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In Puglia e Basilicata

Sesso, droga e escort Bari «capitale d'Italia»

Sesso, droga e escort Bari «capitale d'Italia»
di ALBERTO SELVAGGI
BARI - Possiamo andare ben fieri di questa annata ferace. Mai prima Bari, nemmeno nei rutilanti anni Ottanta craxiani, si era guadagnata la fama di specchio del divenire universale, di centro di ciò che oggi è il mondo nella sua sostanza viscerale. Dio ti magnifichi, sorella D’Addario. Risuoni il tuo nome Tarantini ammirabile. Echeggino gli estremi dei carabinieri pugliastri, presunti tessitori del caso Marrazzo. E gli angeli cantino la stessa trans barese Patrizia B., che inaugurò l’era nuova anni fa ritrovandosi nel letto il tramortito Lapo della pregiata stirpe Elkann. Poiché loro ci hanno dato la gloria.

27 Dicembre 2009

di ALBERTO SELVAGGI

Possiamo andare ben fieri di questa annata ferace. Mai prima Bari, nemmeno nei rutilanti anni Ottanta craxiani, si era guadagnata la fama di specchio del divenire universale, di centro di ciò che oggi è il mondo nella sua sostanza viscerale.

Tutto è sgorgato e rifluito da queste parti. Tutto è germinato nei nostri paraggi e dalla regione guidata dal capoluogo di trafugatori d’ossa di santi.

Dio ti magnifichi, sorella D’Addario. Risuoni il tuo nome Tarantini ammirabile. Echeggino gli estremi dei carabinieri pugliastri, presunti tessitori del caso Marrazzo. E gli angeli cantino la stessa trans barese Patrizia B., che inaugurò l’era nuova anni fa ritrovandosi nel letto il tramortito Lapo della pregiata stirpe Elkann. Poiché loro ci hanno dato la gloria.

Sesso impersonale, ricatti, concupiscenza, coca, corruzione spirituale, tutto ciò che connota l’andazzo contemporaneo è sgorgato dal grandangolo della nostra cittade.

Si sa che Berlusconio, monstrum inaffondabile, regna a scorno di tutti quanti. Non le procure rosse, non l’iterativo Travaglio, non il Di Pietro rurale, non Santoro il magnate, né Grillo sono riusciti a piegarlo. Ma non appena è incocciato in Patrizia D’Addario e nella galassia a lei collegata, è stato travolto dall’onda stramoggiante dalla nostra città. La baresissima Patty ha fatto fesso, imbrigliato il presidente dal sorriso radiante. E dietro ai suoi fianchi di odalisca sono spuntati uno dopo l’altro i massimi rappresentanti del consesso universale: tale Gianpi Tarantini, tipico «collettone» (aduso a indossare bianche camicie dai colletti alti quanto muri d’orto, sovente causa di lussazioni cervicali) della Bari arrembante, cosce velinoidi dagli occhi gelati smaniose di luce e denari, profusioni di polvere bianca, mazzette, notabili contaminati e imprenditori testé dirozzati, causidici e disgraziati, protesi per degenti e compromessi sessuali, il tutto fra gli abbagli delle zuffe private (ogni indagato additava il compare, ogni maggiorata dava della peripatetica all’altra).

Tutti parlavano di Patty, Patty convolava, pietra focaia del salottificio impegnato. E con l’Italia l’orbe terracqueo ha incominciato a guardare a Bari come alla punta avanzata dell’evolversi sociale. Che, c’è poco da fare, è questo qua.

Come negli effetti sincronici del montar della fama, ogni abiezione ne ha conglobato e suscitato un’altra. Tanto che perfino le pareti della giunta regionale hanno tremato sotto folate pestilenziali.

Neppure la discesa degli extraterrestri avrebbe richiamato tanti inviati, paparazzi da queste parti. E che il mondo mediatico, il solo nel quale viviamo, avesse posto il baricentro nella capitale del culto nicolaiano, si respirava ormai in tutte le redazioni ancor non decimate dalle fuoriuscite dei prepensionati. Qui in «Gazzetta», ad esempio, non appena deflagrò la fogna di Piero Marrazzo, presidente Pd della Regione Lazio, dunque simbolo di purità, da più parti si levò l’adagio: «Vonn assa’ barìs’…». E infatti tra i presunti estortori, dei pugliesi sono spuntati.

Ora, nello sfinire dell’anno, Bari non ha altro da fare. Come un’artista che ha già espresso tutto anticipando intuizioni formali, osserva gli eventi che si vanno concatenando. Per quanto eclatanti siano, resteranno inerziali rispetto a ciò che già declina al passato.

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