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In Puglia e Basilicata

Il Pd pugliese: «no» alle primarie «nì» a Vendola

Il Pd pugliese: «no» alle primarie «nì» a Vendola
S'è conclusa con un'unica certezza la riunione barese dei parlamentari e dei consiglieri regionali del Pd che avrebbe dovuto sciogliere il difficile nodo della scelta del candidato del centrosinistra per le Regionali del 2010: un secco "no" alle primarie. Il partito però resta diviso sul candidato. Una parte sostiene l'autocandidatura che il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Sel), ha annunciato alcune settimane fa, e un'altra (D'Alema in testa) vuole lavorare per l'allargamento della coalizione a Udc e Idv, partiti che sul nome di Vendola hanno posto il veto
• Emiliano: non sta a me salvare gli altri

21 Dicembre 2009

BARI – Prima di Natale il Pd della Puglia deciderà se scendere in campo nelle prossime regionali per sostenere il presidente uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che si è autocandidato nelle scorse settimane, o se optare per un’altra soluzione, cioè un altro candidato che consenta l’allargamento della coalizione a Udc e Idv, partiti che sul nome del presidente della Puglia hanno posto il veto. Escluse categoricamente le primarie perchè possono essere uno strumento poco utile a dirimere le difficoltà interne al partito. 

È questa la strada decisa «unanimemente nella riunione informale» – così è stata definita dal segretario regionale del Pd, Sergio Blasi – del gruppo dirigente, parlamentari, consiglieri regionali, segretari di federazione. Presente all’incontro, l’on.Massimo D’Alema, che al termine della riunione – tenuta a porte chiuse – si è allontanato senza fare dichiarazioni. Assente il sindaco di Bari e presidente regionale del Pd, Michele Emiliano: sul suo nome alle regionali c'è il «si» di Udc e Idv. 

Emiliano, prima sostenitore di Vendola, ora accusa il presidente della Regione di aver diviso il Pd, con la sua autocandidatura e con la sua decisione di andare ugualmente avanti. 

D’Alema, che più volte in passato aveva chiesto un passo indietro da parte di Vendola per consentire l’allargamento della coalizione ai moderati, nella riunione ha parlato per ultimo. Toni molto pacati – riferiscono alcuni dei partecipanti – alcune cifre, per dire, facendo riferimento, pare, anche a sondaggi, alcune cose in modo chiaro: Emiliano, secondo D’Alema, «è molto popolare» anche se è chiaro che esiste una difficoltà legata allo scenario che si verrebbe a creare al Comune. Anche per questo, la candidatura di Emiliano non va bene – avrebbe detto D’Alema – perchè non si può rischiare di perdere la guida dell’amministrazioen comunale senza avere la certezza di conquistare la Regione, soprattutto in questo momento di divisioni del Pd. In ogni caso – avrebbe concluso D’Alema - «siete adulti e responsabili, decidete voi, deve essere il gruppo dirigente pugliese del partito a decidere». 

La riunione si è conclusa con una secca dichiarazione fatta ai giornalisti – rimasti in attesa per ore fuori dalla sede del Pd – dal segretario regionale per spiegare che «le primarie sono uno strumento che, sia in termini di tempi sia in termini riferiti al quadro politico in questo momento, rischiano di non essere utili a dirimere la questione del Pd». 

E quindi l'assemblea regionale che sarà convocata per il 23 o per il 24 dicembre dovrà scegliere tra due possibilità: o sostenere Vendola o scegliere un altro candidato. Blasi, oltre alla sua dichiarazione, non ha voluto aggiungere altro: «Nessuna domanda», ha imposto in maniera perentoria, tra le proteste dei giornalisti. Emiliano sembra intanto che abbia già fatto sapere che anche se fosse l’assemblea regionale del partito a chiedergli di candidarsi, lui risponderebbe di «no». Come si risolverà la vicenda nel Pd della Puglia? 

L’on.Gero Grassi (ex Margherita), parlando con i giornalisti, indica una strada: «Senza Vendola comunque non si vince. E l’unico che può tranquillizzare Casini sulla ricandidatura di Vendola è D’Alema, solo lui può farlo». 

E, a proposito dell’Udc, aggiunge: «E' per noi un pessimo alleato un alleato che può stare da tutte le parti». In sostanza nulla è cambiato: il Pd continua ad essere spaccato, tra chi vuole scendere in campo con Vendola e chi vuole allargare a tutti i costi la coalizione per non riconsegnare al centrodestra destra la Puglia.
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