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Il gelo isola il Sud: 20 ore in treno da Milano a Taranto

Il gelo isola il Sud: 20 ore in treno da Milano a Taranto
BARI - Sarà anche la «Freccia del Levante», ma non parlate di frecce a nessuno degli sfortunati passeggeri che hanno avuto la sventura, ieri, di salire sull’Intercity Notte 785 che collega Milano a Crotone in «appena» 15 ore (quando le cose vanno bene). La partenza era prevista, come ogni sera, alle 23 di lunedì 21 dicembre (con arrivo alle 14 del giorno successivo), ma si è partiti solo alle 4,30 di notte, con un ritardo di oltre 540 minuti. In più la «Freccia del Levante» ha stoppato la sua «corsa» a Lecce, costringendo chi doveva raggiungere la città di Crotone a un altro calvario: un autobus (messo a disposizione da Trenitalia) diretto in Calabria. 
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23 Dicembre 2009

di Livio Costarella

BARI - Sarà anche la «Freccia del Levante», ma non parlate di frecce a nessuno degli sfortunati passeggeri che hanno avuto la sventura, ieri, di salire sull’Intercity Notte 785 che collega Milano a Crotone in «appena» 15 ore (quando le cose vanno bene). La partenza era prevista, come ogni sera, alle 23 di lunedì 21 dicembre (con arrivo alle 14 del giorno successivo), ma si è partiti solo alle 4,30 di notte, con un ritardo di oltre 540 minuti. In più la «Freccia del Levante» ha stoppato la sua «corsa» a Lecce, costringendo chi doveva raggiungere la città di Crotone a un altro calvario: un autobus (messo a disposizione da Trenitalia) diretto in Calabria.

Guardando il bicchiere mezzo pieno qualcuno dirà che è sempre meglio partire, piuttosto che vedere soppresso il treno su cui si è già preso posto: due giorni fa, infatti, sono stati moltissimi i treni bloccati al Nord Italia dall’incredibile ondata di neve e maltempo. Ieri, anche se a fatica, le soppressioni sono state evitate. Ma non sono mancati i disagi per i passeggeri a bordo, beffati anche all’arrivo della ferale notizia (molti non lo sapevano) che in casi come questi non è previsto alcun indennizzo.

L’Amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti, infatti, ha già dichiarato che i viaggiatori non hanno diritto a rimborsi per quanto accaduto in questi giorni. Il riferimento va all’articolo 7.6 (parte 2) delle «Condizioni Generali di trasporto di Trenitalia» che esonera (unilateralmente) Trenitalia da responsabilità per ritardo in caso di «circostanze non correlate all’esercizio ferroviario» (ad esempio incendi o calamità naturali quali maltempo, allagamenti, smottamenti).

Tuttavia i passeggeri beninformati, arrivati alla Stazione Centrale di Bari con 9 ore di ritardo intorno alle 17,30 sostenevano che l’art. 7.4 delle Condizioni Generali di Trenitalia stabilisce che «quando Trenitalia, per esperienza, preveda oggettivamente che il ritardo in partenza o all’arrivo nella destinazione finale del viaggio sia superiore a 60 minuti, il viaggiatore abbia diritto a ricevere pasti e bevande. Nessuno però si è visto consegnare alcunché. Anzi, mentre si aspettava ordinatamente in fila all’Ufficio Informazioni di Bari Centrale, qualcuno ha anche commentato in maniera colorita l’infelice frase di Moretti che ieri invitava i passeggeri a portarsi qualche maglione pesante, oltre a panini e bottigliette d’acqua, prima di salire sui treni.

Purtroppo, però, l’ICN 785 non era l’unico treno in ritardo, ieri, proveniente da Milano. Almeno altri tre convogli in direzione Bari (con l’arrivo ufficiale previsto alle 15,35, alle 17,35 e alle 18,37) segnavano nei monitor cifre da capogiro sui minuti di ritardo: 180, 210, 180.

Il gelo ha costretto i convogli a ridurre la velocità, per i binari deformati di questi giorni. Gli scambi sono ghiacciati e spesso vanno azionati a mano. Inoltre laddove la neve copra la superficie del binario, bisogna obbligatoriamente spalarla. Un inferno ghiacciato, insomma, che ha colpito soprattutto i pugliesi di ritorno a casa per Natale.
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