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Calunniò il medico suora condannata

Calunniò il medico suora condannata
TARANTO - Una guerra «santa», è il caso di dirlo, scatenata per mettere in cattiva luce un medico. Il giudice monocratico Luciano La Marca ha condannato a 2 anni e sei mesi di reclusione suon Rosa Matichecchia, chiamata a rispondere in tribunale di diffamazione aggravata e calunnia ai danni del dottor Vincenzo Presicci, all’epoca dei fatti dirigente della struttura semplice di endocrinologia presso la struttura di ostetricia e ginecologia dell’ospedale «Santissima Annunziata».

18 Dicembre 2009

di MIMMO MAZZA

Una guerra «santa», è il caso di dirlo, scatenata per mettere in cattiva luce un medico.

Il giudice monocratico Luciano La Marca ha condannato a 2 anni e sei mesi di reclusione suon Rosa Matichecchia, chiamata a rispondere in tribunale di diffamazione aggravata e calunnia ai danni del dottor Vincenzo Presicci, all’epoca dei fatti dirigente della struttura semplice di endocrinologia presso la struttura di ostetricia e ginecologia dell’ospedale «Santissima Annunziata».

Nell’agosto del 2004 giunsero all’Asl di Taranto, alla direzione amministrativa dell’ospedale Giannuzzi di Manduria e all’ordine dei nedici di Taranto alcune raccomandate i cui indirizzi erano scritti a mano con caratteri a stampatello e con all’interno una lettera a firma apocrifa di un medico del reparto di ginecologia che accusava il dottor Presicci di aver compiuti reati, come l’abuso di ufficio, la violenza privata ed altri ancora.

Le indagini svolte dall’ordine dei medici e dalla direzione dell’Asl accertarono che la firma apposta in calce alla lettera era di una persona inesistente e che i fatti attribuiti al dottor Presicci erano del tutto insussistenti.

Il medico, assistito dall’avv. Antonio Raffo, decise così di presentare una dettagliata querela nei confronti degli ignoti autori delle accuse infondate che, peraltro, attraverso l’apertura delle indagini amministrative gli avevano impedito di ottenere la nomina a primario facente funzioni del reparto di ostetricia e ginecologia del «Santissima Annunziata».

Le indagini, svolte dal sostituto procuratore Filomena Di Tursi, accertarono, attraverso l’acquisizione di alcune cartelle cliniche del reparto di ginecologia del nosocomio ed attraverso alcune consulenze tecniche, che la grafia che aveva stilato gli indirizzi sulle buste spedite con raccomandate agli enti pubblici era di suor Rosa, che peraltro si è sempre proclamata innocente.

La religiosa, assistita dall’avv. Adelaide Uva, è finita così sotto processo, fino alla condonna, emessa dal giudice La Marca che ha ritenuto suor Rosa responsabile dei reati a lei ascritti, condannandola come detto a 2 anni e 6 mesi di reclusione, oltre che al risarcimento dei danni in favore del dottor Vincenzo Presici ed al rimborso delle spese sostenute dal professionista per la costituzione di parte civile.

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