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In Puglia e Basilicata

Sanità, meno fondi a Puglia e Basilicata

Sanità, meno fondi a Puglia e Basilicata
di ALESSANDRA FLAVETTA 
La Puglia, che con i criteri di suddivisione del Fondo sanitario nazionale avanzati dal ministero del Welfare avrebbe avuto un incremento nel 2010 di circa l'1,4% rispetto ai 6 miliardi e 787 milioni ricevuti nel 2009, ha chiuso la trattativa perdendo 6 milioni di euro e portando a casa, per ora, circa 6 miliardi ed 841 milioni. «Ma le cifre non sono ancora definitive», assicura l'assessore alla Sanità Tommaso Fiore. La Basilicata si vede assegnare un miliardo e 22 milioni nel 2010, così limitando la decurtazione di 14 milioni di euro contenuta nel riparto del ministro Sacconi

12 Dicembre 2009

ROMA - Alla fine ha prevalso il senso di responsabilità della Conferenza delle Regioni e la solidarietà verso le Regioni del Sud e la Liguria, che avrebbero ricevuto nel 2010 meno risorse per le prestazioni sanitarie rispetto all’anno precedente. Così, alla 6 del mattino, i governatori e gli assessori regionali alla Sanità, dopo due giorni e due notti di trattativa, hanno trovato l’intesa sul riparto del Fondo sanitario nazionale 2010: 106,2 miliardi (erano 103,7 nel 2009) che le Regioni si sono spartite diversamente rispetto alla proposta avanzata dal governo il 2 dicembre. 

La Puglia, che con i criteri di suddivisione del Fsn avanzati dal ministero del Welfare avrebbe avuto un incremento nel 2010 di circa l'1,4% rispetto ai 6 miliardi e 787 milioni ricevuti nel 2009, ha chiuso la trattativa perdendo uno 0,2% (6 milioni di euro in meno) e portando a casa, per ora, circa 6 miliardi ed 841 milioni. «Ma le cifre non sono ancora definitive – assicura l'assessore alla Sanità Tommaso Fiore – perché bisogna ripartire anche i fondi per la mobilità sanitaria e alla fine dovremmo avere un aumento di 115 milioni rispetto al 2009». 

L'assessore ha avuto più volte la tentazione di rompere, durante la due giorni di confronto, ma alla fine il suo giudizio «non è completamente neg ativo». Molte regioni del Nord, infatti, hanno decurtato parte dell'incremento previsto dal Welfare in base all'aumento demografico certificato dall'Istat e al dimezzamento del coefficiente di anzianità della popolazione, in favore di Calabria, Molise e Basilicata, che altrimenti avrebbero ricevuto meno risorse per la sanità rispetto a quest'anno. Una sorta di «fondo di compensazione» in cui la Lombardia, che si vedeva assegnare dalla proposta Sacconi 560 milioni in più – proprio quando si stava per rompere l'accordo, intorno alle 2 del mattino – ne ha lasciati 60 sul piatto, il Veneto ne ha lasciati 30 e l'Emilia ha messo tutto il suo aumento. 

Fiore si è convinto a chiudere solo quando la Conferenza ha deciso all'unanimità che il fabbisogno sanitario verrà determinato con criteri più rispondenti alle effettive condizioni dei territori sulla razionalizzazione della finanza pubblica e da un soggetto terzo, l'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari. La Basilicata si vede assegnare un miliardo e 22 milioni nel 2010, evitando la decurtazione di 14 milioni di euro contenuta nel riparto del ministro Sacconi, che da lunedì spacchetterà dal suo dicastero la Sanità, per promuovere ministro l'attuale sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio. 

Il presidente Vito De Filippo parla di un «risultato ragionevole» anche se ha perso 4 milioni di euro rispetto al miliardo e 26 milioni ricevuti nel 2009, ma ne ha guadagnati 10 rispetto alla proposta Sacconi.
ALESSANDRA FLAVETTA
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