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In Puglia e Basilicata

Bari, ribolle sotto i piedi  memoria della città sconosciuta

Bari, ribolle sotto i piedi  memoria della città sconosciuta
di MANLIO TRIGGIANI
L’iniziativa, nata da un’idea di due archeologhe, Francesca Radina e Mariella Cioce e da un’esperta di marketing e comunicazione, Doriana Cisonno, è intitolata «Alla scoperta di Bari sotterranea». È stata poi messa a punto dagli uffici periferici del ministero per i Beni e le attività culturali, la Regione, l’Apt della provincia di Bari e la Parrocchia cattedrale, nell’ambito del progetto turistico «Città aperte in estate 2009». Il successo, superiore alle attese, ha spinto gli organizzatori a proseguire l’iniziativa

10 Dicembre 2009

di MANLIO TRIGGIANI

I prossimi appuntamenti sono per martedì prossimo e per martedì 22, sempre alle 16.30. Ma è tutto esaurito. L’elenco delle prenotazioni è lunghissimo, centinaia di persone vogliono visitare questa Bari sotterranea che finora nessuno ha visto. O, meglio, fra agosto e settembre è stata visitata da un numero limitato di persone. Ora, sarà possibile visitarla ancora (ma il mese di dicembre, come detto, è tutto esaurito) e da gennaio sono previste tre visite a settimana: una riservata ai croceristi e due ai baresi o comunque a coloro che prenoteranno (www.eventidautore.it; telefono: 080/2199605). Date e orari devono essere ancora definiti dalla Soprintendenza. 

L’iniziativa, nata da un’idea di due archeologhe, Francesca Radina e Mariella Cioce e da un’esperta di marketing e comunicazione, Doriana Cisonno, è intitolata «Alla scoperta di Bari sotterranea». È stata poi messa a punto dagli uffici periferici del ministero per i Beni e le attività culturali, la Regione, l’Apt della provincia di Bari e la Parrocchia cattedrale, nell’ambito del progetto turistico «Città aperte in estate 2009». Il successo, superiore alle attese, ha spinto gli organizzatori a proseguire l’iniziativa che avrebbe dovuto concludersi a ottobre. Più che visite guidate, sono lezioni di archeologia, con riferimenti storici, tenute da archeologi della Soprintendenza, che hanno partecipato a campagne di scavi. 

archeologia a BariPerché questo successo? Al di là dell’interesse culturale, c’è anche il desiderio di scoprire una città che è cresciuta sempre sullo stesso posto e quindi si è stratificata con il passare dei secoli. Insomma, c’è storia nel sottosuolo, nelle stratificazioni millenarie che dai preistorici insediamenti (secondo gli archeologi il primo in piazza san Pietro, nella città vecchia) si è evoluta in nuovi tessuti urbani, architetture cancellate e rifatte a seconda delle dominazioni e degli insediamenti eliminati. 
Un percorso nella Bari sotterranea, messo a punto grazie anche alle scoperte del Centro operativo per l’archeologia a palazzo Simi, che mostra una città inedita e insospettata con le sue storie, le età e le culture differenti, che hanno contribuito alla crescita di Bari. Domenica scorsa si è tenuta la prima visita, alla presenza dell’assessore comunale al marketing territoriale, Gianluca Paparesta condotta dall’archeologa Mariella Cioce. 

L’ingresso costava 5 euro (il biglietto, 18 euro, è stato integrato con 13 euro per ogni visitatore dal Comune), si entrava rigorosamente (quasi) su prenotazione, massimo 26 persone (in realtà, domenica erano circa una quarantina). Il costo del biglietto, da gennaio, tornerà a 18 euro a testa. 

Un interessante percorso che parte dal Castello normanno-svevo: nei sotterranei ci sono due diverse aree archeologiche. Una, sotto la sala multimediale, è un insediamento bizantino collegato, in passato, con il porto antico, del quale è possibile ammirare una parte delle mura, ma anche alcune tracce di abitazioni del tempo. Bari, per quasi due secoli (IX e X secolo), fu sede della massima autorità bizantina nei territori occidentali dell’Impero romano d’Oriente. U n’altra area archeologica è sotto l’edificio religioso, sotto la sala sveva, ala Nord, contornata da una necropoli. Ci sono i resti di una chiesa, forse a tre navate, dedicata a Sant’Apollinare. 

Particolarmente interessante, poi, il succorpo della Cattedrale di San Sabino (5 metri sotto il livello del mare), dove alcuni decenni fa fu trovato un ossario che raggiungeva addirittura la volta. Nella cripta si segue un percorso, con pannelli esplicativi, fino ad arrivare al «succorpo» della precedente basilica realizzata dai vescovi Bisanzio e Nicola, sotto le navate dell’attuale Cattedrale. Ed è possibile anche ammirare grossi blocchi che rimandano a un vecchio edificio romano e mosaici, di un foro di età romana sul quale forse, nel VII secolo, fu edificata la prima chiesa paleocristiana. Ci sono anche le tracce della via Traiana con un’epigrafe onoraria dedicata a Lucio Gellio, un mosaico esteso, e una fascia con una scritta che è l’unica in Puglia a essere integra, nella quale si parla della comunità cristiana. Si chiude il percorso con una visita a Palazzo Simi, palazzo tardorinascimentale che ospita reperti dell’antica Peucezia e ha, sottoterra, due chiese sovrapposte di età bizantina e romanica.
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