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In Puglia e Basilicata

«Carcasse 7 capodogli abbandonate a riva c'è rischio di epidemie»

«Carcasse 7 capodogli abbandonate a riva c'è rischio di epidemie»
di FRANCESCO MASTROPAOLO 
Gianluca Giornetti, consigliere comunale di Cagnano Varano (Foggia), presenta un esposto in Procura: a tutt'oggi non è stato ancora rimosso uno solo dei grossi cetacei, morti sulla spiaggia del Gargano; montagne di grasso animale maleodoranti diventano nutrimento di migliaia di roditori, mentre l'odore sgradevole del grasso e delle interiora degli animali è facilmente percettibile a molti chilometri di distanza dal posto
• Nel territorio di Ischitella (Foggia), iniziate le operazioni di scavo per sotterrare i cetacei

21 Dicembre 2009

CAGNANO VARANO - Si «spiaggia» in Procura la morte dei sette capodogli morti sul litorale di Capojale, dove si erano arenati. Un fascicolo è stato aperto al Tribunale di Lucera dopo la denuncia di Gianluca Giornetti, consigliere comunale di Cagnano Varano: teme epidemie e che le condizioni igienico-sanitarie della costa siano a rischio per la decomposizione delle carcasse dei cetacei. 

Giornetti, esponente della minoranza, ha le idee ben chiare sull'argomento. «Mentre è stato individuato il luogo in cui verranno stoccate le carcasse, i sette giganteschi cetacei giacciono sulla spiaggia», scrive nell'esposto alla Procura, spiegando che quello che prima poteva essere considerato uno spettacolo mediatico, seppur triste, che ha fatto giungere a Capojale ed Isola Varano centinaia di visitatori, adesso si è trasformato in uno scempio. 

Giornetti presenta un quadro preoccupante dello stato di degrado della costa e lancia un grido d’allarme che non si sa quanto fondato, ma è comunque indispensabile che le autorità locali e sanitarie comincino a preoccuparsi, soprattutto se è verosimile che possa esserci anche il pericolo di epidemie. 

Da qualche giorno, iniziate le prime operazioni di taglio dei cetacei – dice Giornetti nell’esposto - sono visibili sulla spiaggia montagne di grasso animale maleodoranti, che diventano nutrimento di migliaia di roditori. A tutt’oggi non è stato ancora rimosso uno solo dei grossi cetacei, mentre l’odore sgradevole del grasso e delle interiora degli animali è facilmente percettibile a molti chilometri di distanza dal posto, praticamente è quasi impossibile avvicinarsi senza una protezione al viso. Il rischio di epidemie e malattie per l’ambiente, in particolar modo, per la salute dei cittadini - continua la denuncia - è alto perché i capodogli sono ammassati lungo tutto il litorale di Varano direttamente sulla spiaggia senza alcuna protezione, a contatto diretto con la sabbia e il mare». 

La situazione non cambia più di tanto per quanto riguarda l’altro tratto di spiaggia dove sono arenati i mastodotici mammiferi marini. Si tratta degli oltre due chilometri lungo i quali ci sono i resti degli altri cetacei. Se è vero che le condizioni metereologiche non accelerano i processi di decomposizione, ciò non può comunque consentire alle autorità competenti di rallentare le operazioni di rimozione dei resti degli animali per seppellirli nell’area individuata in territorio di Ischitella. 

Occorre, dunque, una vera e propria task force che deve operare esclusivamente per la messa in sicurezza della zona e restituire tranquillità alle popolazioni le quali se, in un primo momento hanno guardato allo spiaggiamento dei cetacei con una forte emozione nel seguire, soprattutto, la lunga agonia di ben tre capodogli, ora avvertono tutta la preoccupazione per i possibili danni.
di FRANCESCO MASTROPAOLO 
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