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In Puglia e Basilicata

È Pugliese la «voce» delle dive di Hollywood

È Pugliese la «voce» delle dive di Hollywood
SAVA - E’ originaria di Sava. Ha parenti anche a Manduria. Di Daniela Calò, sangue pugliese, in tantissimi conoscono la voce: la sua, infatti, è quella di Evangeline Lilly, protagonista del telefilm “Lost”. Viene considerata una delle più brave doppiatrici italiane. E proprio per la interpretazione di Evangeline Lilly, nel 2006 ha vinto, nell’ambito della rassegna “Voci nell’ombra 2006” di Finale Ligure, l’Anello d’Oro come Miglior Voce Femminile nei doppiaggi.

09 Dicembre 2009

di Nando Perrone

SAVA - E’ originaria di Sava. Ha parenti anche a Manduria. Di Daniela Calò, sangue pugliese, in tantissimi conoscono la voce: la sua, infatti, è quella di Evangeline Lilly, protagonista del telefilm “Lost”. Viene considerata una delle più brave doppiatrici italiane. E proprio per la interpretazione di Evangeline Lilly, nel 2006 ha vinto, nell’ambito della rassegna “Voci nell’ombra 2006” di Finale Ligure, l’Anello d’Oro come Miglior Voce Femminile nei doppiaggi.

Eppure Daniela, al doppiaggio e al mondo della recitazione più in generale, ci è arrivata, come spesso accade, quasi per caso. «Il mio papà è di Sava, mentre mia madre è di Sammichele di Bari» si presenta Daniela Calò, tanto cordiale e simpatica quanto umile. «Siamo andati presto a vivere a Torino, anche se io, da adolescente, restavo in Puglia per quattro-cinque mesi. Di solito, per scendere giù, finivo prima la scuola e la iniziavo più tardi. Sento miei, ancora, quei posti in cui sono nata e cresciuta».

A Torino, mentre frequentava la scuola media, la svolta nella vita di Daniela. «Fui coinvolta in una recita: i docenti decisero di portare in scena “Dodicesima notte” di Shakespeare. Inizialmente non ero convinta di esserne capace. Invece, evidentemente, la rappresentazione andò bene. Tant’è che la nostra scuola partecipò ad un concorso aperto anche a compagnie di professionisti, piazzandoci fra i primissimi posti».

Per Daniela era insomma scoccata la scintilla. «Mi iscrissi in un corso di recitazione e dizione al teatro Nuovo di Torino, diretto da Enza Giovine. Ho iniziato a recitare in teatro: a 16 anni il mio debutto con un’opera di Pavese».

In teatro è stata impegnata sino all’età di 25 anni. Poi ha avuto la possibilità di recitare anche in opere di prosa per la radio della Rai. Qui si materializza un’altra svolta per Daniela. «Cercavano una conduttrice per programmi per bambini. Si trattava di sketch da interpretare e gestire. Decisi di accettare di vivere questa esperienza, che mi ha molto divertito: il programma si chiamava “Glu glu”. Era trasmesso da Rai Sat, nel palinsesto dedicato ai ragazzi. Poiché si registrava a Roma, decisi di trasferirmi nella capitale. Poi, però, il programma finì e io mi posi l’interrogativo per il futuro».

Daniela Calò scelse la strada dei doppiaggi. Da allora ha lavorato nelle più importanti case di doppiaggio italiane: è stata diretta da Gianni Galassi, Carlo Cosolo e Francesco Vairano. «I personaggi più importanti che ho doppiato? Beh, sono molto conosciuta per aver dato la voce ad Evangeline Lilly in “Lost”. Ma ho doppiato anche Carla Gugino in “Sin City”, Kate Austin, Emily Watson in “Un giorno per sbaglio”, e ancora Anne Hathaway. Ho doppiato anche Marion Cotillard in un film che è appena uscito nei cinema».
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