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In Puglia e Basilicata

Treni lumaca in Puglia Ferrarese mobilita le Province Adriatiche

Treni lumaca in Puglia Ferrarese mobilita le Province Adriatiche
“L’Italia resta un Paese a due velocità. Al Nord si viaggia a trecento chilometri orari grazie a treni ad alta velocità mentre da Napoli in giù i treni procedono ad una media ‘teorica’ di settanta chilometri orari a bordo di carrozze vecchie e sporche. Lo afferma il Presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, il quale ha invitato i Presidenti delle Province della fascia adriatica (la più danneggiata dai tagli del trasporto ferroviario) a partecipare ad un vertice per dar vita ad una mobilitazione unitaria finalizzata a risolvere questo problema che condiziona lo sviluppo delle regioni interessate.
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14 Dicembre 2009

“L’Italia resta un Paese a due velocità. Al Nord si viaggia a trecento chilometri orari grazie a treni ad alta velocità mentre da Napoli in giù i treni procedono ad una media ‘teorica’ di settanta chilometri orari a bordo di carrozze vecchie e sporche. E così, mentre dalla Puglia si continuano ad impiegare dodici ore di media per raggiungere le grandi città del Nord, Trenitalia domenica scorsa ha annunciato con orgoglio che da Firenze occorrono soltanto 37 minuti per raggiungere Bologna, un’ora e mezza per Milano, due ore e mezza per Torino, due ore per Venezia e un’ora e mezza per Verona. Ed a ciò va aggiunto che Roma e Milano saranno collegate con 44 treni veloci al giorno”. 

Lo afferma il Presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese a commento dei dati forniti da Trenitalia sull’introduzione di nuovi collegamenti veloci. 

Ferrarese, pertanto, si chiede il perché ad una parte dell’Italia è consentita la sfida dello sviluppo grazie ai nuovi treni veloci, mentre al Sud i pugliesi continuano ad essere umiliati dovendo viaggiare su treni da terzo mondo e con tariffe altissime rispetto alla qualità del servizio offerto. 

Ed ancora, “perché – continua Ferrarese – dobbiamo accettare inermi un sempre più grave isolamento economico e sociale mentre le altre regioni, grazie all’Alta Velocità, si sono trasformate in un’unica grande area economica potendo unire quasi fisicamente anche le più importanti aree commerciali? 

Perché bisogna accettare gli annunci di Trenitalia sui settanta treni veloci che collegano Roma a Bologna (tra ‘freccia rossa’ e ‘freccia argento’), sugli otto nuovi collegamenti veloci tra Firenze e Milano mentre noi siamo stati costretti a subire i tagli sulla tratta Lecce Torino? Insomma, perché in questa corsa verso il futuro non compare il nostro territorio? Perché nessuno si indigna – prosegue Ferrarese – quando Trenitalia sottolinea una riduzione del tempo di percorrenza tra Bari e Bologna quando in realtà non è cambiato nulla rispetto a prima? E perché dovremmo essere felici del fatto che al Nord i treni sfidano l’aereo mentre i salentini che vanno nel Settentrione sono costretti a scendere a Bari e a Bologna per proseguire il viaggio?” 

Nell’attesa di ricevere queste risposte dal Governo nazionale e da Tranitalia il Presidente della Provincia di Brindisi, già protagonista di altre battaglie per la modernizzazione e la competitività del territorio brindisino, a partire da quella riguardante il trasporto aereo, ha invitato i Presidenti delle Province della fascia adriatica (la più danneggiata dai tagli del trasporto ferroviario) a partecipare ad un vertice (subito dopo le festività natalizie) per dar vita ad una mobilitazione unitaria finalizzata a risolvere questo problema che condiziona lo sviluppo delle regioni interessate. 

Nel frattempo, Ferrarese, dopo una verifica tecnica sulla fattibilità, ha chiesto ufficialmente interventi migliorativi dal punto di vista tecnologico per poter velocizzare i treni in partenza dal Sud. Il riferimento è a segnali adeguati sulla rete ferroviaria, alla correzione delle curve più pericolose ed alla eliminazione di alcuni rallentamenti. Per fare questo su tutta la linea adriatica occorrono non più di 50 milioni di euro e il risultato consisterebbe nell’aumento della velocità di percorrenza dagli attuali 120 chilometri orari a 180 chilometri orari, con le conseguenze positive che si possono facilmente immaginare. 

“La soluzione della vicenda del trasporto ferroviario – ha concluso Ferrarese – è determinante se si vuole agganciare il treno dello sviluppo limitando gli effetti di un divario tra Nord e Sud che continua a crescere e che di questo passo diventerà incolmabile, con conseguenze nefaste per tutto il Paese. In questa battaglia dovremo essere tutti uniti perché non c’è più tempo da perdere e soprattutto perché è necessario che Governo e Trenitalia si rendano conto degli errori commessi fino ad oggi”.
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