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In Puglia e Basilicata

«80% invalidi civili in Puglia, Campania Sicilia e Calabria»

«80% invalidi civili in Puglia, Campania Sicilia e Calabria»
Dal primo gennaio 2010 scatta la riforma dell'invalidità civile. D'ora in poi ci sarà la possibilità di assicurare la completa tracciabilità di ogni nuova domanda di invalidità civile. Antonio Mastrapasqua, presidente Inps: migliorerà la legalità e consideriamo che l'80% degli invalidi sono concentrati in Puglia, Campania, Sicilia e Calabria

• Al via la trasformazione dell'agenzia complessa Barletta-Andria-Trani in sede provinciale Inps

29 Dicembre 2009

ROMA - L'Inps si pone al servizio della trasparenza, del rigore e dell’uniformità su tutto il territorio nazionale nel riconoscimento e nel trattamento dell’invalidità civile: sono gli obiettivi della riforma che scatterà tra pochi giorni, dal primo gennaio 2010. L’Inps rende noto il dettaglio delle novità che tra pochi giorni cambieranno l’intero «processo dell’invalidità civile». 

Il capitolo «invalidità civile», si legge in una nota, pesa per circa 16 miliardi di euro nel bilancio 2009 dell’Istituto (erano 13,5 miliardi nel 2006), e nel 2010 la spesa prevista sarà di circa 17 miliardi, con un totale di circa 2,8 milioni di beneficiari (erano 2,2 milioni nel 2006). I nuovi aspetti organizzativi e procedurali del nuovo sistema sono contenuti nel testo diffuso oggi dall’Inps, e si caratterizzano per la possibilità di assicurare la completa tracciabilità di ogni nuova domanda di invalidità civile. Tracciabilità vuol dire anche garanzia di legalità, tempi di attesa per l’accoglimento della domanda entro la soglia dei 120 giorni (contro la media di 345 di oggi, ma con punte che in alcune regioni arrivano a quasi due anni). 

«Con lo spirito di servizio che contraddistingue l’impegno dell’Inps – spiega il presidente dell’Istituto, Antonio Mastrapasqua – oggi possiamo dire che si apre una nuova stagione, non solo per evitare le frodi dei falsi invalidi, ma soprattutto per assicurare a tutti i cittadini disabili un’assistenza certa, puntuale e tempestiva. Per questo obiettivo l’Inps assume un ruolo di garanzia nel trattamento uniforme di fronte alle patologie che producono invalidità. Una garanzia su tutto il territorio nazionale, che deve poter contare, come e più di oggi, sulla collaborazione delle Regioni, delle Asl, dei medici, dei patronati e delle associazioni». La circolare dell’Inps, oltre che dettagliare i passi del nuovo processo dell’invalidità civile, annuncia la costituzione del Comitato tecnico con le Regioni e della Consulta nazionale, aperta a tutti i soggetti che si attivano nel processo, per poter monitorare l’avvio della riforma.

«Il contributo dell’Inps – aggiunge Mastrapasqua – è quello di armonizzare quello di tutti, assicurando una prestazione adeguata ai cittadini che ne hanno bisogno. Con le verifiche straordinarie che stiamo completando, stiamo combattendo la piaga dei falsi invalidi, con risultati importanti: l’11% delle invalidità non sono state confermate, e un altro 10% di soggetti non si è ancora disposto a visita e quindi rischia la revoca della prestazione. Ma è dalla riforma che abbiamo fortemente voluto, e che il Governo e il Parlamento hanno disposto a partire dal prossimo primo gennaio, che ci aspettiamo i risultati più importanti per assicurare ai veri disabili un sostegno pronto, equo e tempestivo». 

PRESIDENTE INPS: 80% INVALIDI IN PUGLIA, CAMPANIA, SICILIA, CALABRIA
''La scelta si è resa necessaria dopo che nel 2009 è emersa una situazione alquanto disastrosa su tutto il territorio nazionale, per quanto riguarda le invalidità, con regioni virtuose sì, ma tante altre decisamente poco virtuose. Consideriamo che l’80% degli invalidi sono concentrati in Puglia, Campania, Sicilia e Calabria”. Antonio Mastrapasqua, presidente Inps, commenta così a CNRmedia.com, le ragioni della riforma dell’invalidità civile che scatterà i primi giorni di gennaio.” 

“Ad oggi la media di attesa di una pensione di invalidità è di 360 giorni - continua Mastrapasqua – il che significa che se ci sono alcune Regioni, poche purtroppo, che stanno sotto i 160 giorni, significa che ce ne sono altre, tipo la Sicilia, che viaggiano sui due anni”. 

Non sarà una riforma “contro i falsi invalidi”, ma una riforma “a favore degli invalidi – spiega il presidente dell’istituto di previdenza – ma bisogna riuscire a capire la situazione, perchè se nel 2009 si spendono più di sedici miliardi per dare la pensione a quasi 2 milioni e 100 mila persone, con un trend di incremento pari a 500mila nuovi pensionati all’anno e un aumento della spesa di un miliardo e mezzo, forse vuole dire che c'è qualcosa che non funziona a livello di sistema”.
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