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In Puglia e Basilicata

Una «piena» di plastica dai corsi d'acqua nel Nordbarese

Una «piena» di plastica dai corsi d'acqua nel Nordbarese
di PINO CURCI
Ogni giorno finiscono in mare enormi quantità di rifiuti in gran parte costituiti da buste, bottiglie e altri contenitori di plastica. La presenza della plastica sui fondali marini danneggia l’ambiente subacqueo e crea problemi alle risorse ittiche
• Da fiumi e canali il carico inquinante

27 Dicembre 2009

di PINO CURCI 

Lo spiaggiamento e la conseguente morte di sette capodogli sulle spiagge del Gargano ha suscitato profonda impressione. A causare l’ecatombe di cetacei è stata l’ingestione di buste di plastica da parte del capobranco. E l’inquinamento del mare con la plastica resta un problema drammatico anche per la nostra zona. Basta osservare i canali che sfociano direttamente in mare o le rive del fiume Ofanto per rendersi conto che ogni giorno una quantità impressionante di buste e altri contenitori di plastica finiscono tra le onde. 

Significativo lo sguardo sia al canale Ciappetta-Camaggio che al fiume Ofanto la cui vegetazione è spesso addobbata dalla plastica tanto da sembrare allucinanti alberi di Natale. Ma a questa logica non sfuggono anche i canali che raccolgono le acque di risorgiva presenti nella zona di Ariscianne, zona umida (una volta paludosa) tra Barletta e Trani. 

Se ci si affaccia a questi canali immediatamente si notano impressionanti quantità di rifiuti che galleggiano: involucri di prodotti chimici per l’ag ricoltura, buste di plastica e tutto quanto fa immondizia. Evidentemente sono numerose le persone che utilizzano questi canali come personali discariche. Eppure questi manufatti svolgono una duplice e importante funzione: contribuiscono alla bonifica idraulica della zona e rappresentano un importante rifugio per flora e fauna tipici della zona. 

Non solo ma i danni per l’ambiente non sono esclusivamente ecologici ma anche economici. È stato accertato che la plastica che finisce in mare infligge anche gravissimi danni al patrimonio ittico. I ricercatori hanno evidenziato come la plastica sottrae spazio vitale al patrimonio ittico per cui il mare diventa sempre più povero di pesci. A questo scenario già impressionante se ne deve aggiungere un altro: l’inquinamento non arriva solo da canali e fiume Ofanto ma anche dallo stesso mare. Basta osservare la tipologia dei rifiuti presenti sugli arenili e ci si rende conto che giungono spesso da navi in transito al largo (l’Adriatico è una sorta di autostrada del mare) a dagli stessi pescherecci o ancora da diportisti privi di scrupoli. Nel complesso ogni giorni in mare finisce una massa impressionante di immondizia. Un carico inquinante che il mare non riesce più a sopportare. 

E quel che è successo sulle rive del Gargano è perlomeno significativo.
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