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Bond, la Finanza ispeziona sede Acquedotto a Bari

Bond, la Finanza ispeziona sede Acquedotto a Bari
BARI - La Guardia di Finanza nella sede dell'Aqp. Nel mirino delle fiamme gialle il bond sottoscritto nel 2004 con Merril Lynch. L’obiettivo dell’operazione finanziaria era approvvigionarsi di capitali per finanziare nuovi investimenti: 165 milioni di sterline.

16 Dicembre 2009

di Giovanni Longo

BARI - La Guardia di Finanza nella sede dell'Aqp. Nel mirino delle fiamme gialle il bond sottoscritto nel 2004 con Merril Lynch. L’obiettivo dell’operazione finanziaria era approvvigionarsi di capitali per finanziare nuovi investimenti: 165 milioni di sterline.

La Procura di Bari ha aperto un'inchiesta, al momento solo conoscitiva, sia sulle modalità che portarono l'azienda allora guidata da Francesco Divella ad emettere il prestito obbligazionario, sia sulla transazione sottoscritta la scorsa primavera tra Aqp e Merril Lynch per rinegoziare il bond. L’ipotesi di reato è truffa. Al momento non ci sono indagati.

La vicenda è complessa. Per poter restituire i 165 milioni di sterline, Aqp stipula un contratto derivato e costruisce un fondo di ammortamento nel quale, ogni sei mesi, finiscono 8,9 milioni di euro.

L’accordo prevede che Merril possa utilizzare quei soldi per investirne il 30% in titoli di Stato e il 70% in obbligazioni, scelte da un paniere «particolare»: quello del settore automotive, in cui spiccano aziende all’epoca sull’orlo del crac come General Motors. Il fondo di ammortamento serve a raccogliere i soldi con cui alla fine del contratto Aqp deve ripagare il prestito: ne consegue che se le obbligazioni acquistate da Merril perdono valore, spetta all’Acquedotto ripianare la differenza. Proprio per questo a marzo 2007 Aqp ha fatto causa alla banca americana.

La transazione firmata la scorsa primavera ha rinegoziato i termini del contratto: ora Merril può investire i soldi del fondo di ammortamento solo in titoli di Stato. Ma i termini dell’accordo sono coperti da clausola di riservatezza «Per la transazione - si limitò a dire l’ad Monteforte - abbiamo speso meno dei 13,1 milioni accantonati in bilancio a fondo rischi».

Anche questi passaggi, relativi alla transazione sono finiti nel mirino del pm che vuole vedere chiaro anche sulle modalità con cui, nel 2004, si giunse alla sottoscrizione del bond. Il nucleo di polizia tributaria ha lavorato per tutta la giornata di lunedì ad acquisire documenti relativi all’operazione finanziaria.

Intanto, procede l’altra indagine della procura di Bari su un altro bond, questa volta emesso dalla Regione Puglia nel 2003 a copertura dei debiti della sanità. Il pm Francesco Bretone ha affidato agli investigatori della Guardia di finanza il compito di raccogliere informazioni, atti e documenti sulla vicenda del prestito obbligazionario ventennale contratto dalla Regione Puglia circa sei anni orsono.

Il lancio sul mercato internazionale dei capitali di un prestito obbligazionario di 860 milioni di euro contratto con diversi istituti, tra cui anche Merrill Lynch, nel giro di sei anni avrebbe aperto un buco «virtuale» pari a 165 milioni di euro.

Il magistrato inquirente ha affidato al commercialista barese Massimiliano Cassano, tra i periti di fiducia della Procura di Bari, il compito di analizzare le procedure adottate per giungere alla sottoscrizione del bond. A giorni depositerà la sua perizia.

Nell’ambito di questa inchiesta, nelle scorse settimane, sono state sentite come persone informate sui fatti Rocco Palese (Pdl), all’epoca assessore regionale al bilancio, e due dirigenti dell’assessorato.

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