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In Puglia e Basilicata

Salento: ospedali sotto accusa, errori  attese, ineducazione

Salento: ospedali sotto accusa, errori  attese, ineducazione
di ALBERTO NUTRICATI 
I cittadini e l’ospedale, un rapporto spesso difficile e conflittuale. E quando le cose non vanno i cittadini si rivolgono al Tribunale per i diritti del malato denunciando non solo casi di malasanità ma anche tutte le difficoltà (ed i soprusi) che si incontrano in corsia. Tutte queste denunce fanno parte dei report sulle attività svolte dal Tribunale per i diritti del malato nel primo semestre del 2009
• A Casarano troppe barriere architettoniche
• Gallipoli, una impresa poter utilizzare i servizi disponibili
• A Nardò carenza di informazioni e l’utente non sa cosa fare
• IL COMMENTO - Il vero problema? I rapporti umani

15 Dicembre 2009

di ALBERTO NUTRICATI 

LECCE - I cittadini e l’ospedale, un rapporto spesso difficile e conflittuale. E quando le cose non vanno i cittadini si rivolgono al Tribunale per i diritti del malato denunciando non solo casi di malasanità ma anche tutte le difficoltà (ed i soprusi) che si incontrano in corsia. Tutte queste denunce fanno parte dei report sulle attività svolte dal Tribunale per i diritti del malato nel primo semestre del 2009 nel «Fazzi» e negli altri ospedali della Provincia in cui è attivo il movimento e che sono stati resi pubblici dal Tdm. 

Il report relativo al «Vito Fazzi» è stato redatto da Alessandro Finisguerra, volontario incaricato, Francesca Branca e Maria Mallardi, volontarie di accoglienza sanitaria. «I servizi offerti da questo Tribunale per i Diritti del Malato-Cittadinanzattiva, sede di Lecce - spiegano - sono sostanzialmente rivolti alla tutela dei diritti dell’utenza, dal punto di vista sanitario, assistenziale, pubblico e privato. Il nostro fine ultimo è quello di fornire a tutti coloro che si rivolgono a questo ufficio, supporto e assistenza nella risoluzione di piccoli e grandi problemi e il superamento di ostacoli di vario genere e natura, che si frappongono tra il malato e i suoi effettivi diritti, visti gli astrusi meccanismi legislativi e procedurali, che ne impediscono il pieno riconoscimento». I casi rilevati nel primo semestre del 2009 sono stati 88. 

Le segnalazioni giunte dall’utenza del presidio ospedaliero di Lecce riguardano disfunzioni, lamentele e denunce di servizi sanitari territoriali. Le segnalazioni sono state suddivise in tre grandi categorie: accessibilità, adeguatezza e fruibilità. Nell’accessibilità rientrano questioni quali le difficoltà nella fruizione dei servizi, che per il Fazzi hanno costituito il 98 per cento dei casi relativi a questa macro-categoria, problemi nell’applicazione del Drg (2 per cento) ed ostacoli nell’acquisizione dei farmaci (0 per cento). In ben 31 casi, sugli 88 totali, si lamentano attese spropositate e lunghe liste d’attesa. Altri otto hanno denunciato errate prestazioni ospedaliere e ambulatoriali e sette persone hanno evidenziato problemi circa l’esenzione ed il pagamento ticket. Sono stati in quattro a denunciare difficoltà d’accesso a prestazioni assistenziali, in tre ad additare una mancanza di servizi ed in due a mettere in luce carenze informative sulle strutture esistenti. Si è registrata inoltre una denuncia per dimissioni forzate, ingiustificate e premature ed una per rimborsi. 

Per quel che concerne l’adeguatezza, i casi registrati rientrano in sotto-categorie, come il comportamento del personale (50 per cento delle segnalazioni), le condizioni ed il funzionamento dei servizi (33 per cento), le diagnosi e la terapia (17 per cento). In questo ambito il maggior problema sembra essere attinente al comportamento dei medici (10 segnalazioni sulle complessive 26 relative all’ade guatezza). In tre casi si sono denunciati errori terapeutici ed in altri tre una mancata consegna del referto.Ma nella casistica rientrano anche la modifica di terapia (2 segnalazioni), la modalità di funzionamento (2), gli errori generici (1), il comportamento degli infermieri (1) ed il trattamento degli utenti (1). In relazione alla fruibilità dei servizi sanitari, le problematiche relative alle barriere architettoniche coprono il 57 per cento delle segnalazioni ed i servizi di sostegno coprono il 43 per cento dei casi denunciati. Non sono giunte segnalazioni sui servizi di integrazione scolastica o sul servizio di trasporto per disabili. 

Gioverebbe a questo punto estendere lo sguardo all’intero territorio provinciale, in modo tale da riuscire a leggere in modo comparativo i dati relativi ai vari presidi ospedalieri della Asl leccese monitorati dal Tdm. In relazione all’accessibilità, i casi registrati nel presidio leccese assorbono il 58 per cento del totale. Segue Casarano con il 16 per cento, Gallipoli con il 13, Nardò con l’11 e Galatina con il 2. La classifica cambia in riferimento all’adeguatezza. In questo caso Nardò conta il 33 per cento dei casi, Lecce il 30, Gallipoli il 21, Casarano il 16. Galatina non compare affatto in questa graduatoria. Per quanto concerne la fruibilità vengono ristabilite le gerarchie, con Lecce che si attesta al 35 per cento, Gallipoli al 40, Casarano al 15, Nardò a 10. Ancora una volta Galatina è assente.
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