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In Puglia e Basilicata

Sorpresa, il traffico di Bari è nulla rispetto al resto d'Italia

Sorpresa, il traffico di Bari è nulla rispetto al resto d'Italia
di GIUSEPPE ARMENISE 
Per il rapporto Cittalia della fondazione Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia) ricerche, i costi da cosiddetto congestionamento, nel capoluogo pugliese sono quattro volte inferiori alla media nazionale. Solo Reggio Calabria e Trieste fanno meglio. È un’abitudine, quella dei forzati da traffico, che ingenera spese insospettate destinate a curare patologie da stress o per far fronte ai maggiori oneri legati all’usura delle nostre auto o per la perdita di valore delle merci trasportate più lentamente o ancora per la maggiore incidenza di sinistrosità stradale

11 Dicembre 2009

BARI - Due settimane all’anno «bruciate» alla guida della propria auto. In alcune grandi città italiane è così. Bari, tra queste, riesce a stare tra le tre migliori. I costi da cosiddetto congestionamento, nel capoluogo pugliese sono quattro volte inferiori alla media nazionale. Solo Reggio Calabria e Trieste fanno meglio. È un’abitudine, quella dei forzati da traffico, che ingenera spese insospettate destinate a curare patologie da stress o per far fronte ai maggiori oneri legati all’usura delle nostre auto o per la perdita di valore delle merci trasportate più lentamente o ancora per la maggiore incidenza di sinistrosità stradale. È il quadro desolante che emerge dalle tabelle della ricerca «IMmobilità urbana» all’interno del rapporto Cittalia della fondazione Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia) ricerche. 

Che ci siano costi indiretti legati alla congestione da traffico è un dato di fatto. Anche il maggior carico di inquinamento prodotto stando incollonati nel fiume di lamiere che scorre sulle strade delle nostre città comporta oneri sociali di notevole portata. Tutti i maggiori oneri legati alle spese sanitarie per far fronte all’aumento di patologie respiratorie o a semplici allergie sono in gran parte (anche se non esclusivamente) legati proprio a questo carico di smog aggiuntivo prodotto dai tubi di scappamento dalle auto che procedono a passo d’uomo. In base a questo complesso modello matematico che calcola i costi da congestione per autovettura, Roma supera tutte le grandi città italiane con una spesa che si aggira intorno ai 1.300 euro all’anno. Costi da incolonnamento, stress e smog calano a 905 euro l’anno a Napoli e toccano gli 881 euro a Genova. A Milano i costi si attestano intorno ai 573 euro. A Bari siamo a 223 euro. Bologna, Firenze, Venezia, Messina e Catania fanno tutte peggio. Se il traffico fosse più scorrevole (se ci fosse un adeguato numero di parcheggi periferici, strade più scorrevoli e più ricorso al mezzo pubblico), lo studio dice che si libererebbero risorse da reinvestire in infrastrutture pari a 2,6 miliardi di euro che è circa lo 0,2% del Prodotto interno loro italiano. 

«Quella che emerge da Cittalia 2009 - commenta l’assessore barese alla Mobilità, Antonio Decaro - è un’immagine confortante. Continueremo a lavorare nella direzione intrapresa per migliorare gli attuali standard della mobilità urbana».
di GIUSEPPE ARMENISE
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