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In Puglia e Basilicata

Emiliano insiste «Si deve cambiare la legge elettorale»

Emiliano insiste «Si deve cambiare la legge elettorale»
Il primo cittadino di Bari: «Non si può imporre ai sindaci di dimettersi se intendono candidarsi alle regionali perché è incostituzionale: lede i diritti delle persone costringendole ad un atto inutile. Se uno si deve dimettere l’interruzione avviene subito senza la procedura prevista in tutta Italia»
• Blasi: «Emiliano sciolga il nodo»
• Udc e Io Sud si smarcano
• E l'Idv si siede al tavolo
• Pdl, traballa l'ipotesi di Dambruoso. Fitto non esclude la Poli Bortone
• E per il post-Emiliano il Pdl pensa a Luigi D'Ambrosio Lettieri

23 Dicembre 2009

BARI - Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, insiste: la legge elettorale regionale che impone ai sindaci di dimettersi se intendono candidarsi alle regionali va cambiata per la sua “incostituzionalità, perchè lede i diritti delle persone costringendole ad un atto inutile”. “Questa norma – ha aggiunto – lede le amministrazioni perchè se uno si deve dimettere prima di candidarsi l’interruzione avviene immediatamente senza quella procedura che è prevista in tutta Italia e che sta consentendo ad esempio al sindaco di Reggio Calabria di candidarsi per il Pdl”.

La procedura, spiega, è quella della “decadenza in caso di elezione che consente al vicesindaco di assumere la guida dell’amministrazione e di programmare le elezioni con calma e con un anno di tempo che serve anche a consentire all’elettorato di ricomporsi”. Emiliano ha ribadito che “la legge pugliese in vigore è una legge ad personam fatta a posta per impedire all’allora sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, di diventare presidente della Regione senza dimettersi e infatti la Poli Bortone, che tanto desidera diventare presidente e a buon diritto, non ha mai potuto candidarsi per questa ragione”.

La proposta di candidare Emiliano alla presidenza della Regione Puglia era stata fatta ieri dal segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, anche perchè sul nome di Emiliano c'è il parere favorevole di Udc e Idv, contrari al presidente uscente, Nichi Vendola. Emiliano però ha detto già ieri di essere indisponibile a candidarsi qualora non venga modificata, nella seduta del Consiglio regionale convocata il 19 gennaio, la legge elettorale pugliese che impedisce ad un sindaco in carica di correre per le regionali se prima non si dimette dalla sua carica.

«NEL PDL BASTA UNA TELEFONATA» - ''Nel Pd si discute e sono contentodi vivere in un partito in cui la democrazia è tutto. Pensate che dall’altra parte con una telefonatina si può cambiare il nome del candidato”. Lo ha detto il sindaco di Bari, Michele Emiliano (presidente regionale pugliese del Pd) a proposito delle polemiche che stanno agitando il partito per la scelta del candidato presidente alla Regione, che Emiliano ritiene prova di vitalità democratica in contrapposizione con quanto sta avvenendo nel Pdl.

“Noi abbiamo un’'anima di Diò, Stefano Dambruoso – ha detto parlando dello schieramento avverso – che sta lì in attesa di sapere se arriverà o non arriverà la telefonatina”. “Nel frattempo – ha aggiunto – noi abbiamo in ballo per la presidenza della Regione Puglia centinaia di persone, grandissime personalità, che hanno dimostrato alla Puglia quello che valgono e mi riferisco a Nichi Vendola, al sottoscritto, e a tutte le altre personalità che si stanno comportando lealmente, a D’Alema stesso, che come vedete non sta imponendo niente a nessuno, sta solo facendo dei ragionamenti e questo ci sta facendo crescere”.
“La Puglia – ha aggiunto – cresce nella democrazia e noi naturalmente dobbiamo avere la forza, compresi i mass media, le tv di goderci questa democrazia che, secondo me, ci distingue dal resto del Paese e dal resto della politica pugliese”.

«IO E VENDOLA CI VOGLIAMO BENE» -   ''Io e Vendola non ci siamo mai fattii regali, ci vogliamo bene e basta, non facciamo smancerie". Così il sindaco di Bari, Michele Emiliano ha risposto a chi gli chiedeva se, dopo le tensioni degli ultimi giorni sulla candidatura alle regionali, avesse comprato un regalo di Natale per il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, del quale potrebbe diventare diretto antagonista nella corsa del 2010 alla presidenza della Regione Puglia.

Per il sindaco di Bari, MicheleEmiliano, invitato ieri dal segretario regionale del Pd pugliese Sergio Blasi, a candidarsi alla presidenza della Regione Puglia, “questo è il momento della riflessione più che quello delle dichiarazioni pubbliche”. 

“Credo di avere fatto e detto tutto quello che avevo da dire nei giorni scorsi – ha detto incontrando i giornalisti per lo scambio di auguri – esprimendo il concetto che non si può mollare una amministrazione in corsa”. 

“Prendo atto, però - ha aggiunto – che malgrado ciò il Pd attraverso il segretario ha candidato il presidente del partito alle regionali: ho parlato con Blasi per conoscerne il ragionamento e a questo punto mi permetterete di stare a sentire tutte le persone che devo sentire per prendere una decisione”. In primo luogo il partito stesso “che ovviamente deve sostenere questo indirizzo o non sostenerlo”. 

L’occasione sarà l’assemblea regionale già convocata per il 28 dicembre prossimo alla quale Emiliano annuncia di non volere partecipare per lasciare che tutti i presenti “si sentano liberi di parlare serenamente”. “L'assemblea del 28 credo che deciderà dentro o fuori”, dice, “e chiederò a Blasi di presiederla perchè è giusto che questa discussione avvenga in modo riservato, mi auguro, non pubblico, e senza la mia presenza così ognuno dirà quello che pensa perchè di una cosa sono contento, del fatto che vivo in una coalizione politica in un partito in cui la democrazia è tutto”. 

Inoltre, Emiliano intende confrontarsi “con l'amministrazione comunale di Bari, perchè – spiega – mentre dal resto della Puglia arrivano segnali di grande entusiasmo è chiaro che a Bari l’idea di perdere il sindaco crea un pò di sconforto”. “Ed è la stessa sensazione che provo io - conclude – all’idea di dovermi dimettere da sindaco dalla sera alla mattina”.
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