay. Il quale, l’altro giorno, in un’intervista sul quotidiano del suo Paese Milliyet, ha rilanciato la richiesta all’Italia: «Ridateci le ossa di San Nicola». Per loro un'unica risposta: il Santo non si sposterà da Bari
• Francesco Divella (Pdl), console onorario della Turchia in Puglia: è solo uno scherzo di Carnevale

04 Gennaio 2010

BARI - La Basilica sovraffollata alla Messa di mezzogiorno è la risposta visiva migliore alla trovata del ministro della Cultura turco Ertugul Gunay. Il quale, l’altro giorno, in un’intervista sul quotidiano del suo Paese Milliyet, ha rilanciato la richiesta all’Italia: «Ridateci le ossa di San Nicola». L’obiettivo di Gunay e, crediamo, del governo di Ankara, è collocare le reliquie nella città di Demre, ex Myra, dove il Santo Taumaturgo fu vescovo nel quarto secolo. In modo - questa l’intenzione nemmeno troppo implicita di Gunay - da attirarvi turisti. 

La funzione religiosa si conclude e l’argomento tiene banco fra i fedeli che escono per ritornare a casa: «Io sono serena - afferma una donna di una certa età -. San Nicola non permetterà che le sue reliquie si spostino da Bari». Un’altra devota: «È sempre la solita “musica”. Alcune nazioni straniere pretendono le nostre opere d’arte, per metterle in vetrina. Analogamente - osserva - oggi la Turchia punta a ottenere la “restituzione” delle ossa di San Nicola. Una “restituzione” che non ha alcun fondamento nemmeno sul piano lessicale - si congeda -, figuriamoci sul piano storico». 

Nel negozio che vende icone, candele, libri e altri oggetti del culto nicolaiano, la commessa Chiara Lanave è impegnata con una coppia di fedeli russi: «Io - taglia corto mentre dà il resto ai due clienti - in tanti anni che lavoro qui non ho mai visto un turco in Basilica. Adesso, 900 anni dopo, i turchi si ricordano di San Nicola? Mi pare una iniziativa esclusivamente turistica. La Turchia è un Paese di religione musulmana». La Lanave ribadisce: «In questo negozio arrivano pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, persino dall’Australia, mai dalla Turchia».

I due russi che cosa pensano del caso-reliquie? «Per noi - affermano in coro Albina e Anatoly, arrivati apposta da Mosca, in pellegrinaggio - le ossa di San Nicola dovrebbero stare in due posti al mondo». Domandiamo: quali? La risposta: «Bari oppure Mosca. In ogni caso, è più giusto che stiano a Bari», ammettono mentre escono sul piazzale. Intanto entra Marika Mincuzzi, insegnante: «Io dico un chiaro no al ministro turco. La sua richiesta è un’assurdità». Leonardo Moretti, componente del comitato San Nicola, è nato nella città vecchia anche se non vi risiede più: «Non ne parliamo nemmeno, le reliquie del Santo non si toccano», dice.
di CARLO STRAGAPEDE
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