Mercoledì 17 Agosto 2022 | 09:10

In Puglia e Basilicata

Tributi Italia, in Puglia  un crac da 9 milioni

Tributi Italia, in Puglia  un crac da 9 milioni
Tributi Italia, la società di riscossione cancellata dall’Albo Ministeriale dei soggetti abilitati all’accertamento dei tributi locali presso il Dipartimento delle Finanze, ha provocato una vera e propria stangata per i comuni pugliesi e lucani. Ammonta, infatti, ad oltre 9 milioni di euro il debito accumulato dai 16 Comuni pugliesi sinora monitorati e a 2,4 milioni quello dei 3 Comuni lucani, ma il crac è destinato ad aumentare. La società, in pratica, riscuote ma non riversa, provocando in tutta Italia un «buco» già accertato di circa 90 milioni di euro

17 Dicembre 2009

Tributi Italia, la società di riscossione cancellata dall’Albo Ministeriale dei soggetti abilitati all’accertamento dei tributi locali presso il Dipartimento delle Finanze, ha provocato una vera e propria stangata per i comuni pugliesi e lucani. Ammonta, infatti, ad oltre 9 milioni di euro il debito accumulato dai 16 Comuni pugliesi sinora monitorati (nell’infografica a destra) e a 2,4 milioni quello dei 3 Comuni lucani, ma il crac è destinato ad aumentare. Altri 7 comuni pugliesi (Vico, Tricase, S. Giovanni Rotondo, Mottola, Locorotondo, Giovinazzo e Canosa) hanno denunciato le mancate entrate, insieme ad un Comune lucano (Lauria), ed ora le carte (e i relativi debiti) sono al vaglio delle Procure. 

Infografica Tributi ItaliaIl semaforo rosso alla società è arrivato nei giorni scorsi dal Ministero delle Finanze, attraverso una delibera «che pone fine ad una vicenda davvero incredibile» denuncia il deputato del Pd, Ludovico Vico, promotore di una interrogazione parlamentare e cofirmatario della risoluzione della Commissione Finanze della Camera. Il provvedimento arriva infatti dopo le denunce di molti comuni (135 quelli sinora monitorati in Italia, di cui 23 in Puglia e 4 in Basilicata, ma Tributi Italia ha un «portafoglio clienti» pari a 498 Comuni italiani) che, dopo aver affidato il servizio di riscossione alla società, non vedevano arrivare nelle loro casse le entrate derivanti da Ici, Tarsu, Tosap etc. 

La società, in pratica, riscuoteva ma non riversava, provocando in tutta Italia un «buco» già accertato di circa 90 milioni di euro. «La Commissione ha posto fine a una depredazione sistematica delle casse di tanti enti locali italiani - spiega Vico - ma resta ancora da accertare il quadro di complicità e coperture istituzionali e personali che hanno permesso a questa azienda di agire indisturbata dal lontano 1999». 
Ora il Governo - prosegue il parlamentare del Pd - dovrà dare risposte al tavolo tecnico chiesto dall’Anci, chiarendo sia i termini del risarcimento per i Comuni coinvolti sia il futuro occupazionale dei circa mille dipendenti, che non percepiscono stipendi da agosto e non risultano nelle categorie protette dagli ammortizzatori sociali. 

«Intanto molti Comuni - precisa Vico - non riescono ad incassare le polizze fideiussorie presentate da Tributi Italia a garanzia dell’adempimen - to dei contratti». La Giunta regionale, inoltre, due mesi fa ha revocato il provvedimento di ammissione ad un finanziamento di 3,6 milioni nei confronti della società, ma il consigliere regionale Piero Manni ora chiede chiarezza. «Come è stato possibile che l’assessorato allo Sviluppo economico (l’Ufficio attuazione investimenti e il Servizio ricerca e competitività) e Puglia Sviluppo Spa hanno concluso - chiede - un’istruttoria su Tributi Italia «con esito positivo» e hanno riconosciuto la «affidabilità del soggetto proponente»?. [b. mart.]
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725