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In Puglia e Basilicata

Imprenditori salentini alla conquista di Dubai

Imprenditori salentini alla conquista di Dubai
di TONIO TONDO 
Cresce il numero degli investitori di casa nostra che nei «ponti» festivi partono in aereo per le visite ai cantieri. «Centomila euro possono raddoppiarsi in poco tempo o garantire il 10 per cento». Di salentini con la passione della finanza globale, degli investimenti nei paradisi promessi e rischi collegati, aveva parlato, in un incontro con gli industriali, Vincenzo Umbrella, direttore della filiale pugliese della Banca d’Italia. Umbrella era sorpreso dall’interesse dei leccesi per Dubai. Ma la buona accoppiata vacanze-affari funziona e scalda i cuori di chiunque
• La «scalata» dell’immobiliarista partito da Vernole

29 Dicembre 2009

di TONIO TONDO 

Tremano Borse e investitori finanziari, ma l’attrazione fatale di Dubai è forte, il suo fascino ammalia i tanti salentini che l’hanno scoperta, prima in cartolina poi trascorrendovi una vacanza. Dice Ilaria Ladino, giovane responsabile di una società immobiliare: «Lì c’è sempre il sole. Siamo appena rientrati con una delegazione di pugliesi, con un bel gruppo di Lecce, una decina di coppie. La nostra filiale è aperta da marzo. La crisi? E’ solo un rallentamento degli investimenti. Dubai non può crollare, è il centro del mondo». 

Dubai forse non crolla, malgrado l’enorme debito (circa 60 miliardi di dollari, dicono gli analisti) della Dubai World, la conglomerata pubblica che costruisce grattacieli, porti, zone industriali e commerciali. Tutto nel deserto e su isole artificiali. Abu Dhabi, l’emirato vicino, è accorsa in aiuto con 10 miliardi di dollari. La solidarietà fra supericchi funziona, soprattutto quando il sistema rischia di andare a gambe all’aria 

Di salentini con la passione della finanza globale, degli investimenti nei paradisi promessi e rischi collegati, aveva parlato, in un incontro con gli industriali, Vincenzo Umbrella, direttore della filiale pugliese della Banca d’Italia. Umbrella era sorpreso dall’interesse dei leccesi per Dubai. Ma la buona accoppiata vacanze-affari funziona e scalda i cuori di chiunque. Negli ultimi tre anni, racconta la pubblicità, il valore degli appartamenti è triplicato. Anche persone tranquille di Lecce, con queste cifre, possono comprare un appartamento nei grattacieli costruiti nel mare oppure sottoscrivere obbligazioni e azioni. Queste persone ora tremano a causa dei guai finanziari della Dubai World, la società del governo dell’Emirato che ha chiesto alle banche di ristrutturare debiti per 26 o 59 (i conti non sono ancora definiti) miliardi di dollari. 

«La gente ha paura, ma noi la rassicuriamo, si tratta solo di una correzione della corsa», sottolinea ottimista Ilaria. Dubai è come la Costa Azzurra, Miami o, in piccolo, la nostra Otranto. Realtà dove le persone sognano di trascorrere il loro tempo libero, senza problemi e trattati da signori. Ma anche realtà dove si spera che un investimento di 100mila euro raddoppi il valore in poco tempo, oppure che garantisca un rendimento del 10 per cento l’anno. «Nel ponte dell’Immacolata - rivela Ilaria - è stato difficilissimo trovare posto negli alberghi. Ci sarà sempre la fila per Dubai». 

Dove è possibile trovare spiagge refrigerate, il sole del deserto tutto l’anno e nello stesso tempo piste da sci? Solo a Dubai, promette la pubblicità.

Ilaria vende appartamenti e porta i clienti salentini direttamente sui cantieri. Morale: non vendiamo frottole, ecco i progetti con i lavori già avviati, un giorno, molto presto, questo appartamento al 29° piano sarà vostro. Nei blog, soprattutto dopo la crisi, se ne raccontano di tutti i colori. Alcuni denunciano di aver versato anticipi a persone e società poi scomparse. Il sogno di Dubai tramutato in incubo. 

I salentini che hanno un piede o tutti e due a Dubai sono tanti. Decine, senz’altro. Professionisti, imprenditori, persone dello spettacolo. Tantissimi chiedono notizie sui prezzi. Attualmente, malgrado le notizie negative e i sussulti bancarottieri, si continua a vendere fra i tremila e i quattromila euro a metro quadro. Almeno, questa è la proposta iniziale. Ma tutto è in fase di ridefinizione, anche il costo degli immobili. La società per la quale lavora Ilaria ha la sede centrale a Treviglio, in Lombardia, a metà strada fra Milano e Bergamo, una delle zone più ricche d’Italia. La sorpresa, questa società è stata fondata da un intraprendente salentino di Vernole, un quarantenne con la testa dinamica. La data di nascita è nel 1995, quando Luca Mulino, militare di carriera, decise di lasciare la divisa e di cominciare a vendere appartamenti a Portofino, Cannes, Montecarlo, a Venezia e qualcuno anche a Otranto. 
Nel 2002, a Montecarlo l’incontro fatale con un ex ministro iraniano che parlava di Dubai come la nuova capitale del mondo. 

La finanza islamica, dopo l’attacco alle Torri gemelle, stava ritirando una parte dei soldi depositati nelle banche occidentali per destinarli a nuovi progetti. Dubai, a metà strada fra Occidente e Oriente asiatico, si propone come il nuovo mondo: turismo, logistica ed economia a bassa tassazione. Un fiume di dollari si riversa in una stretta striscia di deserto dove gli uomini dell’Emirato sognano i grattacieli più alti e i porti più grandi. Mulino, racconta internet, cede alle insistenze dell’iraniano e compra un appartamento. Un primo viaggio, poi un altro, un altro ancora e Dubai diventa l’Eldorado verso cui orientare vip e non. 

Milanesi e bergamaschi, convinti da Mulino, comprano appartamenti e locali. E siccome le richieste sono superiori all’offerta, Mulino pensa che i grattacieli li possono costruire anche gli italiani. Così un progetto trova uno sponsor di eccezione, Nicoletta Mantovani, la giovane moglie di Luciano Pavarotti, l’italiano più conosciuto nel mondo. Mulino aiuta la fondazione creata dalla Mantovani in onore del marito e lei consente che un grattacielo progettato diventi la Luciano Pavarotti Tower. «E’ un omaggio alla cultura italiana» scrive in un editoriale della rivista della società. Mulino va e viene da Dubai. Dice che i giornali italiani non stanno capendo la vicenda. Andiamo avanti, è il messaggio, Dubai non potrà mai chiudere.
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