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In Puglia e Basilicata

Brindisi, i lavori domestici?  «Faccende» da uomini

Brindisi, i lavori domestici?  «Faccende» da uomini
di PIERLUIGI POTÌ 
Sarà perché i tempi cambiano o perché trovare un lavoro è difficile, sono sempre più gli uomini che si inventano casalinghi. Ben 41 sono i brindisini iscritti all’associazione che li raggruppa. Intorno al fenomeno, sono nate tante curiose iniziative, tipo quella che prevede l’organizzazione di corsi di psicologia del lavoro domestico
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17 Dicembre 2009

di PIERLUIGI POTÌ 

Che il fenomeno trascenda da pari opportunità sempre più ambite, da nuovi modelli familiari o, ancora, dalla difficoltà di reperire un lavoro, non si sa. Quel che è certo è che di... fenomeno, comunque, si tratta. Del resto, come altrimenti si potrebbe spiegare il fatto che, attualmente - secondo una stima dell’Inail - esistono in Italia quasi 50mila “casalinghi” dichiarati? ! ? Uomini, cioè, dediti alla cura delle faccende domestiche (e di eventuali figli), simboli tangibili di una società in continua evoluzione? Il dato è sorprendente, ma solo sotto l’aspetto numerico: il casalingo, in effetti, quasi non fa più... notizia, talmente la “mansione” si è sviluppata in questi ultimi anni. Dal 2003, addirittura, esiste anche l’Associazione Uomini Casalinghi (con sede a Pietrasanta, in provincia di Lucca) che raggruppa ben 5.386 iscritti, di cui oltre il 50% residenti nel sud Italia (a conferma che nel meridione la famiglia si “vive ” e conta molto di più rispetto al nord). 

Nella provincia di Brindisi, gli iscritti sono 41: 16 risiedono nel capoluogo, 7 ad Ostuni, 6 a Fasano, 5 a Francavilla, 3 a Mesagne e 2 a Latiano e Ceglie. Un riscontro già significativo, ma destinato ad aumentare ancor più, laddove si consideri che, appena tre anni fa, i tesserati erano appena 7. Ma come è nata l’idea di associare i casalinghi d’Italia e quali finalità si prefigge di raggiungere l’organismo? «In verità - spiega al riguardo Fiorenzo Bresciani, presidente e fondatore dell’Asuc - l’idea mi è balenata in mente agli inizi degli anni ‘90 (anche se solo dieci anni dopo l’abbiamo formalizzata con l’elaborazione di uno statuto e la creazione di un sito internet). All’epoca, gestivo un’attività commerciale sino a quando problemi di vario genere mi hanno indotto a vendere la licenza. Rimasto a casa, non essendo il tipo da restare... con le mani in mano, ho iniziato a svolgere le prime faccende domestiche, scoprendo non solo di avere una certa dimestichezza, ma anche una vera e propria... passione». 

«D’intesa con mia moglie (che naturalmente lavora) - aggiunge - ho deciso di intraprendere questa strada e, successivamente, di creare l’associa - zione allo scopo di far riscoprire agli uomini il piacere di appropriarsi di attività che, per falsi luoghi comuni, vengono considerate poco dignitose per un vero maschio, ma che nella realtà portano a sviluppare maggiormente gli “attributi” di un uomo». 

Non è vera, dunque, la frase “da uomo macho a uomo... mocio”? «Assolutamente - risponde Bresciani -; la virilità non si perde di certo. Anzi, poichè la partner è più serena e tranquilla, ne guadagna anche l’eros e vi posso assicurare anche che... si divorzia molto meno». 
Chi è il casalingo-tipo? «In genere - dice - ha più di 40 anni, per lo più è sposato (ma non mancano i single) ed è perfettamente consapevole dell’importanza del suo ruolo nella casa. La dimestichezza nei lavori domestici, poi, si acquisisce pian piano (all’inizio lo si fa più per necessità, solo dopo subentra la passione), anche grazie a corsi e master che organizziamo periodicamente». 
n’ultima domanda: dove l’uomo riesce meglio e dove peggio? «In cucina è un... fuoriclasse - conclude -, mentre l’ostacolo più duro, in genere, è rappresentato dalla lavatrice».
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