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In Puglia e Basilicata

«Territorio e servizi  Bari non può  più attendere»

«Territorio e servizi  Bari non può  più attendere»
di NICOLA SIGNORILE
«Né il centrosinistra né la città possono aspettare ancora a lungo», dice Enzo Persichella. Ed enumera le urgenze: urbanistica, servizi sociali, immigrazione... Il decano dei sociologi baresi, che tutt’ora insegna alla facoltà di Lettere e filosofia, è un osservatore politico esperto. È stato a lungo dirigente del Pci e delle sue tante metamorfosi, segretario cittadino alla fine degli anni Novanta. Un pronostico: chi vince, tra Vendola ed Emiliano? Persichella non cade nella trappola. «Non credo nei sondaggi - dice - che vengono usati per creare consenso piuttosto che orientare le scelte»
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01 Gennaio 2010

di NICOLA SIGNORILE

«Né il centrosinistra né la città possono aspettare ancora a lungo», dice Enzo Persichella. Ed enumera le urgenze: urbanistica, servizi sociali, immigrazione... Il decano dei sociologi baresi, che tutt’ora insegna alla facoltà di Lettere e filosofia, è un osservatore politico esperto. È stato a lungo dirigente del Pci e delle sue tante metamorfosi, segretario cittadino alla fine degli anni Novanta. Un pronostico: chi vince, tra Vendola ed Emiliano? Persichella non cade nella trappola. «Non credo nei sondaggi - dice - che vengono usati per creare consenso piuttosto che orientare le scelte. E poi i sondaggi, fatti peraltro con il metodo Cat (telefonate assistite dal computer) non sono attendibili». Parola di sociologo. 

Professor Persichella, che ne pensa dello scontro che dilania il centrosinistra in questi giorni, sulla scelta del candidato alla presidenza della Regione Puglia? «C’è una gran confusione - sospira il sociologo - in cui però si può leggere se si pone al centro dell’attenzione il rapporto tra proposta e azione politica da una parte e costruzione del consenso e della rappresentazione della cosiddetta gente comune, dall’altra. Se non si vede questo nesso, allora tutto sembra giocarsi sulla costruzione del consenso mediatico». 

A punto in cui siamo, può considerarsi la Primavera Pugliese un capitolo chiuso, o ci sino ancora speranze, nonostante le contumelie? «Ho sempre avuto difficoltà ad usare l’espressione “Primavera Pugliese”, comunque una carica di speranza e di cambiamento certamente c’è stata sia a livello barese che a livello regionale. Il mio giudizio sulla giunta del govenatore Vendola è sostanzialmente posit ivo». 

Di nuovo in Puglia si terranno le primarie per scegliere il candidato presidente del centrosinistra. La prima volta la sfida fu tra Nichi Vendola e Francesco Boccia. Ora si annuncia il duello Vendola contro Emiliano. Quali analogie coglie tra ieri e oggi? «Una analogia è che Michele Emilano allora come oggi è il sindaco di Bari appena eletto». 

Un bene o un male? «Non è molto convincente l’idea che per continuare un’azione politica si debba andare alla Regione. Emiliano può benissimo proseguire il suo lavoro da sindaco di Bari, soprattutto nella dimensione metropolitana che sta assumendo il capoluogo. Perciò è paradossale per il centrosinistra decidere dopo solo qualche mese di abrogare tutto». 

E ora? «Francamente: si tratta di vedere l’esito delle primarie, che sono uno strumento importante». 

Comunque vada, sono inevitabili le ripercussioni sulla vita amministrativa della città... sul funzionamento di giunta e assessorati e consiglio comunale. Dalle ultime elezioni ad oggi non è che si sia fatto granché: molto tempo s’è perso per il cong resso re gionale del Pd. Bene che vada, saranno altri tre mesi di blocco a Palazzo di città. «Una volta superata la tappa delle primarie, tutto potrà riprendere nel modo più corretto possibile. Me lo auguro». 

Quali sono le urgenze che la città - con o senza primarie - deve affrontare? «Al primo posto ci sono il governo del territorio, i servizi principali e la salvaguardia del bene pubblico, compreso naturalmente il paesaggio». 

Prima di tutto il piano regolatore, quindi? «I problemi dell’urbanistica sono in primo piano, insieme ai problemi sociali, dell’immigrazione e della accoglienza. C’è assoluto bisogno di un welfare completamente rivitalizzato, non più come mera assistenza sociale, ma come costruzione di modi e luoghi di crescita della cultura della partecipazione dei cittadini».

Il centrodestra raccoglie le firme per chiedere in consiglio comunale la sfiducia del sindaco. Secondo lei in questa fase che ruolo può giocare il centrodestra sulla scena barese? «Fare una opposizione diversa da quella che si riduce all’uso dei mezzi di comunicazione. A destra come a sinistra si è perduto e va urgentemente rivalutato il rapporto tra partito e opinione pubblica. Sta passando invece il modello leghista dei partiti che sono pedissequi registratori di umori popolari, al posto dei vecchi partiti-educatori».
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