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In Puglia e Basilicata

Regionali in Puglia Blasi: Emiliano, ora però deciditi

Regionali in Puglia Blasi: Emiliano, ora però deciditi
di BEPI MARTELLOTTA
Il deputato Pd Gero Grassi tenta la mediazione tra i due rivali Michele Emiliano e Nichi Vendola. Il primo, dopo l’appello a candidarsi lanciatogli dal segretario Sergio Blasi, è in campo ed è disponibile a ritirarsi solo se anche Nichi fa un passo indietro per ricomporre il centrosinistra onde trovare un terzo nome (circola quello dell’economista-assessore Gianfranco Viesti) che sia gradito anche all’Udc. Il secondo, com’è noto, è irremovibile. Altri tentativi ci saranno, ma a questo punto diventa sempre più inevitabile la conta interna al partito, tra «vendoliani » e «emiliani», nell’assemblea del 28
• Asse tra Palese e Vendola, sfuma il «lodo Emiliano»
• Pdl chiama Udc: «Lascia perdere il sindaco di Bari»
• E Vendola scrive: caro Babbo Natale...

24 Dicembre 2009

di BEPI MARTELLOTTA

BARI. L’ennesima convulsa giornata dei Democratici comincia a pochi passi dal consiglio regionale. Il deputato Pd Gero Grassi, tra una sigaretta e l’altra, tenta la mediazione tra i due rivali Michele Emiliano e Nichi Vendola. Il primo, dopo l’appello a candidarsi lanciatogli dal segretario Sergio Blasi , è in campo ed è disponibile a ritirarsi solo se anche Nichi fa un passo indietro per ricomporre il centrosinistra onde trovare un terzo nome (circola quello dell’economista-assessore Gianfranco Viesti) che sia gradito anche all’Udc. Il secondo, com’è noto, è irremovibile. Altri tentativi ci saranno, ma a questo punto diventa sempre più inevitabile la conta interna al partito, tra «vendoliani » e «emiliani», nell’assemblea del 28, quella cui Massimo D’Alema ha dato mandato a decidere una volta per tutte. 

Parallelamente ai lavori del consiglio regionale, il segretario del Pd chiama a raccolta l’alleanza nella sede del Pd. Unica assente - in attesa che arrivi il responso del 28 e ferma sul sostegno a Emiliano e sul veto a Vendola - l’Udc. Con Michele Mazzarano, Blasi incontra l’Idv (il coordinatore Pierfelice Zazzera), i Socialisti (Lello Di Gioia), Sinistra e Libertà (Enz o Locaputo e Nicola Fratoianni), il Pdci (Giuseppe Merico e Franco De Mario) e i Verdi (Mimmo Lomelo). 

Le spaccature, anche interne, sono evidenti: Mino Borracino (Csp) è con Vendola, la verde Magda Terrevoli pure, così come Sinistra e Libertà. Ma l’ex assessore Lomelo punta sull’allargamento con Emiliano, così come Di Gioia non ci sta a difendere Vendola con le unghie e con i denti (come fanno i suoi consiglieri regionali) se c’è da costruire un nuovo centrosinistra. 
«Il lodo Emiliano per me non esiste - spiega Lomelo - l’abolizione della ineleggibilità è prevista nella legge depositata a dicembre del 2005». E poi, ricordando il rimpasto di giunta dello scorso luglio con cui Vendola lo sostituì in giunta, chiede: «perché ci si scandalizza dell’allargamento se quello fu uno dei motivi del rimpasto?». 

Di Gioia gli dà man forte, spingendo per una soluzione alternativa a Vendola: «l’obiettivo primario deve essere vincere le elezioni, non perderle come è accaduto dalle politiche in poi. E deve essere il Pd ad assumersi la responsabilità di decidere». Stessa solfa da Zazzera, che attende l’assemblea Pd del 28: «se la scelta sarà quella di Michele Emiliano, l’Idv sarà accanto al Pd, ma se il Pd deciderà altre strade - assicura - noi continueremo a percorrere la strada dell’unità della coalizione ». L’assemblea del 28 è il punto dirimente, Blasi lo sa e gli uomini di D’Alema sono già al lavoro perché sia quella decisiva. Dice il capogruppo Pd Antonio Maniglio: «Dobbiamo uscire con una scelta chiara sulla candidatura, senza se senza ma, da offrire all’Udc. Poi va costruita l’alleanza e su quella base possiamo discutere la legge elettorale». 

Il «lodo Emiliano», dopo la sortita di ieri, appare davvero in salita ma, precisa Blasi, il giudizio negativo sull’attuale legge elettorale - che impedisce al sindaco di candidarsi senza dimettersi - «prescinde dalla proposta politica che il Pd ha il dovere di fare alla sua assemblea. Per questo mi attendo che Michele Emiliano sciolga pienamente la riserva. Mi aspetto una risposta prima dell’assemblea, non si può rimanere in un quadro di indeter minatezza». Il sindaco di Bari, però, non molla, in attesa che sia il Pd riunito il 28 - assemblea cui comunica di non voler esserci, nonostante il suo ruolo di presidente del partito - ad esprimersi con nettezza. Stando ai numeri delle primarie, l’80% del partito è con lui ma non è detta l’ultima parola. «Questo è il momento della riflessione, ho già detto che non si può mollare una amministrazione in corsa». Emiliano vuole capire se tutto il partito lo sosterrà e se sarà necessario lo «strappo» con Bari. I bene informati dicono che lui, nonostante la legge elettorale, è pronto a correre il rischio (quello di perdere la sfida e ritrovarsi consigliere regionale). E nei due fronti già si punta sui candidati al comune di Bari. Il Pdl starebbe pensando a Luigi D’Ambrosio Lettieri, il Pd - una volta chiuso l’accordo con l’Udc sulla Regione - a Marcello Vernola.
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