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In Puglia e Basilicata

Capodogli spiaggiati morti gli ultimi due Il problema carcasse

Capodogli spiaggiati morti gli ultimi due Il problema carcasse
CAGNANO VARANO - Sono morti entrambi tra la scorsa notte e questa mattina i due capodogli rimasti agonizzanti dei sette spiaggiati tre giorni fa per cause ancora sconosciute lungo il litorale della Foce Varano, tra i comuni di Cagnano Varano e Ischitella. Ieri si era discusso se interrompere l’agonia con una iniezione letale ma il ministero dell’Ambiente si era opposto ad una ipotesi di eutanasia. Per il Wwf Puglia, «la nefasta strage di capodogli lungo le coste del Gargano, fra Cagnano Varano ed Ischitella, dimostra che lo Stato italiano, ed in particolare il ministero dell’Ambiente, non è in grado di affrontare simili emergenze»
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13 Dicembre 2009

CAGNANO VARANO - Sono morti entrambi tra la scorsa notte e questa mattina i due capodogli rimasti agonizzanti dei sette spiaggiati tre giorni fa per cause ancora sconosciute lungo il litorale della Foce Varano, tra i comuni di Cagnano Varano e Ischitella. Ieri si era discusso se interrompere l’agonia con una iniezione letale ma il ministero dell’Ambiente si era opposto ad una ipotesi di eutanasia. 
I cetacei, stretti in uno specchio d’acqua poco profondo, sono morti asfissiati per lo schiacciamento del diaframma. 

Per il Wwf Puglia, «la nefasta strage di capodogli lungo le coste del Gargano, fra Cagnano Varano ed Ischitella, dimostra che lo Stato italiano, ed in particolare il ministero dell’Ambiente, non è in grado di affrontare simili emergenze». E «per evitare future stragi di cetacei il ministero dell’Ambiente si doti al più presto di una Task Force di rapido intervento». 
«Per risolvere con la dovuta tempestività emergenze di questo tipo – è detto – occorrono, infatti, precisi protocolli operativi, personale adeguatamente preparato e investito dell’autorità necessaria per coordinare le operazioni di soccorso, mezzi idonei per effettuare le operazioni di recupero di grossi cetacei che sono estremamente pesanti, dalle 10 alle 20 tonnellate, ma anche estremamente vulnerabili fuori dall’acqua che è il loro elemento naturale». 

Nello spiaggiamento di Varano, l’utilizzo, ad esempio, di mezzi meccanici non idonei, quali le benne, per rimuovere le carcasse – è detto infine – ha determinato lacerazioni dei tessuti con fuoriuscita di sangue e rischi di natura sanitaria, non potendo escludere al momento un’epidemia fra le cause dello spiaggiamento». 

Questa mattina è prevista in prefettura una riunione per risolvere la questione dello smaltimento delle carcasse che diventa urgente tenuto conto che nella zona si è ormai diffuso un forte tanfo dovuto alla decomposizione.
La questione dello smaltimento comporta la soluzione di almeno due problemi. Innanzitutto l’individuazione di un sito idoneo in cui sotterrare le carcasse senza che i processi di decomposizione possano avere effetti negativi sull'ambiente. 

In secondo luogo, bisogna risolvere il problema della rimozione e del trasporto. Le carcasse pesano circa 13 tonnellate ciascuna e sono spiaggiate in una zona litoranea caratterizzata da sabbia e macchia mediterranea difficilmente raggiungibile con automezzi della grandezza e pesantezza idonee al tipo di carico. Alcuni tentativi sono stati fatti con un camion che si è però ribaltato non appena la carcassa è stata caricata. 

Questa mattina inoltre sono stati effettuati i primi prelievi dalle carcasse degli animali spiaggiati. I campioni saranno ora trasportati nei laboratori universitari per le analisi, solo nei prossimi giorni si potranno sapere le cause del contemporaneo spiaggiamento di tanti animali. In giornata verranno eseguiti gli altri esami autoptici.
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