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In Puglia e Basilicata

C'è un rifugio antiaereo sotto la piazza di Monopoli

C'è un rifugio antiaereo sotto la piazza di Monopoli
di EUSTACHIO CAZZORLA
Breve viaggio nella Monopoli sotterranea, assieme agli assessori ai Lavori pubblici Alberto Pasqualone e l'assessore all'Agricoltura Domenico Zaccaria, e professionisti delle esplorazioni speleologiche. Da un tombino si accede al rifugio antiaereo, un dedalo di corridoi dotato di servizi e di un cisterna d'acqua. Ora il Comune vuole recuperarlo e renderlo fruibile

16 Dicembre 2009

MONOPOLI - Pasqualone e Zaccaria alzano il tombino della storia e si calano fra i meandri dell'antico rifugio antiaereo (Il Ricovero) costruito fra le due guerre sotto piazza Vittorio Emanuele, meglio nota come «Il borgo». È un dedalo di corridoi che a volte s'intersecano, costruiti secondo un rigido schema che richiama alla fruibilità del posto in tempo di guerra. 

DOPO OLTRE 60 ANNI - Con gli assessori ai Lavori pubblici Alberto Pasqualone e l'assessore all'Agricoltura Domenico Zaccaria, fra gli altri, anche professionisti delle esplorazioni speleologiche (Giampaolo Pinto e Marilena Rodi del Gruppo Puglia Grotte della vicina Castellana), il prof. Raffaele Santo del Csi, Centro speleologico Ipsiam, il preside dell'Ipsiam Martino Cazzorla (speleologo anch'egli), il maresciallo Michele Lafronza per il Comando della polizia municipale, il consigliere comunale Franco Le ggero e Giuseppe Di Palma, l'architetto che nel 1980 eseguì le prime discese dopo 40 anni nel rifugio, in quanto direttore dei lavori della ripavimentazione della piazza con l'allora sindaco Walter Laganà. 

IL RICOVERO - Oltre il tombino da cui è stata effettuata la discesa, all'angolo Casa del caffè, al gruppo subito si è aperta una tripla scalinata ampia, ma ricoperta dalle radici degli alberi sovrastanti, che si raggomitola verso il basso. Cinque se non 6 metri sotto il piano di calpestio e si è subito in questo lungo corridoio che sgomita nel tufo polveroso sottostante. Ai due lati, ampi scalini in funzione di panche dove far stazionare la gente durante l'allarme del bombardamento. 

Il soffitto è alto e curvo, permette una buona areazione e non mancano degli stretti corridoi laterali, anche servizi igienici alla turca, prese d'aria in verticale (ora chiuse) e una stanza per la riserva idrica proprio al di sotto dell'unico albero che manca nella scansione delle aiuole, alle spalle dell'edicola Todisco, dove ora c'è un palo della luce e una grata. 

LA CISTERNA - Sotto il pavimento sottostante, quella struttura a campana è un antico pozzo poi riutilizzato come riserva d'acqua e deposito di viveri. A conferma che prima dell'urbanizzazione 800esca il Borgo era l'Orto delle Pile (delle fontane) perché qui si raccoglievano le acque che scendevano dai colli. Gocciolano ancora in profondità, dalla tendina di radici che penzolano dal soffitto polveroso, come i Rifugio antiaereo a Monopoli - foto Eustachio Cazzorlamuri, nell'intricato reticolo del Ricovero, dove non solo il corpo si perde, ma anche la mente ritorna indietro nella storia. 

La conferma dalla incisione su una parete «vinceremo», «w il re» e quel «25/07/1945» la data delle dimissioni di Mussolini dopo la mozione di sfiducia del Gran Consiglio del fascismo. 

IL PARCHEGGIO - Pasqualone spiega perché l'amministrazione comunale ha deciso di fare questa prospezione «per verificare lo stato di conservazione del rifugio al fine di un eventuale recupero e conseguente valorizzazione del sito». 

Concorda Zaccaria che è assolutamente convinto di riaprire, in futuro, quegli spazi alla fruibilità della gente. Un nuovo volto della «Monopoli sotterranea». Una pietra tombale sul vecchio project financing che risale all'ultima gestione Laganà, che prevedeva un parcheggio sotterraneo. Ora impossibile. Sopra la storia.
di EUSTACHIO CAZZORLA
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