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In Puglia e Basilicata

Emiliano: Ecco perchè scelgo di candidarmi senza condizioni al Pd

Emiliano: Ecco perchè scelgo di candidarmi senza condizioni al Pd
BARI – Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, presidente dell’assemblea regionale del Pd della Puglia, ha deciso di dare la sua disponibilità a candidarsi alle Regionali del 2010. Lo ha annunciato ieri all'agenzia di stampa Ansa. «Accoglierò la decisione del mio partito – ha detto – senza porre condizioni». L'assemblea regionale del Pd si riunirà lunedì pomeriggio per indicare in maniera definitiva il candidato presidente alle prossime regionali. La comunicazione del sindaco taglia la testa a tutta una serie di ipotesi che da giorni circolavano. Ecco cosa manda a dire al suo "fratello Nichi" in questa intervista.
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27 Dicembre 2009

Sindaco Michele Emiliano è fatta?

«Mi candido e accoglierò la decisione del mio partito senza porre condizioni».

Significa che sarà candidato governatore anche se non verrà abrogata la norma sull’ineleggibilità dei sindaci?

«Ho capito dalle dichiarazioni di Blasi e di Maniglio che è stato compreso il problema: dare continuità amministrativa alla città di Bari, una città che non si può scontentare o danneggiare. A me questo basta, non pongo più condizioni. Ho ricevuto garanzie dal Pd che si batterà per far votare in consiglio regionale la riforma della legge elettorale, è per questo che ho potuto affidare il futuro della città di Bari e la mia vita politica al partito. La rimozione dell’ineleggibilità dei sindaci non è un paracadute per me, è il Pd che sta candidando alla guida della Regione Puglia il “modello Bari” e per i baresi questo non può non essere motivo di orgoglio. Nessuno deve avere paura di “scossoni” a Bari, chi guiderà la Regione - e non accadeva dai tempi di Distaso - avrà a cuore il futuro della città».

Sta dicendo che si andrà all’election day il 28 e 29 marzo?

«C’è l’impegno del più grande partito del centrosinistra ad evitare il commissariamento, escludo che si possa arrivare all’ossimoro di scegliere Emiliano come candidato alla Regione ma costringere Bari ad un’interruzione della legislatura».

Stando ai numeri in consiglio regionale, è possibile che l’ineleggibilità rimanga il prossimo 19 gennaio.

«Quella legge elettorale è una porcata e sono convinto del fatto che i 14 consiglieri regionali che si sono dichiarati contro la modifica, quando prenderanno atto che io sono il candidato di tutto il centrosinistra, cambieranno opinione. Cambierà tutto, finora abbiamo vissuto una fase preliminare».

L’assemblea di lunedì del Pd segnerà la svolta. Ma non c’è il rischio di una conta tra «emiliani» e «vendoliani» nel partito?

«La discussione dovrà essere libera da un mio condizionamento: auspico massima libertà di pensiero perché quell’assemblea sia un tripudio di democrazia. Io non posso che aver fiducia in tutti i delegati e nel valore politico straordinario di questo appuntamento. Ora tutti gli impedimenti sono caduti, io mi adeguerò a qualsiasi decisione il Pd dovesse adottare».

Lo scontro con Vendola resterà.

«C’è un tentativo, che viene soprattutto dall’entourage di Vendola, di rappresentare tutto come un confronto tra un leader in difficoltà e un presuntuoso che vuole prenderne il posto. È giunta l’ora di dire la verità: qui non c’è un problema di nomi e cognomi, ma uno snodo politico fondamentale per tutto il Paese in cui il Pd si trova ad essere l’arbitro, il progettista dell’alternativa di governo a Berlusconi. Se in Puglia non chiudiamo con l’Udc, c’è il rischio che il partito di Casini si sfili dalle intese a livello nazionale. La partita è enorme e Vendola lo sa perfettamente. Anzi, temo stia lottando proprio contro questa opzione per rilanciare la sua Sinistra e Libertà».

Volete escluderlo, perché non dovrebbe lottare?

«Ricordo che il tentativo di conciliare l’allargamento all’Udc con la meravigliosa anomalia che si chiama Vendola era il perno della mia mozione alle primarie per la segreteria Pd, “Semplicemente pugliesi”. Su quella opzione tutta pugliese che io avevo lanciato mi è mancato il supporto proprio della sinistra Pd che adesso vuole candidare Vendola».

Dai fratelli ai coltelli....

«Spero sempre di potermi sedere intorno a un tavolo con Nichi e dialogare con lui. Lui sa che i beni in campo, la sua ricandidatura e l’alleanza per l’Italia con l’Udc, non sono paragonabili. E chiedo: perché per costruire un nuovo partito della sinistra deve essere per forza ricandidato alla Regione, col rischio di perdere? Se si fosse messo a fare politica anzichè correre in avanti, non avrebbe obbligato tutti noi a fare questo».

Due in corsa per il centrosinistra alle regionali ?

«Il Pd sta mettendo in campo quella che ritiene la migliore candidatura per vincere. L’indicazione che farà il Pd , però, deve partire dal presupposto che il centrosinistra non può fare a meno di Vendola. Rimosso il ricatto che Nichi ci ha posto, “o io o nessuno”, si deve subito riaprire il dialogo».

b. mart.

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