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In Puglia e Basilicata

Barletta, muore bimba nel reparto di Ostetricia Procura apre inchiesta

Barletta, muore bimba nel reparto di Ostetricia Procura apre inchiesta
BARLETTA - Un nuovo caso, questa volta tragico, scuote il «Mons. Dimiccoli». Nell’ospedale barlettano una bimba è nata morta e i genitori disperati per l’accaduto hanno chiesto l’intervento dei carabinieri. Tutto è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato. Da quel che è stato possibile capire fatale è stata la presenza del cordone ombelicale attorcigliato sul collo della bimba. Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Trani, Giuseppe Maralfa, ha disposto l’autopsia sul corpo e il sequestro della placenta. Lo stesso magistrato ha fatto acquisire le cartelle cliniche.

20 Dicembre 2009

di Gianpaolo Balsamo

BARLETTA - La procura di Trani ha aperto un’indagine sulla morte di una neonata avvenuta nell’ospedale 'Mons.Dimiccolì di Barletta, lo stesso dove qualche giorno fa, per una disattenzione, si verificò uno scambio di neonate. Le due bambine,infatti, furono partorite a due ore di distanza l’una dall’altra e allattate per due giorni dalle mamme sbagliate.

La notte fra venerdì e ieri, invece, nella struttura ospedaliera di viale Ippocrate una neonata è morta, forse strozzata dal cordone ombelicale durante il parto. Una morte sulle cui cause e sulle cui eventuali responsabilità vuole vederci chiaro il sostituto procuratore Giuseppe Maralfa del Tribunale di Trani che, informato dell’accaduto, ha fatto subito acquisire dai carabinieri della stazione le cartelle cliniche, disponendo il sequestro anche della placenta e del corpicino della bambina che sarà sottoposto ad esame autoptico.

I carabinieri, chiamati dai familiari della partoriente, sarebbero intervenuti nell’ospedale barlettano in piena notte, tra venerdì e sabato, quando cioè la donna (una 30enne di Barletta), sottoposta ad un parto cesareo, avrebbe dato alla luce la bambina, oramai morta. Il cordone ombelicale, secondo una prima versione dei fatti, potrebbe aver creato una strozzatura con conseguente impossibilità del sangue di affluire dalla placenta al bimbo.

Ma si poteva evitare? C’è stata negligenza da parte di qualcuno? «Che cosa è successo negli ultimi istanti del parto? Vogliamo sapere la verità», dicono i parenti.

Si sa per certo che la donna, alla 41ª settimana di gestazione, si era ricoverata già il giorno precedente in seguito alla improvvisa rottura delle acque.

Dalla Asl/Bat, nessun commento. Il direttore generale, Rocco Canosa, si è limitato a dire: «Confidiamo nell’operato della magistratura nei cui confronti esprimiamo ampia fiducia».

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