Lunedì 26 Settembre 2022 | 04:17

In Puglia e Basilicata

ELEZIONI POLITICHE 2022

Centrodestra

42,26%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

27,92%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

8,08%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

14,93%

Movimento 5 Stelle

Centrodestra

43,60%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

27,36%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,91%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

14,86%

Movimento 5 Stelle

 

Emiliano: «Nichi ora tocca a te convoca Udc e Idv»

Emiliano: «Nichi ora tocca a te convoca Udc e Idv»
di BEPI MARTELLOTTA 
Il momento di giocare a carte scoperte è arrivato. Michele Emiliano si sfila dalla corsa a governatore della Puglia e rilancia: Nichi ha segnato una svolta nella manifestazione di sabato al Kursaal, ora convochi Udc e Idv perché - se il progetto riesce - sarà lui il candidato naturale e la Regione non tornerà nelle mani di Fitto. «Ho combattuto per la sua ricandidatura sfidando Vendola. oggi la gente mi ferma per strada e mi dice: Miché, fai il sindaco»
• Nel Pd più vicina la ricucitura con Vendola

14 Dicembre 2009

di BEPI MARTELLOTTA 

Il momento di giocare a carte scoperte è arrivato. Michele Emiliano si sfila dalla corsa a governatore della Puglia e rilancia: Nichi ha segnato una svolta nella manifestazione di sabato al Kursaal, ora convochi Udc e Idv perché - se il progetto riesce - sarà lui il candidato naturale e la Regione non tornerà nelle mani di Fitto. 

Sindaco, Vendola lo ha chiamato «fratello» dopo gli equivoci fuorionda e le manovre in consiglio regionale finalizzate a farla candidare. Che ha deciso di fare? Guido una città che ha ancora molto bisogno di me e mi chiede di rimanere sindaco. Mi fermano per strada e mi dicono «Miché, a da fà u’ sindac». È la chiave di un sentimento che non posso non ascoltare. Chiunque sia il candidato governatore, sono molto più forte nel ten tativo di farlo eleggere mantenendo il ruolo di sindaco; se vengo trasformato in candidato, questa forza a me chi la darebbe? Vendola ha finalmente detto, riconoscendo gli errori commessi, che è interessato a costruire la coalizione più ampia possibile con Idv e Udc. È la svolta che aspettavo da settimane, il punto politico fonda mentale cui Nichi aveva rinunciato nel momento in cui si era autocandidato. 

E ora? Ora deve essere conseguente a quello che ha detto, deve subito convocare il tavolo del centrosinistra re gionale e lavorare per costruire la coalizione più ampia con tutti i partiti. Con questo gesto si libererà dal sospetto che qualcuno nel Pd lavori contro la sua candidatura e spinga Idv e Udc a tenere una certa posizio ne. Lo deve fare a livello regio nale. ma deve anche incontrare Di Pietro e Casini assumendo in esclusiva il compito politico che sinora non ha svolto, anteponen do la sua candidatura. Svolgere questo ruolo lo libererà dal sospetto che tutto stia accadendo solo per candidare me. È evidente che se antepone il suo nome, la coalizione è implicitamente saltata perché anche coloro che sono disposti a seguirlo subiscono l’umiliazione dell’aut aut. E il Pd è obbligato a puntare su un altro nome. Quelle condizioni, dopo la manifestazioni di sabato, mi sem brano cambiate. 

Ma a quel tavolo l’Udc potrebbe non sedersi come ha fatto finora, chiedendo ancora che sia lei - e non Nichi - il candidato. Se Vendola assume la direzione politica giusta, avrà il controllo diretto di ciò che accade e sarà in grado di fare scelte nell’interesse della Puglia e del centrosi nistra. È urgente che lui si muova in questa direzione, ogni giorno che passa rafforza il convincimento nell’opinione pubblica che noi abbiamo già perso le elezioni. Se il nome che ne verrà fuori sarà Vendola, sarò felicissimo. Se fosse Emiliano sarei l’uomo più infelice della terra. 

Ci sta dicendo che anche il Pd non è più diviso e si è convinto che Vendola è il candidato giusto? Il Pd sarebbe felice se la chiusura di questo cerchio, che tocca a Vendola disegnare, comportasse la sua candidatura, ma la sua candidatura non può essere la ragione per non chiudere il cerchio. Un uomo politico ragiona così e mi auguro che Nichi lo faccia subito, smettendo le vesti di capo-popolo degli ultimi 20 giorni: un capo-popolo non vince le elezioni e non è in grado di governare anche quando vin ce, come dimostra Berlusconi. 

E se significasse dire addio all’allargamento? Se l’Udc non dovesse sedersi al tavolo, come l’Idv, il proble ma dovrà risolverlo Vendola. Noi, il Pd, gli diamo una mano puntando su un ragionamento: se non allarghiamo non possiamo vincere. Il Pd non ritiene che il nome del candidato presidente assegni la vittoria in tasca, quello che garantisce la vittoria è la costruzione della coa lizione ampia e per far questo non devono esserci pre giudiziali. 

Il sentirsi chiamare «fratello» l’ha convinta ad ab bandonare la corsa? No, Nichi sa benissimo che io per ricandidarlo sono entrato in conflitto con la mozione Bersani, alla quale naturalmente appartenevo, proprio perché sapevo che quella mozione aveva come radice strategica l’allar gamento e lui con il centro moderato non aveva co struito un rapporto positivo. Visto che si dichiara mio fratello, tocca ora a lui spiegare a tutti coloro che mi stanno facendo soffrire sul piano personale qual è la verità. Ma Nichi deve anche prendere atto che quando parla con i suoi fratelli, con Blasi e con me, parla con un partito, l’unico in grado assieme ad altri di dar vita a quella che Casini chiama l’alleanza repubblicana con tro la deriva berlusconiana. Ecco perché siamo ad un momento di svolta: quelle del 2010 non sono solo le elezioni regionali in Puglia, come accadde nel 2005. Sono un appuntamento con la storia. Ed è per questo che dobbiamo stare tutti assieme. 

La Puglia avamposto del fronte? Certo. E chiedo: che alleanza per l’Italia sarebbe se non ci fosse Nichi e tutti coloro che lui ha la respon sabilità di rappresentare, da Giordano a Migliore? Il fallimento dell’allargamento della coalizione in Puglia e la prosecuzione della corsa solitaria di Nichi alle Regionali lo escluderebbero da questo fondamentale progetto a difesa della democrazia e della Costituzione che Berlusconi sta attaccando. È un processo che si completerà con le elezioni del 2013 e Nichi non potrà non candidarsi al Parlamento: la sua rielezione in Puglia lo costringerà a dimettersi due anni prima di fine mandato. 

Sta dicendo che serve un terzo candidato, con lei e Vendola fuori? Tempo fa gli dissi che i suoi risultati amministrativi consentivano la sua ricandidatura, ma dal punto di vista politico non aveva costruito attorno a sé uno schema, un ragionamento, un progetto. Gli errori della politica sono rimediabili in pochi minuti e lui, che ha la capacità di capire prima di altri la direzione giusta, è in grado di rimettere in piedi un quadro che sembrava sino a ieri disgregato. Se il capo della coalizione in ciampa, evitando di fare politica e semplicemente can didandosi, a catena frana tutto il progetto. Capisco la sua volontà di difendere con le unghie e con i denti ciò che abbiamo fatto insieme in questi anni, ma il re quisito per continuare il lavoro in Puglia è rivincere. Il vincitore potrebbe essere un altro e potrebbe scrivere tutto il contrario di ciò che abbiamo fatto .
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