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Provincia di Bari addio a 203 impiegati trasferiti alla Bat

Provincia di Bari addio a 203 impiegati trasferiti alla Bat
La Provincia di Bari «licenzia» i 203 dipendenti da trasferire alla Bat e vara un provvedimento per «prestare » altri lavoratori. Con le lettere inviate agli ultimi 40 del contingente di impiegati assegnati con «forza» alla Bat, l’ente ha chiuso il rapporto di lavoro. Il consiglio ha varato un nuovo accordo per cedere un terzo dell’orario di lavoro dei suoi dipendenti al nuovo ente. La Cgil: illegale. Il Pd: atto contro i lavoratori. Schittulli: abbiamo dimezzato la mobilità coatta»

01 Gennaio 2010

di NICOLA PEPE 

Le lettere sono partite il 30 dicembre con un ordine preciso: andare «ufficialmente» alla Bat, anche se per il momento non è indicato un ufficio ma soprattutto non c’è una scrivania dove sedersi. L’unica certezza è che la Provincia di Bari chiuderà definitivamente oggi il rapporto con i 203 dipendenti che, per effetto della legge di istituzione della Sesta provincia, assegna il personale alla Bat. Le lettere di trasferimento arriveranno nelle prossime ore e avranno per oggetto la comunicazione del nuovo «datore di lavoro». 

Tra i destinatari ci sono le 40 (ma in realtà sarebbero 30) persone sottoposte alla cosiddetta «mobilità forzata», di cui fanno parte anche coloro che assistono parenti invalidi, contravvenendo - secondo i sindacati a una precisa norma di legge (104 del 1992). Sul punto, l’amministrazione ha rivolto un quesito al ministero del Welfare chiedendo se la legge per la tutela dei disabili sul luogo di lavoro (e cioè chiedere il preventivo consenso sul trasferimento) sia applicabile anche in casi speciali come questo. 

Il punto è se l’assegnazione di personale alla Bat prevista da una legge sia un trasferimento oppure sia da considerare una cessione vera e propria di contratto. A tal proposito, ieri, alle 14, è stata affissa all’albo provinciale una delibera di giunta che «autorizza» il dirigente del Servizio personale a procedere al trasferimento dei dipendenti alla Bat senza tener conto della legge sull’as - sistenza ai disabili. La decisione - che determinerà non poche code polemiche e inevitabili ricorsi - è giunta al termine di un Consiglio provinciale che ieri ha votato il rinnovo di una convenzione con l’ente del nord barese per garantire ulteriori servizi, attraverso i lavoratori pendolari. Per essere chiari, quindi, oltre alle 203 persone trasferite - di fatto e giuridicamente - alla Bat, l’ente barese metterà a disposizione della giunta di Francesco Ventola ulteriore personale che effettuerà un terzo dell’orario di lavoro nei confronti del nuovo ente. 

Chi pagherà? Secondo le carta, la provincia Bat che ancora oggi ha non poche incertezze sull’indipendenza finanziaria (e non ha neanche sede leg ale). La delibera di ieri è passata con il voto contrario e polemico dell’op - posizione, e peraltro dopo una seduta che ha visto «racimolare» solo intorno a mezzogiorno i consiglieri di maggioranza sufficienti per raggiungere l’autonomia di votazion e. Va anche detto, però, che i rinvii sul caso Bat iniziati con la vecchia amministrazione dovevano fermarsi entro fine anno, data spartiacque per consentire ai due enti di iniziare a camminare in autonomia. A fare pressioni sull’amministrazione Schittulli, i revisori dei conti (hanno chiesto un parere consultivo alla Corte dei conti), ma soprattutto il rischio di possibili contestazioni di danno erariale. 

La nuova convenzione autorizzata proprio in chiusura dell'anno dall’aula prende il posto di quella derivante dall’accordo siglato nel luglio scorso con il quale la Provincia di Bari garantiva alla Bat la copertura di alcuni servizi con proprio personale. E a destare dubbi di «antisindacablilità» dell’atto sarebbe proprio la mancata concertazione con i sindacati soprattutto se incide sul personale ma soprattutto sulla possibilità che possa essere «comandato» dai dirigenti investiti da un potere aut onomo. Vito Antonacci, capogruppo del Pd, parla di «provvedimento che non tutela il personale perchè poco chiaro e praticamente confuso. Non si capisce chi e come debba fare cosa; la sua proposta di rinviare il vecchio accordo e salvaguardare il personale è stata bocciata. Per la maggioranza ha preso la parola Antonio Baccellieri che ha difeso il provvedimento, replicando come la sua approvazione andasse nella direzione di tutela del personale. 

Posizioni contrapposte che lasceranno code polemiche nei prossimi giorni, anche se il presidente Francesco Schittulli si dice ottimista e precisa: «In questi mesi abbiamo ridotto il numero di personale da trasferire inizialmente fissato in oltre 80 unità e ora più che dimezzato. Anche in questo caso - aggiunge - siamo convinti che la necessità della Bat di poter avviare la sua attività richiederà la predisposizione di concorsi. Non escludo, quindi, che il personale assegnato torni da noi, nella Provincia di origine». 

Il vero problema restano i dipendenti «sfrattati»: dal 1º gennaio dipenderanno da qualcuno ma non sapranno dove andare. «Potrebbero continuare a lavorare per la Bat - aggiunge Schittulli - restando a Bari. Ma questo deve dirlo l’ente di cui fanno parte».
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