Mercoledì 17 Agosto 2022 | 18:12

In Puglia e Basilicata

Agricoltori nuovi poveri Colpo mortale in Puglia

Agricoltori nuovi poveri Colpo mortale in Puglia
Allarme dell’Eurostat: oltre un quarto dei redditi agricoli italiani in fumo. Preoccupazione in Puglia, regione in cui la crisi sta travolgendo molte delle colture tipiche, come vite, olivo e cereali
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19 Dicembre 2009

BRUXELLES - Forte contrazione dei redditi agricoli nell’Unione europea. Lo rileva l’Eurostat che secondo le prime stime per il 2009 indica una diminuzione del 12,2 per cento dopo quella del 2,5 per cento del 2008. Per l’Italia la caduta dei redditi è indicata dall’ufficio europeo di statistica nel 25,3 per cento, una delle più alte nell’Ue subito dopo l’Ungheria che segna una diminuzione del 35,6 per cento. 

Molto critica la situazione in Puglia, una delle regioni in cui l’agricoltura rappresenta uno dei volani economici: le colture regionali, come olivicoltura, seminativi, uva da tavola e da vino sono in gravissima crisi. La diminuzione dei redditi agricoli così come è stata misurata nell’Ue, spiega Eurostat, deriva dalla caduta dei redditi reali (-14,2 per cento) accompagnata da una riduzione della manodopera (-2,2 per cento). 

I redditi agricoli sono calati significativamente anche in Lussemburgo (-25,1 per cento), nella Repubblica Ceca (-24,1 per cento) e in Irlanda (-22,3%), oltre che in Germania (-21 per cento). A due cifre anche il calo di Francia (-19,8%) e di Austria (-20,4%). In rialzo, al contrario, secondo i dati di Eurostat, i redditi del Regno Unito (+14,3 per cento ), Malta (+9,1 per cento) e della Finlandia (+2,6 per cento), gli unici Pesi dell’Unione europea con il segno più insieme a Grecia (+1%) e Cipro (+1,1%). Nel 2009, sottolinea ancora l’ufficio di statistica Unione europea, il valore della produzione agricola (prezzi alla produzione) dovrebbero diminuire nell’Unione europea del 10,9 per cento. La più forte riduzione dei prezzi è quella che riguarda i cereali (-27,5 per cento) seguita dal florovivaismo (-15,6 per cento), dall’olio d’oliva (-14,7%) e dalla frutta (-12,3%). Quanto al comparto dell’allevamento, le più significative diminuzioni dei prezzi sono quelle che riguardano il latte (-20,3 per cento), i suini (-4,2 per cento) e i bovini (-1,8 per cento).
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