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Brindisi, 80enne  travolto e ucciso sulle strisce pedonali

Brindisi, 80enne  travolto e ucciso sulle strisce pedonali
Falciato da un’auto su uno dei principali viali della città. È morto così, ieri sera, poco dopo le 19, un ex sarto brindisino di 81 anni - Antonio Compagnone - che stava attraversando via Palmiro Togliatti, lungo le strisce pedonali. Ad investirlo, poco prima del ponte che passa sulla statale 613 «Brindisi-Lecce», è stata una Daewoo Matiz diretta verso il rione Sant’Elia con alla guida il 79enne brindisino Cosimo Tommasi.

03 Gennaio 2010

di Antonio Negro

Falciato da un’auto su uno dei principali viali della città. È morto così, ieri sera, poco dopo le 19, un ex sarto brindisino di 81 anni - Antonio Compagnone - che stava attraversando via Palmiro Togliatti, lungo le strisce pedonali. Ad investirlo, poco prima del ponte che passa sulla statale 613 «Brindisi-Lecce», è stata una Daewoo Matiz diretta verso il rione Sant’Elia con alla guida il 79enne brindisino Cosimo Tommasi.

Non è ancora perfettamente chiara la dinamica dell’incidente mortale, ma dai primi elementi acquisiti a caldo dai Vigili urbani intervenuti sul posto, pare che l’uomo investito stesse rientrando a casa a piedi, dopo aver fatto spesa. E con le borse piene di generi alimentari, aveva cominciato ad attraversare la sede stradale quando, improvvisamente, è sopraggiunta la vettura che - sempre secondo la prima ricostruzione dei fatti - avrebbe travolto e «agganciato» il pedone con lo specchietto retrovisore, facendolo rovinare al suolo e trascinandolo per alcuni metri.

Immediatamente alcuni passanti, ed altri automobilisti che hanno assistito alla terribile scena, si sono precipitati verso il punto dell’incidente nel tentativo di prestare soccorso al pedone investito. Ma le sue condizioni sono subito apparse assai gravi. Dal telefono cellulare di uno dei primissimi soccorritori è partita la richiesta di intervento di un’ambulanza del servizio «118», che nel giro di pochi minuti è giunta sul posto dal vicino ospedale «Perrino». Gli operatori sanitari, però, non hanno potuto far nulla per salvare l’uomo. Le gravi lesioni riportate nell’impatto e l’abbondante sangue perso, non hanno lasciato scampo al pensionato. Al momento dell’arrivo del 118 Compagnone era già morto ed a nulla sono valsi i tentativi degli operatori e dei medici di rianimarlo.

Per strada, sparsi sull’asfalto macchiato dal sangue, alcuni biscotti, una bottiglia in plastica di detersivo ed altri alimenti della spesa che il pensionato aveva appena fatto. Più avanti, sempre per terra, a circa una quindicina di metri dal luogo dell’impatto, c’erano anche gli occhiali della vittima. Era questa la tremenda scena visibile pochi istanti dopo l’incidente, quando di li si è trovato a passare anche un sacerdote, don Giacomo Lanzillotti, che ha dato l’estrema unzione al pensionato investito.

Alcune centinaia di metri dopo le strisce pedonali, lungo il margine destro della strada, si è fermata la Matiz dell’investitore. La vettura è stata immediatamente posta sotto sequestro dai Vigili urbani che - coordinati dal comandante Teodoro Nigro - hanno eseguito i rilievi. Pare che l’auto presentasse una chiazza di sangue anche sul parabrezza e non è da escludere che proprio contro quel vetro possa essere avvenuto il primo impatto, quello mortale. 

L’investitore, invece, è stato accompagnato nella caserma della Polizia municipale assieme ad alcuni familiari, ma fino alla tarda serata è stato impossibile ascoltarlo in quanto visibilmente sotto choc. Nei suoi confronti l’accusa è di omicidio colposo, ma saranno i successivi interrogatori a fare piena luce sulla dinamica e sulle modalità della tragedia che ha visto accomunati, come per volontà di destino cinico e fatale, due brindisini entrambi 80enni. Un destino ancor più crudele se si pensa che Antonio Compagnone era praticamente arrivato a casa sua: abitava infatti in via Nardelli, che insiste esattamente al di la del viale che stava attraversando, nelle vicinanze del liceo classico Marzolla.

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