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«Non sposerai kosovaro»  Padre e fratello rapiscono albanese: liberata a Bari

«Non sposerai kosovaro»  Padre e fratello rapiscono albanese: liberata a Bari
Dopo aver ribadito perentoriamente che “un kosovaro non si sposa”, due cittadini albanesi, padre e fratello della 27enne promessa sposa, l’hanno obbligata con la forza a salire in auto e da una città imprecisata della Svizzera sono giunti a Bari per far rientro in Albania. Nella stazione marittima è però giunta la richiesta internazionale d’arresto delle autorità elvetiche e la polizia di frontiera ha bloccato i rapitori, rinchiusi ora nel carcere di Bari. La giovane donna è partita per la Svizzera, dove lavora in un’agenzia di viaggio

11 Dicembre 2009

BARI - Dopo aver ribadito perentoriamenteche “un kosovaro non si sposa”, due cittadini albanesi, padre e fratello della 27enne promessa sposa, l’hanno obbligata con la forza a salire in auto e da una città imprecisata della Svizzera sono giunti a Bari per far rientro in Albania. Nella stazione marittima è però giunta la richiesta internazionale d’arresto delle autorità elvetiche e la polizia di frontiera ha bloccato i rapitori, rinchiusi ora nel carcere di Bari. La giovane donna è partita per la Svizzera, dove lavora in un’agenzia di viaggio. 

Sulla vicenda non si sono appresi ulteriori particolari, tranne il fatto che le accuse mosse ad Afrim Begalla, di 56 anni e al figlio Lili, di 29, sono di sequestro di persona e privazione della libertà; che il rapimento è stato compiuto lo scorso 9 dicembre e che l’arresto dei due albanesi è avvenuto ieri mattina. 

Sentita dagli investigatori baresi, la promessa sposa avrebbe cercato di minimizzare l’accaduto, che si sarebbe svolto alla presenza di numerosi testimoni, tra i quali il fidanzato.
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