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In Puglia e Basilicata

Abusi al doposcuola in Salento indagini su due insegnanti

Abusi al doposcuola in Salento indagini su due insegnanti
L'indagine è nata dalla segnalazione di un bambino che (con una decina di coetanei) frequentava il doposcuola in un paese della Grecìa salentina. Mentre seguiva in televisione un servizio giornalistico relativo ad una vicenda di pedofilia che coinvolgeva un insegnante, il bambino si è rivolto alla sorella dicendo: «Quelle cose succedono anche al mio doposcuola». L'allarme fra i genitori si è diffuso subito. E, sulla scorta delle segnalazioni, i carabinieri hanno avviato le indagini. Al vaglio c'è una coppia di insegnanti che si è stabilita nel Salento proveniente da un'altra Regione. Lì, a quanto se ne sa, uno dei due insegnanti, avrebbe avuto a che fare con la giustizia proprio per episodi di pedofilia

08 Dicembre 2009

LECCE – «Quelle cose succedono anche a noi, al doposcuola». È stato questo commento, fatto da un bambino che guardava in tv un servizio giornalistico sul coinvolgimento di un insegnate in episodi di pedofilia, a far partire l'indagine su una coppia di anziani maestri di un doposcuola del Salento. Marito e moglie sono ora indagati per aver compiuto atti sessuali sui loro allievi minorenni. 

Il piccolo ha rivelato i presunti abusi subiti quasi involontariamente alla sorella più grande, che guardava assieme a lui il tg. La ragazza ha subito riferito i fatti ai genitori. E' partita la denuncia ai carabinieri della compagnia di Maglie (Lecce) che hanno avviato le indagini. 

La voce sui presunti abusi si è subito diffusa nel centro della Grecia salentina in cui vivono i bambini. Quasi tutti i dieci scolari sono stati ritirati dal doposcuola e sono ora sottoposti a sedute con assistenti sociali e psicologi. Il reato ipotizzato nei confronti dei due insegnati dal pm inquirente della procura di Lecce, Angela Rotondano, è di pedofilia. 

Secondo l’ipotesi accusatoria, i due maestri avrebbero «toccato» i bambini e, in alcuni casi, li avrebbero denudati con il pretesto di coinvolgerli in giochi e di spiegare loro com'è fatto il corpo umano. Tutto questo sarebbe accaduto nella casa-doposcuola. 

Dopo il racconto del piccolo che ha rivelato i presunti abusi, i militari avrebbero raccolto riscontri ascoltando gli altri bimbi che frequentavano il doposcuola e i loro genitori. 
Nel corso delle indagini, tra l’altro, sarebbe emerso che il maestro sarebbe recidivo in quanto sarebbe finito sotto inchiesta in passato per fatti analoghi quando lavorava in Sicilia, regione dalla quale la coppia si è trasferita in Puglia.

La vicenda fa tornare alla mente un’altra storia di presunti abusi compiuti su bambini che frequentavano un doposcuola nel Salento. Il 5 novembre 2007, in un raptus omicida, una donna di 34 anni (poi condannata in appello a sette anni di reclusione) uccise con numerose coltellate Iolanda Provenzano, di 71 anni, maestra di doposcuola del figlioletto di sette anni. La maestra morì nel tentativo di difendere il marito, Luigi Compagnone, sarto in pensione di 81 anni, che l’omicida riteneva avesse molestato sessualmente il proprio figlioletto che era solito frequentare il doposcuola a casa della vittima. Compagnone, sopravvissuto alle ferite, è tuttora indagato per pedofilia proprio in relazione a quelle presunte molestie sessuali.
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