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In Puglia e Basilicata

Fitto: «Io salvato da ingiusto arresto perchè deputato»

Fitto: «Io salvato da ingiusto arresto perchè deputato»
LECCE - «Poiché è crollato l'impianto accusatorio nei miei confronti, ora ci troviamo di fronte ad accuse residue, che poggiano sul nulla. E lo dimostreremo». Il ministro Raffaele Fitto ieri a Lecce da un lato, ha espresso la soddisfazione per il venir meno delle accuse di associazione a delinquere, concussione e falso a proposito dell'inchiesta della Procura di Bari sulla sanità in Puglia; dall'altro, ha ribadito l'amarezza per come sarebbero state condotte le indagini, nella certezza - comunque - che riuscirà a dimostrarsi estraneo anche al reato di corruzione, per il quale è stato rinviato a giudizio.
• I NOMI: Rinviati a giudizio, prosciolti o assolti dell'inchiesta

13 Dicembre 2009

di Fabio Casilli

«Poiché è crollato l'impianto accusatorio nei miei confronti, ora ci troviamo di fronte ad accuse residue, che poggiano sul nulla. E lo dimostreremo nelle fasi processuali successive».

Dai microfoni di una sala dell'hotel Tiziano di Lecce, dove ieri mattina ha convocato i giornalisti, il ministro Raffaele Fitto si è sdoppiato. Da un lato, ha espresso la soddisfazione per il venir meno delle accuse di associazione a delinquere, concussione e falso a proposito dell'inchiesta della Procura di Bari sulla sanità in Puglia; dall'altro, ha ribadito l'amarezza per come sarebbero state condotte le indagini, nella certezza - comunque - che riuscirà a dimostrarsi estraneo anche al reato di corruzione, per il quale è stato rinviato a giudizio.

All'indomani della pubblicazione della sentenza del gup del Tribunale di Bari Rosa Calia Di Pinto, l'ex governatore di Puglia commenta «a mente serena» i pronunciamenti della Giustizia nei suoi riguardi. «Le indagini hanno preso il via nel 2001 e si sono concluse nel 2008 - ha premesso Fitto - La prima udienza è stata fissata per il 2010. Nove anni per poter iniziare un processo, che poi avrà le sue varie fasi, i tre livelli di giudizio. Ma non posso che esprimere soddisfazione per il non luogo a procedere a proposito del reato di associazione a delinquere; reato, per il quale sono stato iscritto nel registro degli indagati nel febbraio del 2005 e sono stati messi sotto controllo tutti i miei telefoni e quelli dei miei collaboratori».

«Un reato - aggiunge - che, per quanto mi riguarda, era anche il più grave: l'essere individuato come il presunto promotore, organizzatore e referente di una organizzazione a delinquere per la gestione delle vicende della sanità in Puglia mi ha creato non pochi imbarazzi e problemi con la mia coscienza».

Il commento più duro del ministro salentino è, però, arrivato sulla conduzione delle indagini. «Sono stato considerato come un soggetto socialmente pericoloso e per questo è stata avanzata anche una richiesta di arresto nei miei confronti - ha ricordato Fitto - Io ho dovuto difendermi in Parlamento. Ma ringrazio i miei avvocati, che hanno passato parecchie giornate in uno sgabuzzino del Tribunale di Bari ad ascoltare queste telefonate, per aver smontato tutte le accuse principali grazie ad un lavoro molto articolato. Sono state effettuate 150mila intercettazioni nei miei confronti, un vero e proprio record a livello nazionale. Ma solo una decina di esse è stata depositata agli atti delle indagini preliminari. Noi abbiamo chiesto la possibilità di ascoltare tutte le telefonate e, dopo un paio di anni, abbiamo ottenuto quello che volevamo. Cosa è emerso dall'ascolto di tuttte le intercettazioni? Il fatto che molte telefonate, ritenute non utili dalla Procura, si sono rivelate molto utili per la difesa perché hanno demolito l'impianto accusatorio. Io ho avuto la possibilità di fare questa battaglia e di attrezzare una difesa con mezzi propri all'altezza. Ma una persona che, invece, non è nelle condizioni di attivare questo meccanismo, deve necessariamente soccombere».

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