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In Puglia e Basilicata

La "signora" di De Nittis sequestrata a Tanzi, esponiamola a Barletta

La "signora" di De Nittis sequestrata a Tanzi, esponiamola a Barletta
di GIUSEPPE DIMICCOLI
L'olio su tela «La signora col cane» (dimensioni 145 x 58) di Giuseppe De Nittis era nella collezione di Calisto Tanzi ed è stato recentemente sequestrato dalla Guardia di Finanza del Nucleo Polizia Tributaria di Bologna nell'ambito delle indagini relative al crac finanziario Parmalat. E allora perché non permettere alla «Signora col cane» di venire a farsi ammirare nella bella ed accogliente «Casa De Nittis»? Le porte di Palazzo della Marra di Barletta si aprirebbero immediatamente per la bella signora

08 Dicembre 2009

BARLETTA - Molti lo hanno riconosciuto immediatamente. Il tratto magico della pittura del De Nittis, per tutti, è fin troppo noto e piacevole. Salta agli occhi. Non sfigurava affatto, assieme ai vari Van Gogh, Picasso, Monet, Modigliani e un autoritratto di Ligabue, l’olio su tela «La signora col cane» (dimensioni 145 x 58) di Giuseppe De Nittis. Tutto questo ben di Dio è stato recentemente sequestrato dalla Guardia di Finanza del Nucleo Polizia Tributaria di Bologna nell’ambito delle indagini relative al crac finanziario Parmalat, condotte dalla Procura della Repubblica di Parma. 

L’opera - fa notare Pietro Doronzo, dell’Archeoclub d’Italia, sezione di Barletta - già inserita nel catalogo di Piceni del 1983 e nel Dini Marini del 1990 (foto numero 799) custodita in una «collezione privata di Parma», è tra i 19 i quadri di grande valore artistico «direttamente riconducibili al patrimonio di Calisto Tanzi», patron della Parmalat. A livello giuridico il quadro dipinto dal maestro barlettano, al momento, è oggetto di un sequestro. E allora perché non permettere alla «Signora col cane» di venire a farsi ammirare nella bella ed accogliente «Casa De Nittis»? Le porte di Palazzo della Marra di Barletta si aprirebbero immediatamente per la bella signora. Del resto, il gioiello di via Cialdini, ne ha ospitata una - quella Napoletana - che proprio ... non ha lasciato un buon ricordo. 

Sicuramente, nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso, potrebbe trovare una giusta e naturale collocazione artistica proprio nelle sale della collezione permanente. Sarebbe un vero peccato se, nelle more che l’inda gine prosegua e che venga definito il futuro di tutto il patrimonio artistico sequestrato - senza dimenticare i tempi biblici della giustizia italiana - la tela del De Nittis finisse in un caveau buio ed anonimo invece che risplendere e «dialogare» con le altre opere del De Nittis. La proposta è lanciata. Si osa troppo? Una bella signora va trattata con i guanti di velluto. 
di GIUSEPPE DIMICCOLI
dimiccoli@gazzettamezzogiorno.it
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