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In Puglia e Basilicata

Rubano immagini dell'amica sotto la doccia:nei guai 4 minori barlettani

Rubano immagini dell'amica sotto la doccia:nei guai 4 minori barlettani
di GIANPAOLO BALSAMO 
BARLETTA - Una ragazzina di scuola media ha ripreso e diffuso sui telefonini dei compagni le immagini di una compagna di classe, senza veli, mentre si fa la doccia. Oggi, a distanza di tre anni dall'evento, accertati i fatti e identificati i minori coinvolti nella vicenda, quattro di essi (difesi dagli avvocati Raffaele Losappio, Giuseppe Cioce e Giuliano Rotunno) sono stati rinviati a giudizio

21 Dicembre 2009

BARLETTA - Le conseguenze di una baruffa tra due adolescenti ai tempi del telefonino. Meglio, del videofonino: con un filmato «bollente» si è consumata la vendetta di una ragazzina di scuola media che ha diffuso sui telefonini dei compagni una breve videoripresa in cui la sua amica di classe appariva senza veli mentre si faceva la doccia a casa sua. Quel video diffuso tramite la connessione bluetooth avrebbe fatto il giro di un gruppo di amici della coppia di amiche che, tra sorrisi maliziosi e qualche commento un po’ spinto, avrebbero continuato il «passafilmato». 

Inconsapevoli, ovviamente, di infrangere il codice penale. Finchè la voce del misfatto è arrivata anche alla mamma della ragazzina ripresa dal videofonino che, dopo essersi procurata il filmatino compromettente, si è recata dai carabinieri della Compagnia di Barletta ed ha denunciato l’accaduto. Scattano le perquisizioni nelle abitazioni di alcuni ragazzi, il sequestro dei loro telefoni cellulari e di alcuni computer. 

Questo avveniva a settembre del 2006. A distanza di qualche anno, accertati i fatti e identificati i minori coinvolti nella vicenda, quattro di essi (difesi dagli avvocati Raffaele Losappio, Giuseppe Cioce e Giuliano Rotunno) sono stati rinviati a giudizio ed, il prossimo 26 marzo, compariranno dinanzi al gup Loredana Colella del Tribunale dei minorenni di Bari per l’udienza preliminare. 

Secondo il sostituto procuratore della Repubblica, Marcello Barbanente, i minori «consapevolmente si procuravano e comunque detenevano il materiale pornografico realizzato dalla ragazza 13enne la quale effettuava a mezzo di telefono cellulare una videoripresa che ritraeva nuda la persona offesa allora 12enne e memorizzava il filmato che i ragazzi detenevano e diffondevano a terzi». 

Solo uno dei quattro minori (oggi tutti 16enni e 17enni) dovrà rispondere anche di percosse perchè avrebbe aggredito fisicamente la ragazzina filmata dal videofonino. Altri cinque minori sarebbero rimasti coinvolti nella vicenda ma, all’epoca dei fatti, così come la 13enne che effettuò la videoripresa, non erano imputabili. 

«È una vicenda che sa dell’assurdo - commenta l’avv. Raffaele Losappio, difensore di uno dei ragazzi coinvolti - e che nasce da un piccolo screzio tra due ragazzine, compagne di classe. Alcuni dei minori indagati, è vero, si trovarono ad accettare, con il sistema del bluetooth, il filmato che, dopo averlo visionato, cancellarono. Ma, nonostante questo, oggi dovranno rispondere di un grave reato». 

D’altra parte, l’articolo 600 -quater del codice penale (Detenzione di materiale pornografico) prevede espressamente che «Chiunque consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a euro 1.549». I ragazzi sono dunque avvisati ma, soprattutto, i genitori stiano attenti ai cellulari dei loro figli.
di GIANPAOLO BALSAMO
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