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In Puglia e Basilicata

Bari, baby gang per noia pesta medico

Bari, baby gang per noia pesta medico
Quattro ragazzi tra i 15 e i 16 anni, tre di loro compagni di classe e uno addirittura sposato con un figlio, hanno deciso di pestare un medico per rapinargli l’auto sotto la minaccia di una pistola. Sulla vettura i quattro hanno poi trascorso la serata scorrazzando per le vie cittadine. Il colpo non aveva fini di lucro: i quattro – secondo la polizia - volevano solo passare una serata diversa dalle altre. La rapina risale al 29 ottobre
• Putignano: due giovani rapinano vicino di casa anziano

21 Dicembre 2009

BARI - Volevano fare qualcosa di emozionate. Per questo quattro ragazzi tra i 15 e i 16 anni, tre di loro compagni di classe e uno addirittura sposato con un figlio, hanno deciso di pestare un medico per rapinargli l’auto sotto la minaccia di una pistola. Sulla vettura i quattro hanno poi trascorso la serata scorrazzando per le vie cittadine. Il colpo non aveva fini di lucro: i quattro – secondo la polizia - volevano solo passare una serata diversa dalle altre. La rapina risale al 29 ottobre. 
Di oggi è invece l’arresto del sedicenne con la pistola che ha minacciato il medico, mentre i suoi tre compagni sono stati affidati dalla polizia a comunità di recupero: sono accusati di rapina e lesioni aggravate. In realtà l’idea di compiere la rapina era stata proposta a tutti i sei-otto ragazzi della comitiva alla quale appartengono i quattro baby rapinatori, ma metà di loro ha deciso di tirarsi indietro. 

Qualcuno – secondo le indagini – per provare l'emozione di assistere 'in direttà ad una rapina si sarebbe limitato ad assistere da lontano alle imprese degli amici per poi fuggire subito dopo il pestaggio. 

LA RICOSTRUZIONE
La polizia e la procura per i minorenni di Bari hanno ricostruito nei particolari le imprese del gruppo di rapinatori che ha agito nel parcheggio riservato al personale sanitario dell’ospedale San Paolo. Qui i quattro hanno individuato la loro vittima: un medico di 47 anni che aveva appena finito il proprio turno di lavoro. Il medico, appena è salito in auto, è stato subito avvicinato da uno dei quattro minorenni che gli ha chiesto di abbassare il finestrino e gli ha puntato la pistola alla fronte. Poi lo ha afferrato dal bavero della giacca e lo ha costretto a scendere dall’auto. 

Il malcapitato ha accennato una reazione ma è stato pestato con violenza dal gruppo e tramortito da più colpi alla testa, dati con il calcio della pistola. Mentre i quattro fuggivano a bordo dell’auto, la vittima ha raggiunto il pronto soccorso e ha denunciato i fatti agli agenti del posto fisso di polizia.

E' subito scattato l’allarme e, prima di tutto, sono state censite le auto in sosta per risalire ai proprietari, sperando di trovare un testimone dell’aggressione. Un teste è stato subito rintracciato. E’ un uomo al quale non è sfuggita la presenza nel parcheggio dell’ospedale di uno scooter sospetto. Dalla targa del mezzo la polizia risale al proprietario, un pregiudicato del San Paolo. Lo scooter lo utilizza suo figlio, che risulterà estraneo alla rapina. Gli investigatori pedinano il giovane per qualche giorno e, seguendo i suoi movimenti, risalgono ai presunti rapitori. Nei loro confronti non scatta alcun fermo, nonostante a distanza di 24 ore vengano riconosciuti dal medico rapinato. I ragazzi, infatti, forniscono ognuno un alibi. Finchè, uno di loro, afferma di essere stato in compagnia della fidanzata, una ragazza che però dirà alla polizia di non conoscere il giovane. 

Dalle indagini emerge che la rapina non era stata organizzata per trarne profitto, ma per scorrazzare per le strade del San Paolo. La mente del gruppo è il sedicenne che ha puntato la pistola al volto del malcapitato. E’ un figlio d’arte, come i suoi complici.
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