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In Puglia e Basilicata

«In 20 anni, investimenti pubblici aumentati al Nord e crollati al Sud»

«In 20 anni, investimenti pubblici aumentati al Nord e crollati al Sud»
di MARISA INGROSSO
Negli ultimi due decenni, gli investimenti pubblici (specie quelli in infrastrutture per il trasporto) sono aumentati al Nord e sono crollati nel Sud: lo certificano, dati alla mano, i tre ricercatori della Banca d’Italia, Valter di Giacinto, Pasqualino Montanaro e Giacinto Micucci. In termini di aree territoriali, nel 2000, Liguria e Lombardia hanno avuto circa il triplo e circa il doppio di quanto hanno avuto Puglia e Basilicata
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20 Dicembre 2009

di MARISA INGROSSO
BARI - Lentamente. Ogni anno, un poco di più. E' stato così che, negli ultimi due decenni, gli investimenti pubblici (specie quelli in infrastrutture per il trasporto) sono aumentati al Nord e sono crollati nel Sud: lo certificano, dati alla mano, i tre ricercatori della Banca d’Italia, Valter di Giacinto, Pasqualino Montanaro e Giacinto Micucci. Il loro studio è stato pubblicato il mese scorso e (così come suggerisce il titolo: «Dynamic macroeconomic effects of public capital: evidence from regional Italian data», ovvero «Effetti macroeconomici del capitale pubblico: un'analisi su dati regionali italiani»), indaga sugli effetti “concreti” degli investimenti pubblici sul territorio nazionale. 

Si scopre che il "rilancio del Sud" è soltanto un motto da comizio pre-elettorale perché, invece, c’è stato un calo «adamantino» di investimenti dedicati alle infrastrutture per il trasporto. Un calo generalizzato, per carità, ma molto maggiore nel Sud. Eppure, lo studio (consultabile, in inglese, sul sito di BankItalia, www.bancaditalia.it) certifica che questi sono proprio il tipo di investimenti che danno "ossigeno" alle economie dei territori e "fruttano" un buon ritorno ai governi, sotto forma di maggiori tasse. 

Al Sud e al Centro la diminuzione dei fondi pubblici investiti è registrato in ogni ambito, per ogni genere di opere pubbliche. Invece al Nord, il trend è stato meno evidente. Addirittura, in termini di aree territoriali, si scopre che «nel 2000, il rapporto tra il capitale pubblico le aree territoriali del Nord-Ovest è stato superiore alla media nazionale, in particolare in Liguria e Lombardia». 
Per la precisione (si veda la tavola «Public capital per square kilometre» in fondo alla pagina; ndr), in Liguria, l’indice è stato di 3.23 milioni di euro, in Lombardia di 2,31. Ovvero, rispettivamente, circa il triplo e circa il doppio di quanto è stato stanziato per la Puglia (1,22) e per la Basilicata (1,37). 

Nelle conclusioni, i ricercatori evidenziano il potere “anti-crisi” degli investimenti statali e sottolineano che, se è vero che, a livello regionale, «la dotazione di capitale pubblico per unità di PIL risulta essere maggiore nel Sud», è anche vero che negli ultimi anni «il tasso di crescita del capitale pubblico è stato più elevato nel Nord Italia». 

Secondo i ricercatori (ma le loro opinioni non rispecchiano la posizione ufficiale della Banca d’Italia), i fondi stanziati per il Sud sono spesi in modo meno efficiente rispetto al Nord. Quindi suggeriscono di «aumentare l’efficienza del settore pubblico» come «mezzo per favorire la produttività del capitale pubblico nel Mezzogiorno».
ingrosso@gazzettamezzogiorno.it


LA TAVOLA QUI PUBBLICATA E' TRATTA DA "EFFETTI MACROECONOMICI DEL CAPITALE PUBBLICO: UN’ANALISI SU DATI REGIONALI" - di Valter Di Giacinto (Banca d’Italia), Giacinto Micucci (Banca d’Italia) e Pasqualino Montanaro (Banca d’Italia)
BdI - Tavola n. 6

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