Giovedì 18 Agosto 2022 | 04:09

In Puglia e Basilicata

Foggia, pannelli solari al posto del grano

Foggia, pannelli solari al posto del grano
FOGGIA - Quando è scoppiata la moda energetica, due anni fa, agli agricoltori venivano prospettate possibilità di guadagni extra. Oggi nel pieno di una crisi agricola nazionale, se non europea, l’energia viene vista come un’àncora di salvataggio alla quale aggrapparsi per evitare il fallimento delle aziende. In Capitanata siamo alla resa dei conti. A fine anno si fa il bilancio degli investimenti da effettuare nel prossimo anno e si pagano anche i debiti con banche e fornitori. Quest’anno sarà dura fare l’una e l’altra cosa. Le semine per il grano duro vengono date in picchiata, mentre non si è persa la fiducia di una moratoria sui debiti con l’Inps.
• Via al mega impiantofotovoltaico nel parco del Salento 
• Rollo (Pdl): la giungla del fotovoltaico in Pugliabeneficio o minaccia?

11 Dicembre 2009

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Quando è scoppiata la moda energetica, due anni fa, agli agricoltori venivano prospettate possibilità di guadagni extra. Oggi nel pieno di una crisi agricola nazionale, se non europea, l’energia viene vista come un’àncora di salvataggio alla quale aggrapparsi per evitare il fallimento delle aziende. In Capitanata siamo alla resa dei conti. A fine anno si fa il bilancio degli investimenti da effettuare nel prossimo anno e si pagano anche i debiti con banche e fornitori. Quest’anno sarà dura fare l’una e l’altra cosa. Le semine per il grano duro vengono date in picchiata, mentre non si è persa la fiducia di una moratoria sui debiti con l’Inps.

Così ci si ingegna per sbarcare il lunario. E tra le ipotesi più suffragate è tornata prepotentemente alla ribalta l’opzione energetica. Sono molti gli agricoltori che sognano di rivestire i campi di pannelli solari. Si dice sia l’energia del futuro, quella in grado di sostituire i guadagni che un tempo assicuravano le generose integrazioni comunitarie sul grano duro. Oggi con il grano a 16 euro il quintale, si fa presto a fare due conti: da un ettaro si ricavano all’incirca 480 euro (su una media di 30 quintali), quando per i pannelli fotovoltaici solo per il fitto del terreno si possono intascare cifre fra i 5-7000 euro sempre a ettaro (tasse incluse). Insomma, secondo la vulgata corrente il fotovoltaico ha tutte le carte in regola per soppiantare il grano, la cultura (un tempo) più assistita e assicurarsi una rendita certa per il futuro con il minimo sforzo.

Ma non sarà facile aggiudicarsi le autorizzazioni. In Puglia sono state presentate 6mila richieste per il fotovoltaico, pari a 18mila megawatt di energia potenzialmente installabile. Il tetto del Pear (il piano decennale di programmazione regionale) però si ferma a 150 megawatt. «Il piano - avverte Gianmaria Gasperi, coordinatore del Pear - ha però un valore previsionale. Se ci accorgiamo che si può arrivare a 200 megawatt, quello dei 150 non è sicuramente un tetto tassativo. Il problema - aggiunge Gasperi - è che sul fotovoltaico è fiorito un commercio spropositato. Siamo convinti che quando, tra qualche mese, verranno esaminate tutte le domande ci sarà una selezione naturale dei progetti e solo quelli validi resteranno in piedi».

Dunque la chimera del fotovoltaico per ora seduce solo tutti quelli (e non sono pochi) che si lasciano infatuare dalle chiacchiere. Ecco perchè in Capitanata fioriscono altre scuole di pensiero tra gli agricoltori non in cerca di un facile guadagno. Tra questi c’è Michele Ruberto, un piccolo agricoltore foggiano, che ha deciso di investire tutto sul biogas: «E’ un’energia a biomassa che però non brucia nulla, inquina meno e può essere tranquillamente gestita dall’agricoltore con la sua piccola azienda, mentre la biomassa tradizionale richiede un investimento maggiore non alla portata del piccolo agricoltore. Inoltre l’energia prodotta può essere utilizzata per il proprio fabbisogno o venduta sul libero mercato dell’energia».

Ruberto con la sua società Mipa agricola è diventato il portabandiera delle energie rinnovabili in Capitanata. «A marzo del prossimo anno - spiega - costruiremo a Foggia il primo impianto per la produzione di energia da biogas che avrà una potenza installata di 999 kilowatt. Abbiamo già avviato le coltivazioni di orzo e triticale, a maggio pianteremo anche sorgo e mais: in pratica sostituiamo con queste colture che poi andranno ad alimentare la centrale, coltivazioni ormai non più redditizie come il pomodoro e l’ortofrutta. Il processo di produzione dell’energia con il biogas - aggiunge Lars von Lehmdem, amministratore di Envi Tec Italia (la società che costruirà l’impianto a biogas: ndr) - non prevede alcuna forma di combustione, tutte le verdure verdi che introduciamo vengono sottoposte a un processo di fermentazione che è identico al meccanismo di digestione della mucca. Il letame prodotto dallo scarto di produzione della centrale a biogas verrà impiegato per concimare il terreno, proprio come avviene adesso con il letame delle mucche».

Il fotovoltaico non viene criminalizzato dall’amministratore della Mipa Agricola: «Abbiamo noi stessi installato piccoli impianti, ma su superfici ridotte che non sono già ora in grado di incidere sull’attività agricola che noi riteniamo debba essere salvaguardata. Così un piccolo agricoltore ha montato pannelli su un appezamento che aveva incolto da tempo; a un altro abbiamo costruito una tettoia dove mettere a riparo le attrezzature agricole e su questa montato alcuni pannelli».

«Il problema - aggiunge Gasperi - è che in Puglia si è creata una situazione di confusione dopo l’approvazione di una delibera che impone vincoli ancor più restrittivi sul fotovoltaico nelle aree a verde agricolo. Così si limiterebbero anche quegli investimenti che sono invece ammissibili. L’assessore Barbanente ha parlato di refuso, e lo credo bene dal momento che confligge con una norma nazionale, il decreto legislativo 387 del 2003 che stabilisce in modo inequivocabile la presenza di impianti fotovoltaici in aree agricole pur rispettando vincoli paesaggistici e di produzione aziendale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725