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In Puglia e Basilicata

Sui sette capodogli morti nessuna indagine. Perchè?

Sui sette capodogli morti nessuna indagine. Perchè?
FOCE VARANO - Di vertice in vertice, ma i capodogli (stimati in centoquarantamila chili di carne) ormai in decomposizione sono sempre lì, disseminati lungo 10 chilometri di battigia tra Capojale e Foce Varano dove spiaggiarono sette giorni fa. E lì si accentuano anche i misteri su una strage che resta almeno fino ad oggi incompresibile ma sulla quale sorprendetemente nessuno indaga.
• Sia fatta luce sulla strage dei moby dick - di CARLO BOLLINO

17 Dicembre 2009

FOCE VARANO - Di vertice in vertice, ma i capodogli (stimati in centoquarantamila chili di carne) ormai in decomposizione sono sempre lì, disseminati lungo 10 chilometri di battigia tra Capojale e Foce Varano dove spiaggiarono sette giorni fa. E lì si accentuano anche i misteri su una strage che resta almeno fino ad oggi incompresibile ma sulla quale sorprendetemente nessuno indaga.

Dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucera, quella competente per territorio, confermano: non è stata avviata alcuna inchiesta. Il capo dell’ufficio, dottor Massimo Lucianetti non vuole pronunciarsi, ma lascia intendere che l’ufficio non è stato investito del caso. Come dire che non c’è stata alcuna denuncia e poiché non sono ravvisabili ipotesi di reato non c’è neppure alcuna indagine incorso. La possibilità che possa indagarsi per disastro ambientale, quello che ha provocato la morte da 7 capodogli, specie a rischio di estinzione protetta da 4 convenzioni internazionali, non sembra al momento essere presa in considerazione. Al contrario, ad oggi la questione viene considerata «prettamente sanitaria» ed è perciò nelle mani di dirigenti dell’Asl e del ministero dell’ambiente.

Eventuali approfondimenti giudiziari vengono quindi rimandati ad un secondo momento, probabilmente tra una quarantina di giorni, quando saranno trasmessi gli esiti delle autopsie eseguite sui capodogli spiaggiati sui quali sono stati fatti dei prelievi. Il tutto è ora nelle mani del ministero dell’Ambiente che si avvale della consulenza di esperti e docenti universitari. Saranno quei risultati che determineranno eventualmente l’interessamento della Procura. Ovviamente si è portati ad escludere che i cetacei siamo morti per malattia.

Intanto stamane è previsto nella prefettura di Foggia un nuovo incontro della sottocommissione tecnico-scientifica che dovrà esaminare l’idoneità di un sito individuato nel comune di Cagnano Varano ad accogliere i resti di sei dei sette cetacei. L'assessore provinciale all’Ambiente, Stefano Pecorella, che coordina il lavori della commissione, ha riferito che nella riunione saranno presentate le indagini eseguite sul sito e, se la località dovesse essere ritenuta idonea, si potranno avviare le operazioni di rimozione e di interramento. Si valuterà in particolare la idoneità del terreno attarverso una perizia geologica, per valutare la profondità della falda acquifera e il pericolo di un inquinamento in caso di inumazione. I sette cetacei, dalle cui carcasse sono state già asportate e incenerite le viscere, saranno probabilmente sezionati per facilitarne il trasporto. Le operazioni, sotto la direzione del prof.Nicola Zizzo dell’istituto di medicina veterinaria dell’Università di Bari, dovranno essere eseguite in modo da consentire la ricomposizione degli scheletri scarnificati una volta ultimato il processo di decomposizione. Diversi musei italiani hanno già fatto richiesta di ottenere gli scheletri. Uno di questi è quello di Trento che si è detto disposto a ritirare a proprie spese una delle sette carcasse.

Per le operazioni di rimozione e smaltimento il ministero dell’Ambiente ha già messo a disposizione tra 100 e 150mila euro.

I

[e.t.]

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