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In Puglia e Basilicata

Bari, in mostra i reperti rubati in Puglia ed esportati negli Usa

Bari, in mostra i reperti rubati in Puglia ed esportati negli Usa
di MARIA GRAZIA RONGO 
Esportati negli Usa illegalmente da un collezionista italoamericano ora deceduto, tornano in Puglia documenti, reperti archeologici e cinquecentine. Il prezioso materiale compone la mostra «La memoria ritrovata. Puglia/Illinois... Andata e ritorno. Beni culturali recuperati» che, inaugurata ieri, nell'Archivio di Stato, alla Cittadella della Cultura, e rimarrà aperta sino al 9 gennaio

10 Dicembre 2009

BARI - Documenti, reperti archeologici, cinquecentine, che avevano «preso il volo» dalla terra di Puglia, a causa dell’abilità traffichina di esperti mercanti, sono finalmente tornati a casa. Stiamo parlando dei reperti recuperati dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale che compongono la mostra: «La memoria ritrovata. Puglia/Illinois... Andata e ritorno. Beni culturali recuperati». L’esposizione, che celebra il quarantennale dall’istituzione del Comando Carabinieri Tutela del patrimonio Culturale, è stata inaugurata ieri, nell’Archivio di Stato, alla Cittadella della Cultura, e rimarrà aperta sino al 9 gennaio. 

La mostra vanta una intensa collaborazione organizzativa tra ministero per i Beni e le Attività culturali (Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici per la Puglia), Soprintendenza archeologica per la Puglia, Soprintendenza archivistica per la Puglia, Archivio di Stato di Bari, Biblioteca nazionale «Sagarriga Visconti Volpi». E inoltre è promossa dall’assessorato regionale all’Ecologia, perché si inserisce nelle iniziative di «Aspettando Mediterre» (la tradizionale kermesse sull’ambiente e i parchi del Mediterraneo in programma alla Fiera del Levante a partire dal 13 gennaio). Il vasto patrimonio documentario, cartaceo e pergamenaceo, illegalmente esportato in America, proviene principalmente da archivi ecclesiastici e di privati di diversi centri della nostra regione, soprattutto concentrati nella provincia barese. Come quelli frutto del successo investigativo del cosiddetto «affaire Sisto», dal nome del trafugatore che era riuscito a portare negli Stati Uniti, precisamente a Chicago, un vastissimo tesoro di pergamene (350) provenienti dalle antiche diocesi di Conversano e Barletta, 800 libri antichi, timbri, segnature, ex libris, centinaia di reperti archeologici attribuibili alle molteplici località archeologiche pugliesi. 

Gli eredi di John Sisto (operaio pugliese emigrato in America negli anni Cinquanta) però, non sono stati così furbi come il loro padre, se infatti è stato possibile risalire alla mega-truffa grazie a una lite avvenuta in strada, a Chicago, nel 2007, tra i figli di Sisto che si contendevano il patrimonio paterno. La baruffa incuriosì la polizia locale e di lì è nata poi la collaborazione col Nucleo TPC barese, che ha infine portato al rimpatrio del patrimonio pugliese. 

«Il recupero dei reperti – ha detto Gianluca Ferrari, comandante del Nucleo TPC di Bari – è stato possibile grazie all’intenso lavoro del Nucleo e alla proficua collaborazione investigativa con la polizia americana e l’Fbi». I reperti in mostra, che costituiscono l’operazione di recupero più rilevante da parte del Nucleo TPC di Bari, sono stati rimpatriati il 12 giugno 2009. Certo, il recupero rappresenta solo una minima parte del trafugato, ma si tratta comunque di un grande risultato, anche perché i beni ritrovati ritorneranno ai legittimi proprietari che per la maggior parte sono biblioteche pubbliche ed archivi ecclesiastici. 

«La mostra rappresenta anche l’ottimo risultato di una convergenza di professionalità – ha sottolineato Eugenia Vantaggiato, direttore dell’Archivio di Stato – e oltre a rendere omaggio all’attività del Nucleo, evidenzia il collegamento tra ambiente e cultura grazie alla disponibilità dell’assessorato regionale all’Ecologia». La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì (9 – 18) e il sabato (9 – 13).
di MARIA GRAZIA RONGO 
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