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In Puglia e Basilicata

Rollo (Pdl): la giungla del fotovoltaico in Puglia beneficio o minaccia?

Rollo (Pdl): la giungla del fotovoltaico in Puglia beneficio o minaccia?
Il consigliere regionale del Pdl, ex assessore al Turismo della Regione Puglia, Marcello Rollo scrive una lettera aperta all'assessore regionale Barbanente e Italia Nostra ponendo alcuni interrogativi sul tema delle fonti energetiche alternative. Tra gli altri Rollo chiede: se «La nostra costa e la nostra campagna devono davvero abbandonare le loro naturali vocazioni di accoglienza e di produzione agricola per lasciare spazio ad una selva di torri eoliche ed a “mari” di pannelli fotovoltaici?»
• Carrieri (Pli): la posizione di Rollo è insostenibile

07 Dicembre 2009

Dal consigliere regionale del Pdl, Marcello Rollo riceviamo: 

Cara collega, cari amici,
tra le tante belle citazioni tratte dalla politica, in questi giorni me ne viene in mente una di un ministro degli anni sessanta di nome La Malfa il quale sosteneva che “una classe dirigente politica deve sempre stare non uno ma dieci passi avanti rispetto al Paese ed assumersene le relative responsabilità”.
Erano anni diversi, mancanti, senza dubbio, di una coscienza comune che nel tempo si sarebbe poi strutturata in fondazioni, movimenti, circoli, clubs e associazioni. 

Soprattutto sul piano della tutela ambientale e sul più generale campo della qualità della vita, oggi non è solo la politica a dover “ripensare” il futuro ma, anzi, essa viene costantemente stimolata, e, per certi versi, indirizzata, da una moltitudine di soggetti preparati sul piano scientifico e onesti sul piano intellettuale.
Trovo questa dialettica fra politica e “movimenti” importantissima e sicuramente insostituibile per un corretto percorso di sviluppo. 

Ancora più necessaria sul piano del grande tema dell’energia, sulle fonti di approvvigionamento, sull’impatto ambientale che ogni scelta comporta, sulle ricadute sulla nostra salute e sulla loro necessità sul piano produttivo e organizzativo in generale. 

Vorrei, per questo, lanciare un allarme in controcorrente con quanto, purtroppo, in questo periodo succede sul piano ambientale e cioè sulla “rapina” che le cosiddette fonti alternative di energia vanno costantemente perpetrando sul nostro territorio. 

Materia certamente complessa e, per certi versi, ancora sperimentale, ma i cui effetti non soltanto sono ben visibili sul piano ambientale ma ci costringono a fare i conti, così come siamo oramai abituati a fare, con un futuro di incognite circa lo smantellamento e lo smaltimento. 

Mi riferisco chiaramente al forsennato sviluppo dell’installazione di impianti di energia eolica e fotovoltaica.
Parlarne significa discutere di affidabilità degli impianti, di valutazioni di impatti ambientali, di competenze istituzionali, di vocazione del territorio, di ricadute occupazionali, di redistribuzione di risorse, ma anche di cambiamenti culturali e sociali. 

Per questa complessità di implicazioni mi permetta di procedere in modo semplice e schematico attraverso una serie di domande alle quali molti di noi credo si siano già data una risposta: 

1.Possono davvero le cosiddette fonti alternative di approvvigionamento energetico - eolico e fotovoltaico – alleggerire l’uso di carbone? 

Quale percentuale di fabbisogno energetico tali fonti coprono oggi e potranno coprire in un prossimo futuro?
Se è vero che la loro efficacia massima potrà soddisfare al massimo il 3% di quanto ci serve e che i nostri sprechi richiedono un aumento di produzione energetica pari al 2,8% annuo , a cosa può servire l’utilizzo di tali alternative? 

Esistono modi privati e non industriali di tale iniziative tali da non dover avere un forte impatto ambientale?

2.La nostra costa e la nostra campagna devono davvero abbandonare le loro naturali vocazioni di accoglienza e di produzione agricola per lasciare spazio ad una selva di torri eoliche ed a “mari” di pannelli fotovoltaici?
Sarà possibile dopo l’ondata di questi nuovi insediamenti poter ancora discutere di vocazione turistica e sviluppo della nostra costa? 

E lo sarà per le nostre colture?

3.Chi stà decidendo sui nuovi impianti? Le comunità locali, sempre così giustamente gelose delle proprie autonomie di scelta, sono in qualche modo consapevoli di quanto accade? Possono i singoli comuni, che in termini di sussidiarietà e di prossimità costituiscono i sensori del cittadino, intervenire e disciplinare l’arrembaggio di questi nuovi insediamenti?

4.Esistono dei vantaggi per le popolazioni residenti nei territori dove tali produzioni si insediano? Vi sono vantaggi sul costo dell’energia per i singoli o per le aziende? Vi sono vantaggi collettivi sul piano della riduzione dell’uso del carbone? Vi sono vantaggi occupazionali? Cambieranno gli atteggiamenti culturali e sociali di alcune categorie di lavoratori fin’ora dediti all’agricoltura?

Personalmente, convinto che la politica debba certamente e soprattutto porre domande giuste ma che possa anche fornire buone risposte, rimango dell’avviso che sul nostro territorio si stà perpetrando un grande scempio.. 

Credo che l’eolico e il fotovoltaico siano dei grandi business esclusivamente per chi li produce e chi li installa, che il loro impatto sulla nostra terra stia inevitabilmente uccidendo le nostre più antiche e più nobili vocazioni, che non ci sarà alcun vantaggio , né singolo e né collettivo, e che ci ritroveremo presto con una serie di problemi connessi allo smaltimento di queste cattedrali di guglie e di tappeti. 

Trovo già doloroso scoprire nella nostra bella campagna insediamenti che,per il solo espediente di restare entro determinati parametri legislativi imposti dalla regione, ne snaturano e ne deturpano l’aspetto.
Io ho il dovere di intervenire presto e bene unendo le forze di quanti come me amano questo territorio; lo farò con tutti i mezzi della politica così come ho già fatto, ma credo che sia arrivato il momento per tutte quelle associazioni ed organizzazioni ambientaliste di far valere la loro voce ed alla collega Barbanente così sensibile al fascino della nostra Puglia di intervenire con efficacia e tempestività. Prima che sia troppo tardi.

Marcello Rollo
Consigliere regionale PDL
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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