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In Puglia e Basilicata

Inchiesta Cavallari dopo 14 anni in 31 vengono assolti

Inchiesta Cavallari dopo 14 anni in 31 vengono assolti
BARI - Quattordici anni dopo gli arresti, si è concluso con la conferma delle assoluzioni disposte in primo grado il processo d'appello a 31 imputati - soprattutto presunti appartenenti al clan Capriati - accusati di associazione mafiosa e coinvolti nell'operazione chiamata 'Speranzà che coinvolgeva la gestione delle cliniche Cavallari a Bari e che nel marzo del 1995 portò all'arresto di decine di persone. Tra gli indagati anche gli ex ministri Vito Lattanzio (Dc) e Rino Formica (Psi), accusati di corruzione e illecito finanziamento ai partiti.

17 Dicembre 2009

BARI - Quattordici anni dopo gli arresti, si è concluso con la conferma delle assoluzioni disposte in primo grado il processo d'appello a 31 imputati - soprattutto presunti appartenenti al clan Capriati - accusati di associazione mafiosa e coinvolti nell'operazione chiamata 'Speranzà che nel marzo del 1995 portò all'arresto di decine di persone. Tra gli indagati anche gli ex ministri Vito Lattanzio (Dc) e Rino Formica (Psi), questi ultimi accusati di corruzione e illecito finanziamento ai partiti.

Quasi tutti gli imputati del processo 'Speranzà, tra cui Lattanzio e Formica, sono stati assolti nel corso degli anni da tutte le accuse. Unico condannato resta l'ex 'Re Midà della sanità privata in convenzione con la Regione Puglia, Francesco Cavallari.

Questi, subito dopo essere stato arrestato, patteggiò una pena a 22 mesi di reclusione per associazione mafiosa, corruzione ed altri numerosi reati. Per effetto della pena inflittagli subì un sequestro patrimoniale di circa 350 miliardi di lire. Poichè tutti i presunti componenti l'associazione mafiosa sono stati ora assolti 'perchè il fatto non sussistè - ipotizzano fonti forensi baresi - quando la sentenza diventerà definitiva Cavallari potrebbe chiedere la revisione del processo per la condanna per associazione mafiosa il cui presupposto è l'esistenza di almeno altri tre colpevoli certi. 

Secondo le stesse fonti è invece da escludere che attraverso la revisione del processo Cavallari possa ottenere la restituzione dei beni confiscati. Sull'ipotesi di una richiesta di revisione restano invece perplesse fonti giudiziarie baresi. Il processo d'appello è stato definito con forte ritardo anche a causa della dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge Pecorella.
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