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«Foggia, l'azienda Amica ha evaso 22 milioni al fisco»

«Foggia, l'azienda Amica ha evaso 22 milioni al fisco»
FOGGIA - Negli ultimi tre anni l’«Amica», l’ex azienda municipalizzata foggiana che si occupa della raccolta dei rifiuti, avrebbe evaso 22 milioni di euro. Lo sostengono i finanzieri del nucleo di polizia tributaria che hanno denunciato 11 persone, per lo più componenti di un paio di consigli d’amministrazione: i «boc» comunali, l’Amica li avrebbe utilizzati non per investimenti, ma per pagare stipendi e fornitori. Il rapporto delle Fiamme Gialle inviato anche alla Corte dei conti.

18 Dicembre 2009

FOGGIA - Una presunta frode fiscale da 22 milioni d’euro, che sarebbe stata attuata da dirigenti dell’ex azienda municipalizzata foggiana «Amica» che si occupa della raccolta rifiuti, è stata scoperta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza che ha denunciato alla Procura foggiane 11 persone. Nel comunicato stampa diffuso ieri mattina dal comando provinciale delle Fiamme Gialle si parla di «un’evasione fiscale per oltre 22 milioni di euro. 

Nel dettaglio i militari hanno accertato che l’impresa ha sottratto base imponibile Irap (imposta regionale sulle attitià produttive) per 18 milioni di euro; evaso un milione di euro di Ires; evaso 800mila euro di Iva; inottemperato al versamento di ritenute fiscali per oltre 2 milioni di euro; destinato irregolarmente contributi pubblico comunali, vincolati ad investimenti produttori, a ordinari costi di esercizio».

L'ex azienda municipalizzata al centro delle indagini della Guardia di finanza è l’«Amica spa» (raccolta e trasporto rifiuti), il cui socio unico è il Comune di Foggia. Le 11 persone denunciate sarebbero componenti di almeno un paio di consigli di amministrazione. Oltre che alla Procura della Repubblica di Foggia, il fascicolo delle indagini è stato trasmesso alla Corte dei conti per eventuali iniziative finalizzate al recupero del denaro.

Sei mesi fa la Tributaria avviò d’iniziativa una verifica fiscale all’Amica, come aveva già fatto in passato per altre due ex aziende municipalizzate, Ataf (trasporti urbani) e Amgas. All’attenzione dei finanzieri sarebbero finiti i bilanci dell’Amica dal 2007 ad oggi. Secondo la tesi delle Fiamme Gialle in quei bilanci sarebbero stati indicati costi sopportati dall’azienda che non sarebbero però deducibili (quali le spese per lavori alla discarica di Passo Breccioso); mentre sarebbero stati omessi una serie di ricavi che andavano tassati. Da qui si arriva alla presunta evasione fiscale di 18 milioni nel triennio. Un altro capitolo degli accertamenti della Polizia tributaria ha riguardato i «boc», buoni ordinari comunali, che il Comune diede all’«Amica». I «boc» - dice sostanzialmente la Guardia di Finanza - sono destinati a investimenti, mentre l’azienda foggiana ne avrebbe utilizzato una parte per pagare debiti, stipendi e fornitori. Quanto ai 2 milioni di ritenute fiscali non versati allo Stato, si tratterebbe delle trattenute sugli stipendi.

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