Lunedì 15 Agosto 2022 | 16:02

In Puglia e Basilicata

Emiliano: mi candido alla Regione Puglia e senza condizioni

Emiliano: mi candido alla Regione Puglia e senza condizioni
Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, presidente dell’assemblea regionale del Pd della Puglia, ha deciso di dare la sua disponibilità a candidarsi alle Regionali del 2010. Lo ha annunciato all'agenzia Ansa. «Accoglierò la decisione del mio partito – ha detto – senza porre condizioni». La comunicazione del sindaco taglia la testa a tutta una serie di ipotesi che da giorni circolavano. E su Vendola dice: «Spero di poterci dialogare» (Nella foto Michele Emiliano ed i suoi sostenitori il 22 giugno scorso, giorno della sua seconda elezione a sindaco di Bari)
• Fratoianni: Emiliano sfidi Vendola alle primarie
• Assessore regionale Amati (Pd): si faccia un referendum di partito
• Le scintille e i mal di pancia nel Pd pugliese non sono affatto finiti

26 Dicembre 2009

BARI – Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, presidente dell’assemblea regionale del Pd della Puglia, ha deciso di dare la sua disponibilità a candidarsi alle Regionali del 2010. Lo ha annunciato oggi all'agenzia di stampa Ansa. «Accoglierò la decisione del mio partito – ha detto – senza porre condizioni». L'assemblea regionale del Pd si riunirà lunedì pomeriggio per indicare in maniera definitiva il candidato presidente alle prossime regionali. La comunicazione del sindaco taglia la testa a tutta una serie di ipotesi che da giorni circolavano.

Il sindaco di Bari non aveva mai chiuso per la verità la porta alla possibilità di correre per la poltrona di presidente alle prossime regionali in Puglia, ma già domenica 22 dicembre aveva posto una serie di questioni preliminari a ogni decisione. Prima di tutte, la legge elettorale della Regione che impone a un sindaco che intende candidarsi a consigliere o a presidente della Regione di lasciare preventivamente la guida del Comune. 

Questa norma potrebbe essere abolita se il Consiglio regionale il 19 gennaio approverà un emendamento in questa direzione, presentato da alcuni consiglieri del Pd. Se l’emendamento dovesse passare in aula, ed Emiliano dovesse vincere le elezioni, sarebbe affidata al vicesindaco di Bari, Alfonso Pisicchio (ex Italia dei Valori, ora passato con Rutelli), la gestione del Comune e lo stesso vicesindaco avrebbe tempo un anno per portare Bari alle nuove elezioni. 

Il 19, quindi, deciderà l’aula. Contro l’emendamento si sono schierati anche i consiglieri dell’opposizione di centrodestra e anche assessori regionali del Pd. Oltre che, naturalmente, lo stesso attuale presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Sinistra Ecologia e Libertà), che si è autocandidato alle prossime regionali, di fatto dividendo il Pd tra chi sostiene la sua candidatura e chi quella di Emiliano, sul cui nome c'è l'assenso di Udc e Idv (che su Vendola hanno posto invece il veto).

E anche sulla possibilità di dimissioni anticipate Emiliano è già stato stato chiaro: «Massimo D’Alema – aveva detto in una intervista televisiva – è stato molto corretto con me. Ha detto: 'se volete provare a vincere, dovete convincere Emiliano a candidarsi'. Però ha anche detto che non è facile chiedere a una persona che fa il sindaco del capoluogo a dimettersi per fare il candidato. In Puglia c'è questa legge assurda che fecero Fitto e Tedesco per impedire ai sindaci di candidarsi a consiglieri regionali o a presidenti. Secondo me è una legge incostituzionale».

L'assemblea regionale del Pd si riunirà lunedì pomeriggio per indicare in maniera definitiva il candidato presidente alle prossime regionali.

Il sindaco di Bari ha spiegato che sono state «fondamentali» le dichiarazioni fatte nella giornata del 24 dicembre dal segretario regionale del Pd, Sergio Blasi e dal capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Maniglio, che hanno respinto al mittente la nota con cui il giorno precedente «14 consiglieri, per un totale di 7 sigle ('cespugli' della coalizione, ndr), hanno voluto aprire un fronte polemico con il Pd». Il riferimento era alla indisponibilità dichiarata da questi 14 consiglieri a votare favorevolmente l’emendamento con il quale si intende modificare la legge elettorale, facendo venir meno il principio della ineleggibilità dei sindaci e dei presidenti delle Province. 

Una posizione che, secondo Blasi e Maniglio, rappresenta «il tentativo maldestro di condizionare pesantemente il dibattito interno al Pd in vista dell’assemblea regionale di lunedì 28 dicembre». 

«Ho capito – ha detto Emiliano – dalle dichiarazioni di Blasi e di Maniglio che è stato compreso il problema, che è quello di dare continuità amministrativa alla città di Bari, una città che non si può scontentare o danneggiare e a me questo basta, non pongo più condizioni» .

Poi il sindaco parla di Nichi Vendola: «Non perdo la speranza. Spero di potermi presto sedere intorno a un tavolo con Nichi Vendola e dialogare con lui». Emiliano, fino a qualche mese fa sostenitore del presidente uscente della Regione Puglia Nichi Vendola (Sinistra Ecologia e Libertà), attribuisce ora a lui la responsabilità di aver spaccato il Pd quando, nel novembre scorso, con uno scatto in avanti, si è auto-candidato alle prossime regionali. 
«A Vendola dico questo: se si fosse messo a fare politica anzichè correre in avanti – ha continuato Emiliano – forse non ci avrebbe messo davanti a una scelta così difficile; è lui che sta obbligando tutti noi a fare questo che si sarebbe potuto evitare». 

«Il Pd – ha detto Emiliano – dispone di me, io sono il presidente del Pd e quindi io ora mi rimetto a quello che il mio partito deciderà e quello che deciderà io farò, senza porre condizioni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725