Mercoledì 28 Settembre 2022 | 10:48

In Puglia e Basilicata

ELEZIONI POLITICHE 2022

Centrodestra

43,79%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

26,13%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,79%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

15,43%

Movimento 5 Stelle

Centrodestra

44,02%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

25,99%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,74%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

15,55%

Movimento 5 Stelle

 

Ultimo rapporto Legambiente "Puglia terza per rischio frane"

Ultimo rapporto Legambiente "Puglia terza per rischio frane"
di GIUSEPPE ARMENISE 
Il presidente regionale di Legambiente, Francesco Tarantini: nell’88% dei comuni pugliesi monitorati, sono presenti abitazioni in aree a rischio idrogeologico, nel 53% interi quartieri, nel 71% fabbricati industriali e nel 35% strutture ricettive. «Non si può impedire alla natura di fare il suo corso», commenta l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Fabiano Amati

10 Dicembre 2009

BARI - Rischio sismico, rischio di alluvioni e frane: quante case, quanti edifici pubblici ancora nelle zone più esposte delle nostre città. Non è per nulla incoraggiante il quadro che emerge dal nuovo rapporto Ecosistema rischio presentato ieri in tutta Italia da Legambiente su informazioni delle amministrazioni locali elaborate dal dipartimento nazionale di Protezione civile. Il dato macro è che appena il 7% delle amministrazioni comunali italiane ha provveduto a delocalizzare abitazioni e solo nel 3% dei casi sono stati avviati interventi di delocalizzazione dei fabbricati industriali. Nel 15% dei Comuni mancano invece i piani urbanistici che prevedono vincoli all’edificazione delle aree a rischio idrogeologico. 

E La Puglia? Beh, è un paradosso. Sì, perché pur non avendo una grande estensione di aree a più importante rischio sismico o idrogeologico, i Comuni della nostra regione paiono aver concentrato le loro attività produttive o le residenze civili proprio in quelle poche aree suscettibili. In effetti, se si confrontano i tassi percentuali relativi allo sfruttamento per fini civili o industriali di aree a rischio, tra le regioni d’Italia la Puglia è terza. 

«Solo il 12% dei comuni pugliesi monitorati - spiega il presidente regionale di Legambiente, Francesco Tarantini - svolge un positivo lavoro di mitigazione del rischio idrogeologico». Nell’88% dei comuni pugliesi monitorati, dice il rapporto Legambiente, sono presenti abitazioni in aree a rischio idrogeologico, nel 53% interi quartieri, nel 71% fabbricati industriali e nel 35% strutture ricettive. Canosa di Puglia, Sant’Agata di Puglia e Casalnuovo Monterotaro sono gli unici tre comuni ad aver intrapreso azioni di delocalizzazione sia delle abitazioni che dei fabbricati industriali dalle aree a rischio. 

Il 65% dei comuni ha previsto nei propri piani urbanistici vincoli all’edificazione nelle zone esposte a maggior pericolo mentre il 100% dei comuni ha realizzato opere di messa in sicurezza del territorio. 

«Non si può impedire alla natura di fare il suo corso. Frane e alluvioni - commenta l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Fabiano Amati - sono fenomeni naturali e i disastri si possono evitare solo attraverso una corretta gestione del territorio. La Regione Puglia ha avuto l’ambizione di chiedere l’approvazione di un Fas di 100 milioni per finanziare il settore delle opere di mitigazione del rischio. Tuttavia, per alcune vicende elettorali il Fas non è stato ancora approvato ma noi non ci arrendiamo, anche perché perfino quella cifra è insufficiente. Occorrono pertanto più risorse e maggiore responsabilità da parte delle amministrazioni Pubbliche che devono prendere consapevolezza che il miglior investimento di risorse è nella difesa del suolo».
GIUSEPPE ARMENISE
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 

BLOG

- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725