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In Puglia e Basilicata

Amanda e Raffaele "Capodanno triste e molte lettere"

Amanda e Raffaele "Capodanno triste e molte lettere"
PERUGIA - Amanda Knox «è molto provata» - ha detto l' avvocato difensore Luciano Ghirga - e Raffaele Sollecito «continua a non capire perchè è stato condannato» ha riferito il padre Francesco. È un capodanno triste nel carcere di Perugia per la studentessa americana ed in quello di Terni per l' ex fidanzato pugliese, condannati entrambi in primo grado, rispettivamente a 26 e 25 anni di reclusione, per l' uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher.

01 Gennaio 2010

PERUGIA - Amanda Knox «è molto provata» - ha detto l' avvocato difensore Luciano Ghirga - e Raffaele Sollecito «continua a non capire perchè è stato condannato» ha riferito il padre Francesco. È un capodanno triste nel carcere di Perugia per la studentessa americana ed in quello di Terni per l' ex fidanzato pugliese, condannati entrambi in primo grado, rispettivamente a 26 e 25 anni di reclusione, per l' uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher.

Amanda ha ricevuto nei giorni scorsi la visita dei suoi avvocati che torneranno a trovarla domani mentre Raffaele ha parlato per telefono mercoledì scorso con il padre che andrà a trovarlo in carcere lunedì prossimo. Ai due studenti continuano ad arrivare in carcere tante lettere, anche dall' estero, di persone che cercano di fare loro coraggio. Chi incontra invece quasi tutti i giorni la studentessa americana è don Saulo Scarabattoli, cappellano della sezione femminile del carcere di Capanne.

L' ha incontrata anche ieri , «così come tutte le altre detenute» sottolinea il sacerdote. «Le parlo di cose grandi, del Signore» dice il religioso che la descrive come una persona «con una forte energia interiore». Domani, come ogni sabato, don Saulo celebrerà la messa in carcere ed Amanda è solita assistervi. Così come ai cineforum del martedì, animati da un gruppo di religiosi.

«Ora - spiega il cappellano - stiamo approfondendo il ruolo della donna nei diversi paesi e nelle loro culture». L' avvocato Ghirga è andato a trovare Amanda mercoledì scorso e ieri è stata la volta di un altro difensore, l' avvocato Maria Del Grosso. In questo periodo - riferisce Ghirga - i suoi parenti sono in America «e cerchiamo di esserle vicini. Mercoledì l' ho trovata un pò giù, molto provata. Dopo la sentenza - spiega l' avvocato - ha perso un pò di fiducia».

Amanda comunque - racconta il suo avvocato - cerca di reagire e segue tutte le attività del carcere. Adesso sta tentando di riprendere il suo corso di italiano all' Università di Washington. Un corso via computer con un docente che viene una volta all' anno. Ha già frequentato il primo anno ma ora - spiega Ghirga - bisogna potere riattivare il pc «dedicato» che le consente di seguire le lezioni. È in cella con un' altra americana, di circa 50 anni. Ieri sera - ha riferito la direttrice del carcere Dina Di Mario - alle detenute è stato fornito vitto «speciale» ma hanno anche potuto cucinare e stare insieme fino alle 22. Anche Raffaele vuole riprendere al più presto gli studi per la laurea specialistica in realtà virtuale. Il padre - come detto - lo ha sentito mercoledì scorso: «continua a chiedersi e non capisce il motivo per il quale è stato condannato. Tutti - aggiunge Francesco Sollecito - aspettiamo con ansia le motivazioni della condanna di un innocente».
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